Perugia, prove di esodo a scala extra urbana a Gualdo Tadino

Perugia, prove di esodo a scala extra urbana a Gualdo Tadino

Vigili del Fuoco in azione per migliorare le tecniche di evacuazione di massa

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Nella mattina di oggi, a Gualdo Tadino, si è svolto un test di esodo a scala extra urbana organizzato congiuntamente dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dal Comune di Gualdo Tadino, nell’ambito del progetto europeo AF3 (Advanced Forest Firefighting).

In risposta ai propri compiti istituzionali, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco impegna risorse ordinarie e straordinarie nel miglioramento delle capacità di gestione e pianificazione dell’emergenza anche attraverso lo studio delle caratteristiche dell’esodo a scala extra urbana. Difatti, gli eventi estremi che sempre più frequentemente colpiscono il globo e il nostro Paese richiedono strumenti e procedure per la gestione delle emergenze più efficienti ed efficaci.

In particolare, il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco presta attenzione ad attivare sinergie tra tutti gli Enti istituzionali coinvolti nella gestione delle crisi già dalla fase di elaborazione dei piani di emergenza e ad incrementare le proprie competenze tecniche nei settori scientifici correlati. In questo ambito si inquadra la partecipazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ai progetti di ricerca e sviluppo cofinanziati dalla Commissione Europea IDIRA (Interoperability of data and procedures in large-scale multinational disaster response actions) e AF3 (Advanced Forest Firefighting).

Il progetto IDIRA ha mobilitato 18 partner di 6 Paesi europei per 4 anni fino al Maggio di quest’anno per offrire soluzioni innovative alla gestione di diversi tipi di grandi emergenze, incluse le inondazioni e gli incendi boschivi, mentre AF3 a partire dallo scorso anno e fino all’Aprile del 2017 impegnerà 19 partner da 10 Paesi europei per offrire soluzioni innovative per la lotta attiva agli incendi boschivi detti ‘megafires’ – di dimensioni tali da mettere in difficoltà la normale capacità di risposta degli Enti preposti. Entrambi i progetti hanno tra i loro obiettivi lo studio di strumenti e procedure innovative per una gestione più efficiente dell’esodo della popolazione in occasione di eventi calamitosi.

In questi ambiti il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha concentrato la propria attenzione sull’acquisizione di più approfonditi elementi conoscitivi sulla dinamica dell’esodo di massa e sull’uso degli applicativi di simulazione, utili a migliorare la pianificazione e della gestione dell’emergenza per eventi su larga scala. Lo scopo dei software di simulazioni di esodo è fornire indicazioni circa i tempi di allontanamento dall’area di rischio in condizioni di emergenza, in modo tale da individuare i punti di principale criticità. Negli scenari si possono ipotizzare situazioni particolari e improvvise che scatenano una situazione di emergenza, ovvero considerare una situazione generica che determina la necessità di liberare l’area interessata. I migliori software di simulazioni di esodo adottano modelli comportamentali (come il programma Exodus sviluppato dall’Università di Greenwich anche nell’ambito del progetto IDIRA e acquisito dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco in AF3).

I modelli comportamentali prendono in considerazione le decisioni ed il comportamento delle singole persone, oltre al movimento verso l’uscita. Le regole di comportamento in base alle quali le persone si muovono (ad esempio, se una persona nota del fumo nel vano scala non vi entrerà e cercherà un’altra uscita) sono definite in ciascun modello. Quasi tutti i modelli comportamentali hanno la possibilità di assegnare probabilità alle attività svolta da ogni persona. Queste attività sono associate sia alla verosimiglianza di effettuazione che alla distribuzione dei tempi per ogni azione secondo la probabilità di accadimento. Un uso corretto di questi strumenti presuppone l’utilizzo di parametri rappresentativi della popolazione da studiare e la ripetizione dei calcoli per comprendere quale sia l’andamento prevalente dell’esodo

Poiché i modelli utilizzano un elemento di calcolo stocastico (che serve a riprodurre la variabilità del comportamento umano), anche a parametri invariati ogni simulazione differisce dalle altre e solo la lettura comparata dei dati derivanti da un numero adeguato di simulazioni può consentire una comprensione adeguata dei meccanismi di esodo, a partire da una stima dell’adeguatezza delle misure adottate finalizzata all’adozione di misure di limitazione dei danni. I principali parametri utilizzati ai fini della simulazione includono la densità e le caratteristiche della folla (es. 15.0% adulti giovani, 30.0 %adulti, 55.0 % anziani e bambini), ma l’introduzione di altri parametri più specifici (difficoltà di movimento, ritardo nel comprendere le comunicazioni ecc.) permettono una caratterizzazione della folla più accurata.

Allo stato attuale, i principali limiti di queste simulazioni risiedono nella caratterizzazione della folla, poiché il comportamento delle persone simulato dall’applicativo in esame è quello di base del programma, che si riferisce ad una popolazione di tipo anglosassone ed è stato elaborato prendendo in considerazione l’esodo da edifici, quindi su terreno pavimentato e su percorsi relativamente brevi. Qualora si possa accedere a parametri più aderenti – ad oggi non disponibili per l’assenza di studi specifici a livello globale – l’applicativo potrebbe condizionare opportunamente la velocità di movimento della popolazione in relazione ai fattori culturali, alla condizione del fondo stradale e della stanchezza progressiva indotta dalla lunghezza e dalla pendenza dei percorsi di esodo all’aperto.

Per quanto poco credibile possa sembrare, tali fattori influenzano significativamente l’esito delle simulazioni ed è per questo motivo che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco ha esteso la collaborazione con l’Università di Greenwich, FSEG (Fire Safety Engineering Group), per approfondire la conoscenza dei parametri comportamentali della popolazione residente in Italia eventualmente coinvolta in una evacuazione in emergenza su larga scala. In questo ambito si è rilevata di estremo interesse la prova odierna dopo quella svolta con successo il 28 novembre 2015, specificatamente mirato a raccogliere dati su come persone di sesso e età diversa agiscono nel corso di evacuazioni su percorsi di diverse inclinazioni, limitandolo per ora a fondi stradali uniformi e consistenti.
Tutti i partecipanti hanno compilato un questionario sulle proprie sensazioni e condizioni prima e dopo i test e sono stati dotati un “fratino” numerato e colorato per gruppo di età, per facilitare l’estrazione dei parametri ricercati dai filmati dei mezzi di ripresa messi in campo degli operatori dei Vigili del Fuoco.

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