Migranti scappano da Terni, Assisi e Perugia: ricerche in corso

Migranti dalla Tunisia accolti a Terni, Assisi e Perugia scappano: ricerche in corso

Sara Fratepietro

Migranti dalla Tunisia accolti a Terni, Assisi e Perugia scappano: ricerche in corso

Dopo i migranti allontanatisi da Gualdo Cattaneo nelle ultime settimane, circa 50 tunisini scappati da altre città dell'Umbria dopo il loro arrivo ieri sera
Dom, 02/08/2020 - 19:40

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Migranti dalla Tunisia accolti a Terni, Assisi e Perugia scappano: ricerche in corso

Dopo i migranti (provenienti dalla Tunisia) arrivati da Agrigento e fuggiti a Gualdo Cattaneo nelle ultime settimane (di cui un terzo poi ritrovati), anche altri stranieri appena arrivati in Umbria nelle ultime ore hanno fatto perdere le loro tracce.

Si tratta di circa 50 tunisini, ospitati a Terni, Perugia ed Assisi in strutture dell’Arci o afferenti alle Diocesi dopo essere arrivati in pullman in Umbria. Si sarebbero allontanati a piedi dopo cena. Qualcuno di loro è comunque rimasto nelle strutture di accoglienza.

Migranti dalla Tunisia egativi ai test sierologici per il Coronavirus

I migranti dalla Tunisia, sbarcati in Sicilia ed oggetto delle ridistribuzioni in tutto il territorio nazionale ad opera del ministero dell’Interno, sono stati tutti sottoposti al test sierologico per il Coronavirus e risultati negativi, secondo quanto si apprende.

Nonostante questo, tutti avrebbero dovuto rispettare la quarantena preventiva.

Le ricerche a Terni

Dalla questura di Terni viene fatto sapere che sono 19 i migranti accolti sabato sera presso la struttura gestita dall’associazione San Martino e fuggiti. Sono in corso da domenica mattina ricerche su tutto il territorio provinciale. Sono state allertate tutte le forze di Polizia, incluse le specialità stradale e polizia ferroviaria.

Assisi e Perugia

Sarebbero invece una quindicina i migranti che si sono allontanati da Assisi, mentre poche unità (ma non è chiaro con esattezza il numero) quelli che si trovavano a Perugia ed hanno fatto perdere le proprie tracce.

La senatrice Modena (FI)

“Il Governo non si rende conto dell’allarme sociale e dei danni che crea con le fughe continue di  migranti nordafricani appena trasferiti in Umbria dalla Sicilia. Non ci rassicura il fatto che siano risultati negativi al test seriologico”. Ad evidenziarlo la senatrice di Forza Italia Fiammetta Modena.

“E’ inaccettabile che le forze dell’ordine siano impegnate in ricerche continue di questi soggetti – prosegue – che riescono sempre ad allontanarsi dai centri di accoglienza,  circa 19 a Terni e 15 dalla zona di Assisi, che si sommano a quelli già fuggiti nelle passate settimane. I cittadini umbri hanno accettato mesi di chiusure, affrontano una situazione economica gravissima e assistono, attoniti, all’impiego di risorse pubbliche, uomini e mezzi per rintracciare i clandestini. La Regione e i Comuni si sono prodigati per dare immagine e sostanza al messaggio dell’ Umbria sicura, destinazione ottimale per il turismo. Le strutture sanitarie sono allertate per evitare contagi di ritorno. Non è possibile apprendere un giorno sì e l’altro pure che ci debba occupare di migranti in fuga. Il Governo quando vuole delibera lo stato di emergenza: bene, lo attivi per evitare tensioni sociali e fughe notturne e blocchi gli sbarchi e  i fondi ai Paesi di origine”.

Polemici i parlamentari della Lega

Polemici i parlamentari della Lega Valeria Alessandrini, Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Luca Briziarelli, Barbara Saltamartini, Simone Pillon e Stefano Lucidi. “Decine di immigrati trasferiti dalla Sicilia sono in fuga da questa notte – denunciano – e ora sono a tutti gli effetti dei “fantasmi” che vagano sul territorio italiano. Ennesima dimostrazione delle politiche fallimentari in tema di immigrazione del Governo Conte e del ministro Lamorgese, che continuano a giocare sulla pelle degli italiani distribuendo immigrati sui territori senza criterio alcuno, soprattutto in un periodo in cui è alto il pericolo di nuovi contagi.

Nonostante gli sforzi, la polizia, ora sulle tracce di queste persone, ha le mani legate e il Governo lascia gli agenti in mezzo a crescenti difficoltà nel gestire una situazione su cui non hanno alcuna tutela a livello legislativo. Oltre che dell’incapacità del Governo nel gestire l’immigrazione, questo episodio mette in luce un’altra verità: la maggior parte degli immigrati che sbarcano sulle nostre coste e che accogliamo, non fugge da nessuna guerra e non ha alcuna intenzione di integrarsi nel nostro Paese. Se così fosse perché scappare di notte da una struttura in grado di assicurare loro cibo, vestiti e un posto dove dormire?”.

Ministro Lamorgese: più rimpatri, nessuna regolarizzazione

Intanto il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese è intervenuta nelle ultime ore sull’approccio tenuto dal Viminale in merito ai migranti, attraverso un articolo pubblicato dal Corriere della Sera.

La titolare del ministero dell’Interno ha spiegato che le nuove misure di contrasto contro l’immigrazione irregolare sono “passi obbligati per gestire l’impatto di un flusso straordinario di sbarchi autonomi di migranti economici reso ancora più complesso dall’emergenza Covid-19“. Precisando con riferimento ai migranti economici che “non c’è alcuna possibilità di regolarizzazione per chi è giunto in Italia dopo l’8 marzo 2020″.

Una crisi economica “senza precedenti” sta producendo “un numero eccezionale di partenze dalla Tunisia” di chi tenta di proseguire in Europa il proprio viaggio, spiega il ministro precisando di aver detto al collega omologo francese Gèrald Darmanin, incontrato venerdì al Viminale, “che la crisi tunisina non può essere gestita da un solo Paese per tutta l’Europa“, e ribadendo di aver ottenuto l’impegno dalla commissaria europea agli Affari interni Johansson “ad andare quanto prima insieme in Tunisia perché una crisi economica con effetti migratori così rilevanti si risolve soprattutto sull’altra sponda del Mediterraneo“. 

Nel frattempo aumentano i rimpatri verso il Paese nordafricano: “Abbiamo concordato per agosto un incremento di rimpatri sui voli bisettimanali già riattivati lo scorso 16 luglio dopo lo stop imposto dal lockdown“, assicura il ministro riferendosi alla sua recente visita in Tunisia e all’incontro con il presidente incaricato, il ministro dell’Interno Hichem Mechichi.

Sul fronte Libia “in quel Paese c’è bisogno di stabilità e l’Italia non si deve tirare indietro perché solo in una cornice di sicurezza è possibile gestire il controllo delle frontiere e i flussi dell’immigrazione irregolare“. Tutto questo “nel rispetto dei diritti umani e della salvaguardia delle vite“, sottolinea la titolare del Viminale, che riferisce di insistere “da mesi in sede europea sulla necessità di attivare operazioni di evacuazione dei migranti presenti nei centri gestiti dal governo libico attraverso corridoi umanitari” organizzati dall’Unione europea in collaborazione con le Nazioni unite.

La ridistribuzione in Italia

Per quanto riguarda il tema della sicurezza sanitaria rispetto all’arrivo sul territorio dei migranti irregolari, al quale le comunità locali sono “giustamente sensibili“, il ministro assicura che “tutti i migranti che sbarcano sulle nostre coste sono sottoposti al test sierologico e poi al tampone”. “La quarantena è obbligatoria per tutti” ma il Viminale “prima di trovare posti dedicati deve affrontare mille no che arrivano da comuni e regioni”.

A questo proposito, “si è conclusa la procedura di noleggio” di una nave dove tenere chi deve rimanere isolato, annuncia il ministro, aggiungendo che sarà operativa nelle prossime ore, mentre il ministero è al lavoro con una nuova gara “per una seconda nave da posizionare davanti alle coste calabresi”.

In parallelo, sul territorio, “i 400 militari destinati in Sicilia e quello dislocati come rinforzo in Friuli Venezia Giulia svolgeranno un servizio molto importante per rafforzare i controlli già assicurati dalle Forze di polizia“, che il ministro ringrazia in modo particolare “a nome dell’amministrazione dell’Interno e di tutto il Paese”.

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