Macroregioni, la firma a Bruxelles tra Umbria, Marche e Toscana - Tuttoggi

Macroregioni, la firma a Bruxelles tra Umbria, Marche e Toscana

Alessia Chiriatti

Macroregioni, la firma a Bruxelles tra Umbria, Marche e Toscana

Prevista una centrale unica per gli acquisti in sanità e il numero unico europeo di emergenza 112
Gio, 09/06/2016 - 15:58

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Macroregioni, la firma a Bruxelles tra Umbria, Marche e Toscana

Le macroregioni diventano sempre più una realtà: i tre presidenti delle Regioni Umbria (Catiuscia Marini), Marche (Luca Ceriscioli) e Toscana (Enrico Rossi), continuano a lavorare ad alcune attività congiunte, previste dal protocollo d’intesa che sarà sottoscritto il prossimo 15 giugno a Bruxelles, in occasione della seduta plenaria del Comitato delle Regioni d’Europa di cui i tre presidenti sono membri.

Nelle misure previste dal protocollo rientrano: la riduzione da tre ad un unico servizio regionale a Bruxelles; l’istituzione di una centrale unica per gli acquisti in sanità (ma anche in altri settori); la definizione di progetti comuni nel campo delle relazioni e della cooperazione internazionale. Sono poi previste iniziative comuni di promozione del “brand” delle tre regioni in relazione ai “comuni e condivisi caratteri distintivi dell’identità regionale“, e si prevedono anche la definizione di “modelli unici” sia per le azioni di incentivazione per le imprese, sia per la promozione ed il sostengo dell’occupazione giovanile. Non mancherà poi l’individuazione di elementi comuni “transfrontalieri” nell’ambito delle strategie per le “aree interne” e la comune volontà di definire le modalità per la realizzazione congiunta di una o più centrali uniche per l’attuazione del numero unico europeo di emergenza 112.
Il “protocollo d’intesa”, che impegna i tre presidenti fino alla scadenza della legislatura in atto, è stato approvato nella seduta di martedì (7 giugno) dalla Giunta regionale su proposta della presidente Marini e nasce dall’esigenza di “individuare in alcuni ambiti definiti dallo stesso protocollo, sedi e momenti di consultazione, collaborazione e coordinamento delle rispettive azioni politico-amministrative che possa far valere maggiormente il peso dei territori e delle popolazioni di riferimento, tanto rispetto alle Istituzioni europee, attraverso le quali sempre più passano le decisioni e le risorse per lo sviluppo, quanto dei confronti dei grandi gestori nazionali di servizi essenziali allo sviluppo”. La dimensione territoriale delle tre Regioni, si afferma ancora nelle premesse del “protocollo d’intesa”, potrebbe inoltre essere più adeguata per attrarre grandi investimenti per opere pubbliche di interesse comune, nonché per gestirne la realizzazione.
L’accordo prevede che i tre presidenti si riuniscano, anche insieme ai rispettivi assessori, per concordare linee di azione comuni e progetti di collaborazione, e stabilisce, inoltre, che le Giunte regionali faranno incontri periodici a cadenza almeno semestrale per approvare i programmi e monitorarne la realizzazione. Si istituiscono, infine, gruppi tecnici di lavoro interregionali negli ambiti previsti dal “protocollo”.

Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Claudio Ricci: “nel breve medio periodo – ha scritto Ricci in una sua nota –si attiverà una riflessione istituzionale sul futuro assetto e ruolo delle macroregioni italiane con una ampia riflessione che dovrà coinvolgere tutte le componenti regionali, a partire dall’Assemblea Legislativa dell’Umbria”. Il consigliere regionale Claudio Ricci (Ricci presidente) sottolinea che “ogni decisione della Regione Umbria, malgrado il complesso ambito legislativo, sarà in capo alle istituzioni nazionali, dovrà essere supportata da un adeguato e approfondito studio sui criteri, il ruolo e l’ottimale perimetro della macroregione entro il quale l’Umbria dovrà far parte per indirizzare e governare i processi decisionali nazionali”.

Ricci annuncia quindi la presentazione di una mozione in merito per invitare la Giunta regionale “a commissionare uno studio sui possibili assetti della macroregione, di cui l’Umbria dovrà far parte, al fine di poter avere parametri valutativi utili per aprire una ampia fase partecipativa regionale e indirizzare, nonché governare, la decisione conclusiva”. Ricci auspica in conclusione “che sia coinvolto, nel gruppo di lavoro incaricato della ricerca, specifico personale della Giunta e dell’Assemblea legislativa, istituti di ricerca regionali, nonché esperti dell’Università di Perugia affini alle tematiche da analizzare”.

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