di Alessandro Severini Perla (*)
La provocazione, che ho lanciato qualche giorno or sono, di aggiungere al menù composto da olive all'Ascolana e spaghetti all'Amatriciana anche i crostini al Tartufo Nero Pregiato di Norcia, ha trovato, come è logico che sia, molti denigratore ma anche qualche convinto sostenitore.
La cosa che mi lascia interdetto, però, è che commentando il mio scritto un lettore che si firma “valcastoriana” esprime con un grido di gioia che non lascia dubbi sull'amore che ci si riserva in Valnerina, quello che molti sperano: “MAGARI!!!!!!!!!! FUORI I NORCINI DALL'UMBRIA”
Lo sconforto stà nel fatto che le altre comunità della Valnerina hanno certezza che senza Norcia possono migliorare il loro comatoso stato vegetativo. Convinzione diffusa a tal punto che tutte le operazioni tese a “togliere” a Norcia per “distribuire” nel resto della Valnerina viene considerata come un grande successo e ritenuto sinonimo di sicuro “progresso” e sviluppo. In Valnerina non si è ancora compreso che questo “gioco al'appiattimento” è tutto a vantaggio dei “piani” (Spoleto-Foligno-Perugia) in quanto solo loro tre si spartiscono l'esigua torta rimasta. Noi, al contrario, eravamo convinti che far “crescere” Norcia determina direttamente o indirirettamente una spinta in avanti anche per il resto della Valnerina.
Constato che questo mio insignificante modello di pensiero viene preso dai nostri presunti “fratelli” della Valnerina come un modo subdolo per continuare a tenerli sottomessi. Ed allora non c'è speranza, Norcia deve tutelare da sola (come del resto a sempre fatto) i suoi interessi ed il suo sviluppo.
Il primo interesse: un livello di assistenza sanitaria DEGNO.
E' assodato che a Norcia lo sviluppo turistico è iniziato prima del terremoto del '79 ma è indubbio che dopo un periodo di comprensibile sbandamento si è dato il via allo sviluppo di tutta una serie di strutture alberghiere che hanno moltiplicato per dieci la capacità ricettiva. Tale fatto ha determinato negli imprenditori del settore uno stimolo a crescere e a far apprezzare Norcia ad un sempre crescente numero di turisti oramai non più costituito da soli “oriundi”. A questo primo sviluppo và aggiunto il secondo dovuto alla migliore viabilità sia verso la Flaminia sia soprattutto verso l'Ascolano e quindi la costa Adriatica. Da tre lustri abbiamo potuto riscontrare un afflusso non solo legato a limitati periodi estivi ma su tutto l'arco dell'anno. Parallelamente sono sorti tutta una serie di centri di vacanze “rurali” che hanno consentito di soddisfare tutta una nuova fascia di turisti che non ama risiedere in strutture alberghiere. Anche questo fattore ha impresso ovviamente una spinta ulteriore al consolidamento di un economia già in fase crescente.
Tutto ciò non può che essere considerato più che positivo ma è niente se non gli si affiancano tutta una serie di servizi all'altezza dei residenti, dei tempi e della massa dei turisti che giungono.
Uno, forse il più importante, è sicuramente il garantire un livello sanitario degno. Sanitariamente dobbiamo constatare che al contrario dell'offerta turistica che è aumentata per dieci la stessa si è ridotta al 10%.
Una struttura ospedaliera che svolge solo il ruolo di smistatore di pazienti è una struttura che non serve al ruolo turistico che come comprensorio ci siamo dati e ai conseguenti investimenti impegnati. In buona sostanza se “valutato” il paziente, 90 volte su 100 ci si affretta a farlo salire sull'ambulanza per trasferirlo o verso Foligno o verso Perugia a noi non può andare bene.
Norcia , è bene rammentarlo, ha un Ospedale dal 1300 e la comunità non può accettare che si risparmi qui e si spendamo milioni di €. al “S. Maria della Misericordia alias Silvestrini” o al nuovo Ospedale di Foligno. Non è concepibile ne corretto che l'Ospedale di Norcia sia lasciato senza Primario e si mandi un “facente funzioni” che ovviamente poco può dirci e pochissimo può darci in termini di migliori livelli sanitari visto che è alla mercé del Direttore Sanitario della ASL 3.
Non è possibile che si espleti il concorso per la copertura del posto di Anestesista con la conseguente nomina e solo perchè, poi, l'incaricato ha avuto problemi fisici si lasci vacante il posto.
Se questa è la politica per l'Ospedale di Norcia da parte della Direzione Sanitaria ASL/3 e ancor più dell'Assessorato Regionale è chiaro anche ad un cieco che la politica è quella di far chiudere in brevissimo tempo il nostro nosocomio.
Sia chiaro ai Politici regionali e agli Amministratori Comunali di Norcia che questa recondita volontà non sarà tollerata. Noi di Cittadinanzattiva esigiamo l'indizione di un Concorso per la copertura del posto di Primario e la copertura immediata del ruolo di Anestesista. Questo per dare l'opportunità al Rappresentante politico locale non più di interloquire con la Direzione Sanitaria della ASL ma di intavolare un rapporto costruttivo con il responsabile operativo Ospedaliero (Primario), e là dove se ne rendesse necessario il Sindaco deve aver modo di parlare con il suo omologo (politico) regionale: l'Assessore alla Sanità e non con il Direttore Sanitario.
Tutto, tra l'altro, non per una sorta di sterile campanilismo ma perchè oggettivamente guardando la cartina dell'Umbria non possiamo non valutare che l'Ospedale più a rischio tra quelli di Perugia, Foligno, Spoleto e Terni è proprio Spoleto. E se questo è vero come è vero Norcia non può permettersi il lusso di lasciar correre sul proprio Ospedale (come fece a suo tempo con la Linea ferroviaria) perchè ne andrebbe a rischiare la sua stessa economia che a quel punto disterebbe 50 km. (Terni) o 70 km. (Foligno) dal più vicino presidio Ospedaliero.
Oppure c'è l'opportunità di considerare l'altra alternativa per risolvere il problema Ospedale che ribadisco ancora con la mia provocazione. Riflettiamo seriamente sull'opportunità che ci si stà presentando davanti che è quella di passare il confine Regionale e agganciarci ad Ascoli Piceno. Con una accorta politica di confronto e soprattutto con una chiara idea di quello che vogliamo mantenere e di quello che vorremmo in più, potremmo aver modo di garantire il nostro prossimo sviluppo.
L'ho detto all'inizio del mio scritto, sembra che in Umbria nessuno dimostri stima a noi di Norcia. Meno che meno i nostri così detti “fratelli” della Valnerina e dei piani spoletini e folignati.
E allora perchè dobbiamo continuare a portare acqua al mulino di quei territori che ci sono ostili a tal punto che ci fanno cadere dall'alto come se fosse una concessione “divina” quello che ci spetta di DIRITTO. Perchè dobbiamo continuare a perseverare nell'errore di cedere i frutti della nostra dura operosità a gente che in dietro non ci dà nulla e ci tratta come i signorotti medievali trattavano i loco cani: gettare qualche osso sotto il tavolo.
Stiamo attenti, il treno passa una volta sola e non prendere in seria considerazione l'eventualità di poter avere accesso ad altri territori ci potrebbe costare caro in termini di livelli qualitativi di vivibilità non tanto per noi quanto per le future generazioni che come sempre sarebbero costrette a portare le loro intelligenze e capacità al servizio di altre comunità ed in altri luoghi.
Sento “pontificare” contro l'eventualità di passare con la Provincia di Ascoli quasi avessi messo in discussione qualche Dogma. Questo fatto però mi convince ancora di più di essere nel giusto perchè i saccenti che pontificano o hanno qualche incarico ben retribuito o sperano di trovare per loro o per i loro familiari qualche incarico ben retribuito.
A mio avviso è giunto il momento di allontanare per sempre tali ben noti personaggi dai centri deputati alle scelte oppure essere relegati alla parte di “montagnoli” come, del resto, ci considerano “quelli” dei piani.
(*) Cittadinanzattiva – Norcia