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MONTELUCO TRA I “LUOGHI DELLO SPIRITO”, ARGENTATI: “PROGETTO FALLITO”

Redazione

MONTELUCO TRA I “LUOGHI DELLO SPIRITO”, ARGENTATI: “PROGETTO FALLITO”

Mar, 15/01/2008 - 18:23

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“In questi giorni ho ricevuto alcune istanze da parte di albergatori del comprensorio spoletino, nota dolente per la nostra amministrazione comunale quando parliamo di turismo. La nostra è una grande città d'arte con la sua storia e con i suoi meravigliosi monumenti che tutto il mondo ci invidia, ma che cos'è che non funziona, perché il turista arriva a Spoleto, e non soggiorna o soggiorna solitamente negli stessi alberghi? Forse colpa della poca visibilità dei luoghi o di una mala gestione dovuta ad una organizzazione che indirizza verso poche strutture gli ospiti? Entrambe le cose. Si è cercato in passato di dare visibilità a questa città con progetti EUROPEI E FINANZIAMENTI REGIONALI per creare sinergie, ma dove sono finiti questi finanziamenti? Ed i progetti, in quali cassetti sono stati riposti? Mi riferisco al progetto dei LUOGHI DELLO SPIRITO IN UMBRIA, per il quale sono stati investiti da parte della regione migliaia di euro tutti per tanta carta, viaggi e rappresentanze e pagare qualche stipendio in più. Tante promesse su percorsi turistici tra la regione Umbria la regione Marche, la Grecia e la Romania ma nessun risvolto positivo. Due anni di lavoro, dove operatori del settore turistico non hanno visto realizzato per questo progetto neanche un sito che potesse metterli in relazione tra di loro. Tutto si è risolto come sempre in una bolla di sapone, dove sono stati spesi soldi inutilmente mentre il nostro ufficio del turismo è sprovvisto anche delle piantine sulla città, per non parlare del Monteluco fuori da ogni segnaletica cartacea. Monteluco, la nostra montagna sacra, luogo dell'anima per eccellenza, la SPA dello Spirito, terra di Santi ed Eremiti, con un convento francescano che pochi conoscono per non dire nessuno, vive oggi nel dimenticatoio. Anche qui tante parole si sono spese alle quali i fatti non hanno dato corso. Il convento non è mai stato inserito tra i percorsi di San Francesco, ci dimentichiamo forse del miracolo del pozzo ritratto da Giotto nella Basilica Superiore di Assisi avvenuto a Monteluco ed il miracolo della conversione del Santo di cui pochi sono a conoscenza? La vocazione del luogo ci fa pensare alla tranquillità, alla quiete dove si possono incontrare fate ed elfi nella memoria delle nostre favole ma bruscamente ci si risveglia quando si odono spari improvvisi, si perché in questo luogo da anni, da molti anni esiste un tiro al piattello. Oggi si parla molto di ambiente di natura e ho letto proprio in questi giorni della richiesta da parte dell'amministrazione comunale fatta a Roma per inserire Spoleto città patrimonio dell'Unesco. Forse c'è qualcosa che mi sfugge? A Monteluco si spara inquinando il sottobosco con piombo e piattelli da più di 30 anni, ma dove sono gli ambientalisti che si sono solo preoccupati di rendere inagibile un percorso creato dalla Comunità Montana, la stessa che investì allora ben 200 milioni di vecchie lire per il progetto nazionale di mountain bike il quale avrebbe dato voce alla vocazione del territorio con la soddisfazione degli albergatori? Perché nessuno di loro si batte per far sì che il tiro al piattello venga rimosso da quella sede? Voglio sperare che non ci siano i soliti interessi personali a prevaricare il bene della comunità, ma solo disinteresse. Qualcuno scrisse sul Monteluco: «Questo è il luogo dove puoi venire ogni volta che hai bisogno di fermarti a pensare, di rigenerare le tue forze, rinforzare la tua volontà. Qui, prima di ogni decisione importante, puoi venire a cercare l'autenticità, la verità, la spiritualità e l'illuminazione. Qui, il luogo della creazione del silenzio in cui è possibile ascoltare la voce della propria anima»

Troppe domande senza risposta, per una ricchezza di territorio e patrimonio artistico come il nostro, poco ci si preoccupa se non a far quadrare i conti della cassa comunale. L'amministrazione deve rispondere agli albergatori di questa città, concretizzando i progetti e ottenendo risultati e rivedere accordi e convenzioni senza ribadire con le solite scuse ed il solito vocabolario… faremo… vedremo…, sono i risultati che contano. Le risposte servono e devono essere immediate se non si vuole far cadere questa città sempre al comando delle solite strutture alberghiere a discapito dei piccoli imprenditori”.

M. Grazia Argentati

Pres. Com. Esec. Prov. Perugia Circoli della Libertà


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