"Più posti da spartire, ecco perché il sindaco rivuole il Cda in Afam"

“Più posti da spartire, ecco perché il sindaco rivuole il Cda in Afam”

Redazione

“Più posti da spartire, ecco perché il sindaco rivuole il Cda in Afam”

Non si parlerà di Covid in commissione: "Un atto di disprezzo"
Ven, 15/05/2020 - 13:49

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“Più posti da spartire, ecco perché il sindaco rivuole il Cda in Afam”

La maggioranza aveva promesso che la minoranza sarebbe stata coinvolta sulle misure per il coronavirus, lavorando nelle commissioni. Lavoro che non c’è stato, almeno stando alla convocazione, così il centrosinistra va su tutte le furie e parla di “Nuovo atto di disprezzo e di arroganza di questa destra che ci amministra. Dopo averci escluso da ogni confronto aperto con le realtà  economiche e sociali della nostra città sulle questioni relative al Covid-19, sentenziando che si lavora nelle commissioni, è stata convocata la II Commissione per parlare di accorpamenti di sedime e la I per cambiare lo statuto dell’Afam!”.

“Più poltrone per gli scontenti”

A dirlo i gruppi Pd, Foligno 20/30, Patto per Foligno: “Questa è la giunta che ha liberato Foligno: una sola poltrona all’Afam non bastava e allora la decisione di crearne altre; passare da un amministratore unico, che aveva saputo guidare le farmacie comunali verso un cospicuo attivo, a tre o cinque amministratori – è detto nella nota – in piena crisi economica, in cui famiglie, imprese e attività sono ferme da più di due mesi e con grave difficoltà  si preparano a ripartire, la giunta Zuccarini aumenta posti e poltrone delle farmacie comunali dell’Afam“.

“Errore gestionale”

Dopo il blitz estivo alla Vus, la destra folignate dimostra che il cambiamento tanto reclamizzato c’è stato, ma in peggio: prima criticava le scelte delle passate amministrazioni, ora, siccome non bastano i posti che vuole occupare, ne aggiunge altri. La scelta di ritornare al vecchio CdA, sostituito nel 2014 da un amministratore unico, è un ritorno al passato, è un errore enorme dal punto di vista manageriale e di prospettiva, è solo un aumento di poltrone per sfamare gli appetiti degli scontenti. E’ un doppio errore: una scelta sbagliata, e nel momento sbagliato; una scelta irrispettosa nei confronti della città  e dei cittadini che stanno vivendo una crisi senza precedenti”.

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