Niente guardia medica per 4 Comuni della Valnerina: mancano i medici

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Redazione

Niente guardia medica per 4 Comuni della Valnerina: mancano i medici

Dom, 02/05/2021 - 17:13

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Niente guardia medica per 4 Comuni della Valnerina: mancano i medici

L'Usl Umbria 2 sospende il servizio di continuità assistenziale a Vallo di Nera (che copre anche i comuni di Scheggino e Sant’Anatolia di Narco) e Preci per il mese di maggio

Niente servizio di guardia medica a servizio di 4 comuni della Valnerina per tutto il mese di maggio. Mancano infatti i medici e l’Usl Umbria 2 sospende il servizio di continuità assistenziale a Vallo di Nera (che copre anche i comuni di Scheggino e Sant’Anatolia di Narco) e Preci. Il tutto mentre l’ospedale di Spoleto, quello più vicino, rimarrà Covid hospital fino al 21 maggio con il pronto soccorso declassato temporaneamente in punto di primo soccorso.

La denuncia arriva dai sindaci di Vallo, Agnese Benedetti, Sant’Anatolia, Tullio Fibraroli, e Scheggino, Fabio Dottori.

Con una comunicazione di una settimana fa, – spiegano – la Usl n. 2 dell’Umbria ha improvvisamente ridimensionato il servizio di continuità assistenziale in Valnerina, sospendendolo temporaneamente per tutto il mese di maggio. La stessa decisione è stata presa anche per il punto di Preci.  La motivazione sembra essere la carenza di medici, numericamente insufficienti a garantire i turni previsti nel territorio.

Il servizio di continuità assistenziale, che attualmente si trova al piano terra della scuola media di Vallo di Nera, effettua un orario diurno festivo e prefestivo e copre il territorio dei tre comuni di Vallo, Sant’Anatolia di Narco e Scheggino che hanno decine di frazioni, per lo più di montagna e una buona percentuale di popolazione anziana e, talvolta, non autosufficiente”.

I sindaci dei tre comuni, Agnese Benedetti, Tullio Fibraroli e Fabio Dottori hanno espresso la contrarietà alla decisione, preoccupati per la mancanza del servizio soprattutto in questo momento particolare che vede anche l’Ospedale di Spoleto riconvertito a Ospedale Covid.  “Auspichiamo – dicono – che il servizio venga ripristinato quanto prima e che la medicina del territorio venga rafforzata per garantire il diritto alla salute”.

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