Morto dopo intervento alle emorroidi, Spoleto e Todi sotto choc

Morto dopo intervento alle emorroidi, Spoleto e Todi sotto choc

Aveva 38 anni, lascia moglie e una bimba di 14 mesi | E’ successo al nosocomio di Pantalla | Familiari “vogliamo la verità” | Direttore sanitario “richiesto riscontro diagnostico”

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E’ morto dopo quello che doveva essere un semplice intervento chirurgico alle emorroidi. Ed ora i familiari chiedono di conoscere la verità, di sapere se Roberto B., 38 anni, operaio della Cementir di Spoleto è morto per le conseguenze di quell’intervento o per altra causa.

Il drammatico fatto si è verificato venerdì scorso all’ospedale di Pantalla, frazione di Todi, in provincia di Perugia, dove lo spoletino, di origine tuderte, si era rivolto per risolvere il fastidioso problema di salute.

Al momento non risultano denunce all’autorità giudiziaria anche se i familiari hanno già provveduto a nominare l’avvocato e l’anatomopatologo quale consulente tecnico che assisterà all’autopsia prevista per domattina all’ospedale di Città di Castello.

L’esame autoptico è stato richiesto dalla stessa direzione sanitaria del nosocomio.

Ho saputo di questo caso” dice a Tuttoggi il dottor Iannacci, direttore sanitario dell’ospedale di Pantalla “posso solo dire che il primario del reparto ha subito avanzato una richiesta di riscontro diagnostico”. Nessuna ipotesi sulle cause della morte. Iannacci di più non dice, tenendo a precisare che “non c’è alcuna denuncia, né segnalazione alla Procura della Repubblica di Spoleto; quella che è stata avviata è una attività di riscontro diagnostico”. Chiesta indubbiamente per far luce sulle cause che hanno portato alla morte del 38enne.

Morto a 38 anni – nulla poteva far presagire un simile epilogo. Anche perché Roberto, come lo ricordano gli amici, era un giovanottone di 1,80 per 90 chili, donatore Avis, un passato di atleta di pugilato, tutto lavoro e famiglia. Che appena 14 mesi fa aveva salutato l’arrivo della primogenita. “Conduceva una vita sana, non beveva né fumava, insomma nessun vizio” dicono i parenti “aveva la passione della moto, punto”. La moglie ha ricostruito gli ultimi giorni del marito. Entrato venerdì 13 ottobre in ospedale quando è stato sottoposto all’intervento. “Sarebbe dovuto uscire il giorno dopo”, dice la signora con la voce rotta dal dolore. Dopo un giorno di morfina gli vengono somministrati degli antidolorifici. La degenza si allunga fino a giovedì 19 ottobre, quando i medici del nosocomio decidono di riportarlo in sala operatoria per accertare la situazione interna.

A ricostruire le ultime ore è il fratello della moglie di Roberto, E.G.: “a mia sorella è stato detto che la situazione era normale. L’indomani, mentre si apprestava a consumare la cena, si è improvvisamente sentito male ed è morto tra le braccia della zia che lo assisteva e i medici che non hanno potuto fare nulla”.

Il cognato conferma a Tuttoggi che a breve verrà presentata ai carabinieri di Todi un esposto. “Vogliamo conoscere la verità, solo la verità, è il minimo che dobbiamo anche nei confronti della bambina che non ha più il proprio papà”.

Un dolore composto quello della famiglia dello sventurato ragazzo  ancora sotto choc per la grave perdita. Choc anche a Todi e Spoleto, dove la famiglia di Roberto è molto conosciuta e stimata.

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