Muzi Betti in commissione "Protocolli rispettati", salgono a 10 le vittime - Tuttoggi

Muzi Betti in commissione “Protocolli rispettati”, salgono a 10 le vittime

Davide Baccarini

Muzi Betti in commissione “Protocolli rispettati”, salgono a 10 le vittime

Ven, 29/01/2021 - 16:35

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Il focolaio Covid esploso alla Muzi Betti di Città di Castello – dove il numero degli ospiti deceduti è salito a 10 – è stato analizzato dalla Commissione ‘Servizi’ di Città di Castello, alla presenza della presidente Andreina Ciubini, i membri del Cda – il vicepresidente Eugenio Bruschi, Agnese Dini, Goretta Morini, Vincenzo Minciotti – e il responsabile Covid della struttura Ascanio Graziotti.

“Nessun capro espiatorio”

Il presidente di commissione Giovanni Procelli ha sottolineato il carattere interlocutorio della seduta, “Non vogliamo accusare nessuno, i virus sono difficilissimi da controllare”, dando la parola a Luciana Bassini, assessore ai Servizi Sociali: “La Muzi Betti è una struttura importante, tutto quello che è stato messo in campo è stato secondo le regole. Hanno fatto un lavoro eccellente e non meritano dita puntate”.

Rigucci (Gruppo Misto): “Chiedo che una parte del Lascito Mariani e almeno un 5% delle Farmacie comunali venga dato a Muzi Betti, che ha estremo bisogno di risorse”. Lignani Marchesani (Fd’I): “Non si vuole fare processi, cercare capri espiatori. Serve sapere se ci sono state colpe di tipo giuridico o protocolli sbagliati perché non riaccada”. Il sindaco Luciano Bacchetta: “E’ di questi giorni la notizia di due focolai in altre strutture simili di Umbertide e Magione. La nostra Asp è l’unica che non ha mai chiuso”.

Sassolini (FI) chiede dimissioni presidente

Vincenti (Tiferno Insieme): “Tendo a pensare che qualche errore ci sia stato. A mio avviso è anche sbagliato dire che ci sono altri focolai per farlo sembrare normale”. Sassolini (FI): “Non siamo una commissione inquisitoria che cerca colpevoli. 100 contagiati e 10 morti non è accettabile. Ritengo doverose le dimissioni della presidente, non perché colpevole ma perché nominata dalla politica, fortemente voluta dal sindaco”.

Massetti (Italia Viva): “Sono d’accordo con gli inviti a non politicizzare e parto dai complimenti a tutto lo staff di Muzi Betti”.Tavernelli (Pd): “Troppa pubblicità ed esagerazioni dell’informazione. Tutto quello che è stato fatto è stato fatto bene e imputare colpe è grave”.

Arcaleni (Castello Cambia): “Non possiamo chiedere le dimissioni di chi oggi deve affrontare i problemi. Solo se emergessero criticità maggiori, può esserci una valutazione. Ma voglio sapere quali sono le criticità di Muzi Betti”. Gasperi (Gruppo Misto): “Non possiamo fermarci alla fatalità. Questo si può capire solo in una commissione di inchiesta, analizzando i protocolli. Nessuno vuole il patibolo per la presidente Ciubini”.

Guerri (PD) “Teniamo fuori campagne elettorali”

Schiattelli (Civici per Città di Castello): “I nostri anziani stanno vivendo un momento difficile e la politica deve dimostrare di aver fatto in passato e di fare in futuro un servizio. Ringrazio la presidente che sta ricoprendo un ruolo difficile”. Zucchini (Democratici per Città di Castello): “Lavoriamo perché la politica accompagni la difesa del patrimonio umano che ospita. Possiamo vedere se ci sono lacune grossolane”. Guerri (Pd): “Teniamo fuori le campagne elettorali, soffiare sulle paure e sulle insicurezze è poco responsabile. A fronte delle criticità notate, il sistema sanitario regionale, ha supportato nella maniera dovuta?”.

Bacchetta “Servono investimenti”

Bacchetta ha precisato: “Il problema finanziario è il principale. L’aumento della retta ci vuole ma non può gravare sulle famiglie degli ospiti. C’è appena arrivata oggi la comunicazione che la Regione è disponibile ad utilizzare il Lascito Mariani. E’ stata istituita una commissione paritetica tra Asl e Comune per parlare di Casa della Salute e Muzi Betti. Solo la Regione può fare un intervento di sistema”.

I vertici di Muzi Betti “Visite sospese ad agosto”

Il direttore sanitario Antonio Moni e il responsabile Covid Ascanio Graziotti hanno detto: “L’applicazione delle linee guida è stata a norma di legge. Abbiamo sospeso le visite ad agosto, prima dell’emanazione ufficiale. Se oltre ai parenti avessimo tolto la socializzazione e la fisiologia gli effetti sarebbero stati dannosi. Ad ottobre, con 98 ospiti, le tamponature quindicinali riguardavano 170 persone. La difficoltà non era la mancanza di protezioni individuali ma che dovevamo pagarcele. L’assunzione massiccia di personale infermieristico ci ha fatto perdere in pochi giorni il 40% del personale, anche se non credo che sia la causa del focolaio, quanto alcune criticità del sistema.

“Non sappiamo dove possa essere stata la falla”

Muzi Betti è la più grande residenza protetta dell’Umbria. Pensiamo in continuazione dove possa essere stata la falla: da agosto non è entrato più nessuno se non nel fine vita e dopo il triage e solo a dicembre per un paziente negativo. L’ultimo paziente entrato, a metà dicembre, ha fatto un isolamento di 14 giorni. Il problema vero è che non abbiamo garanzie per il futuro.

Moni e Graziotti hanno poi annunciato i dati di oggi: 10 negativi, 7 vaccinati e 3 nuovi positivi, 12 ricoverati all’ospedale, 3 a Villa Muzi, 3 con tampone indeterminato, 23 positivi, 29 negativizzati, 10 pazienti deceduti con Covid e 2 deceduti negativi”.

Usl “Muzi Betti sempre rigorosa con i protocolli”

Daniela Felicioni, responsabile Distretto della Usl Umbria 1: “In tutte le fasi Covid, la Regione ha elaborato procedure, seguiamo ancora quella di aprile, sulla base della quale sono stati elaborati protocolli operativi. La Muzi Betti li ha sempre rispettati. Abbiamo vigilato e controllato e la loro attività è stata assolutamente lineare. La struttura ha tenuto la guardia alta, con campagne di screening periodici, da ultimo con tamponi molecolari. Gli ingressi dei pazienti sono stati fatti con due tamponi a distanza di 5 giorni e una fase di osservazione prima del contatto con gli altri”.

Presidente Muzi Betti “Vorremmo confronto con Regione”

Il presidente Andreina Ciubini: “Al 15 dicembre era tutto a posto e dal 29 di dicembre le cose sono cambiate con l’esplosione del focolaio. Voglio ringraziare di cuore tutti gli operatori che in questi mesi hanno lavorato senza mai guardare l’orario. Vorremmo avere un confronto con la Regione, Cento persone positive sono tante, ricordate anche che all’interno della struttura ci sono 180 persone”.

Il vicepresidente Eugenio Bruschi: “Come Cda abbiamo già fatto la commissione di inchiesta interna e fatto tutto il possibile, ci dispiace per le persone che ci hanno lasciato. A Sassolini voglio chiedere perché che ogni volta che si parla della Muzi Betti chiede le dimissioni della presidente? Prima di farlo bisognerebbe conoscere i fatti”.

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