MONS. RENATO BOCCARDO VISITA IL CENTRO DI SOLIDARIETA' "DON GUERRINO ROTA" (foto) - Tuttoggi.info

MONS. RENATO BOCCARDO VISITA IL CENTRO DI SOLIDARIETA' “DON GUERRINO ROTA” (foto)

Redazione

MONS. RENATO BOCCARDO VISITA IL CENTRO DI SOLIDARIETA' “DON GUERRINO ROTA” (foto)

Sab, 24/10/2009 - 17:52

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“Benvenuto nel santuario della speranza”. Con queste parole il Presidente del Centro di Solidarietà “Don Guerrino Rota” di Spoleto, mons. Eugenio Bartoli, ha accolto sabato 24 ottobre l'Arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, nella sua prima visita alla struttura che da trentacinque anni è al servizio di tutti quei ragazzi desiderosi di uscire dal tunnel della tossicodipendenza. Da quando nei primi anni '70 del ‘900 l'Arcivescovo Ottorino Pietro Alberti incaricò don Guerrino Rota – del quale il prossimo 1 novembre ricorrono venti anni dalla morte – di impegnarsi per fronteggiare la piaga della droga a Spoleto, sono passati per il Ce.I.S. oltre 2000 giovani.

Mons. Boccardo ha partecipato all'incontro mensile con le famiglie dei ragazzi nel centro “Il Mulino” a Terraia. È stato mons. Bartoli a presentare all'Arcivescovo il Centro, le sue strutture, le sue persone, le sue bellezze e le sue difficoltà. “Nel nostro Centro, ha affermato, dare e ricevere si intrecciano in uno scambio di umane relazioni”. Poi, riferendosi direttamente a mons. Boccardo ha detto: “lei, eccellenza, sarà il nostro punto di riferimento autorevole e paterno. Condivideremo i problemi e le angosce, ma anche le emozioni e le gioie”.

In questi incontri mensili i genitori dei ragazzi portano le loro testimonianze, si confrontano, condividono esperienze, camminano insieme ai figli nel sentiero di uscita dalla droga. E così è stato anche alla presenza dell'Arcivescovo. Una mamma ha raccontato la sua storia di droga con il figlio. “Quante volte l'ho raccolto di notte come un cencio; quante volte l'ho spiato e seguito; ho persino minacciato uno spacciatore. La mia famiglia si stava sgretolando. Quando ti trovi in questa situazione ti domandi perché a noi, perché non ci siamo accorti di nulla. Ad un certo punto ti rendi anche conto che l'amore materno non basta più. Ci vuole la fede. Mio figlio cominciò anche a commettere dei piccoli crimini. Con mio marito lo cacciammo da casa con la speranza che fosse arrestato. Così avvenne. Poi, dopo sette mesi è tornato in libertà e tutto ricominciò come prima, fino a quando non trovò la forza di farsi aiutare. Ora, mio figlio è qui al Centro di Spoleto da quattro mesi, sta ritrovando se stesso, la sua identità. E anche io come mamma sono cambiata: sono più riflessiva, sono riuscita a valorizzarmi”.

L'Arcivescovo Boccardo, dopo aver ringraziato per l'accoglienza, si è rivolto ai genitori dicendo: “posso solo immaginare cosa significhi vedere un figlio allontanarsi dalla vita. Mi auguro che la vostra sofferenza possa portare frutti preziosi per tutti. Nell'abbraccio del Vescovo che viene a farvi visita c'è l'abbraccio di Dio”. Poi, il pensiero del Presule è andato ai ragazzi: “quello che avete passato è la vostra storia, il vostro patrimonio. Non si può e non si deve dimenticare. Si deve, invece, ripartire, volare in alto, come diceva Papa Giovanni Paolo II. Noi ci fidiamo di voi. Potete fare delle cose grandi e belle nella vita. Certo, ha detto mons. Boccardo, non è facile ricominciare, ma vi meritate qualcosa di meglio. Dalle macerie può nascere un'esistenza migliore. Quello che apprendete qui al Centro sarà di beneficio per tutta la società”.

Il prossimo incontro tra l'Arcivescovo Boccardo e il Centro di Solidarietà sarà in Duomo domenica 15 novembre (ore 11.30) per celebrare la messa nel ventennale della morte di don Guerrino Rota, fondatore del Ce.I.S.


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