Malocchio su Perugia, non sarà Capitale europea dei Giovani/Scelta la bulgara Varna

Malocchio su Perugia, non sarà Capitale europea dei Giovani/Scelta la bulgara Varna

Sorge legittimo il dubbio se candidarsi a qualcosa, per Perugia, sia sinonimo di sfortuna

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E’ ufficiale: a Perugia si aggira qualcuno che è portatore sano di grandiosa sfiga cosmica! Quando la città si candida a qualcosa ecco arrivare potentissimo il malocchio. Con altrettanta grandiosa ufficialità nella tarda serata di oggi si è appreso che  Perugia non sarà la Capitale Europea dei Giovani 2017. Al suo posto è stata scelta la bulgara Varna, che solo a nominarla come luogo geografico su 10 potenziali intervistati locali, almeno 8 la confondono con il liquore al gusto di anice con cui si “corregge” il caffè (il mitico Varnelli ndr.).
Ed è così che, in questo umido novembre 2014, l’ennesimo cataclisma si abbatte sulla già piagata “prima” città dell’Umbria, che annega il dispiacere negli aperitivi che Il Forum Regionale dei Giovani, promotore della faccenda, aveva deciso di offrire con altro scopo presso il 100dieci café in via Pascoli per seguire, a partire dalle 18, la cerimonia di proclamazione in diretta web (twitter e web radio) da Cluj Napoca in Romania.
Una nuova sconfitta che segue il naufragio della candidatura di Perugia a Capitale Europea della Cultura 2019, in favore di Matera, vicenda dalla quale il Comitato promotore di Perugia 2019, con i suoi sapienti virgulti,  ancora non si è perfettamente ripreso.

I lettori ricorderanno la cronaca della conferenza stampa (CLICCA QUI) che seguì alla prima debacle perugina, e che per certi versi somigliava ad un film della coppia Totò e Peppino più che a una seria riunione di professionisti abilitati all’analisi di un progetto non perfettamente riuscito.
Molti reduci di quell’appuntamento, tra il comico e lo psicodramma, dopo aver spiegato che avevano perso ma che non erano stati sconfitti, avevano così riposto fiducia su questa seconda occasione internazionale con la candidatura del capoluogo a Capitale Europea dei Giovani per il 2017.
Ma se la fortuna è cieca, come si sa, la sfiga ci vede benissimo ed ha colpito dritta dritta, come un cazzottone sul ring, una città barcollante già dal primo round.
Ripercorrendo la storia recente di tutta la faccenda funestata dal malocchio, ricordiamo che nella seconda parte del 2013, un gruppo di giovani attivi in Umbria, parallelamente alla candidatura di Perugia a Capitale europea della Cultura 2019, aveva iniziato un percorso condiviso arrivato poi alla costituzione di una larga coalizione di 96 associazioni che si è candidata al titolo il 20 febbraio con il supporto della Regione Umbria, del Comune di Perugia, della Fondazione Perugiassisi2019 e del Forum nazionale giovani (Fng).
Il progetto aveva superato la prima fase il 23 aprile scorso. Le associazioni giovanili fino ad oggi unite per la candidatura avevano poi lavorato sull’approfondimento del primo progetto e, insieme all’Amministrazione comunale avevano inviato l’Application form definitiva e tutti gli allegati richiesti dal European Youth Forum a Bruxelles. In ottobre gli stessi avevano poi integrato il progetto con ulteriori elementi che lo hanno reso definitivo.
Il titolo European Youth Capital è assegnato dal 2009 dal Forum europeo dei giovani tra i progetti presentati annualmente dalle città di tutta Europa (oltre 40 Paesi). La Coalizione per Perugia European Youth Capital 2017 era composta da 68 associazioni giovanili che hanno numerosissimi interessi, specchio delle modalità differenti di impegno civile dei giovani.
La competizione vedeva come concorrenti con Perugia, Cascais (Portogallo), Galway (Irlanda), e la vincente Varna (Bulgaria).
A questo punto il dubbio è legittimo: se il percorso della Capitale europea dei Giovani è parallelo a quello della Capitale europea della Cultura, ed i protagonisti a supporto erano gli stessi,  allora qualche germe patogeno di natura “ sfigante” si deve essere propagato da un organismo all’altro con le conseguenze che ormai sappiamo.
Ora non resta che aspettare una seconda conferenza stampa, nella speranza che stavolta ci sia almeno come riferimento comico, al posto di Totò e Peppino, qualche personaggio più consono all’età dei promotori della seconda tranvata, chessò, il Pieraccioni di Finalmente la Felicità o magari il Verdone di Ma che colpa abbiamo noi, magari con la colonna sonora dei Nomadi “Come potete giudicar come potete condannar chi vi crediate che noi siam per i capelli che portiam facciam così perché crediam in ogni cosa che facciam.”

Ma gli aperitivi poi erano corretti al Varnelli? Mah…

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