NUOTO AMARO A SPOLETO: NUOVA POLEMICA SULLA GESTIONE DELL'IMPIANTO. ESPOSTO DELLO "SPOLETO NUOTO" (foto Tuttoggi) - Tuttoggi.info

NUOTO AMARO A SPOLETO: NUOVA POLEMICA SULLA GESTIONE DELL'IMPIANTO. ESPOSTO DELLO “SPOLETO NUOTO” (foto Tuttoggi)

Redazione

NUOTO AMARO A SPOLETO: NUOVA POLEMICA SULLA GESTIONE DELL'IMPIANTO. ESPOSTO DELLO “SPOLETO NUOTO” (foto Tuttoggi)

Mar, 28/09/2010 - 12:01

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(Car.Van.)- Conferenza stampa ieri dello “Spoleto Nuoto” che sin da subito non ci va leggero con la situazione creatasi dopo l'assegnazione della gestione alla Cooperativa Gestione Centro Sport dell'impianto natatorio spoletino.

Si va dall'esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Spoleto, sino alla presenza “critica” in occasione del prossimo Consiglio comunale.

Una situazione molto tesa che ha radici antiche nella competizione tra le due società sportive spoletine, il Delfino Nuoto e lo Spoleto Nuoto, che non si basa solo sui risultati sportivi come è auspicabile che sia, ma ha fondamento anche in quello che lo Spoleto Nuoto definisce, per bocca del Presidente Walter Cieri “un conflitto di interessi” tra la Cooperativa di gestione e la dirigenza del Delfino. Membri della Cooperativa sono infatti anche dirigenti della società sportiva.

Causa scatenante la ridistribuzione degli spazi natatori che da sempre erano suddivisi in forza dei ragazzi iscritti alle squadre e che fino a ieri erano forfettariamente assegnati in 60% allo Spoleto Nuoto e 40% al Delfino.

La nuova assegnazione decisa invece dalla Cooperativa Gestione Centro Sport, ha riportato al più semplice 50 % a testa l'utilizzo delle corsie in vasca, “creando di fatto- dice un Cieri visibilmente contrariato- un problema enorme allo Spoleto Nuoto che ha tra le sue file ben 67 agonisti contro i 19 del Delfino”.

Da qui la minaccia non solo della dirigenza ma anche dei molti genitori presenti all'incontro con la stampa di spostare i propri figli all'impianto di Foligno per poter dare loro il giusto spazio, se non addirittura di ritirarli dalla società. ” Molti di noi hanno due figli che frequentano- dice un genitore animatamente- e ci troveremo nella paradossale situazione di doverne seguire uno a Foligno ed uno a Spoleto. Meglio lasciare mi creda”.

Per contro il Delfino per bocca di Andrea Wojewoda afferma che la Cooperativa di gestione ha usato ” Non uno, ma sette criteri oggettivi per ripartire con imparzialità e logica matematica gli spazi d'acqua disponibili riprendendo ben 5 parametri che il comune aveva già usato negli anni scorsi.”

Criteri che lo Spoleto Nuoto mette in dubbio soprattutto alla luce dell'importante Meeting Nazionale organizzato ormai da anni proprio dalla società sportiva e del numero di agonisti decisamente diverso tra le due società.

In tempi recenti c'era anche stato un tentativo di fondere le due società per evitare il problema, ma non si trovò l'accordo, “volevano imporci di mettere insieme le categorie- chiarisce Cieri- continuando a gareggiare ognuno con la sua maglia. E noi non ci siamo stati “.

Se il vero punto sia il conflitto di interessi o la “canizza sportiva” è questione che resta difficile da definire.

Tuttavia due sono i punti fermi che lo Spoleto Nuoto vuole evidenziare a fondamento di un eventuale azione nei confronti della Cooperativa Gestione Centro Sport: la mancata realizzazione di lavori previsti dalla convenzione con il Comune e l'incongruenza dei costi per corsia applicati alle Associazioni ( 22 euro-ora a Spoleto contro la media umbra di circa 17) a fronte di un contributo alla gestione, del Comune di Spoleto, pari a 130mila euro l'anno, mentre nelle altre città, Foligno Terni Perugia etc, sono i gestori che pagano l'affitto al Comune.

Presente alla Conferenza stampa anche il Consigliere Angelo Loretoni (Lista Rinnovamento) che forse chiederà lumi in consiglio comunale. Anche il Sindaco Bendetti ha da poco scritto una lettera alla Cooperativa di gestione per invitare tutti a riflettere se non sia il caso di tornare alla vecchia ripartizione delle corsie di 60 e 40.

Su tutto sembra aleggiare il solito male spoletino del “divisionismo dietrologico”, evitando di andare al cuore della vicenda, ovvero la mancanza di un impianto adeguato che una città come Spoleto avrebbe dovuto avere da tempo. Così come è ora sembra solo un vecchio impianto postsovietico.


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