Lo Svincolo di Scopoli diventa realtà: questa mattina infatti, l’opera ha ottenuto ufficialmente il via libera grazie all’acquisizione di tutti i pareri favorevoli in sede di Conferenza dei Servizi mettendo così il sigillo finale ad un decennio di battaglie politiche e della popolazione della Val Menotre.

A darne l’ufficialità, lo stesso sindaco di Foligno Stefano Zuccarini che ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Comunale, insieme all’assessore all’Urbanistica Marco Cesaro e al Portavoce del Comitato Pro Svincolo Alessio Fiacco, per annunciare il tanto atteso quanto auspicato esito favorevole.
Stando alle prime indicazioni emerse dalla riunione e rese note dal Comune di Foligno, lo Svincolo di Scopoli dovrebbe essere costruito entro il 2029 e quindi entro la fine della consiliatura Zuccarini.
Entro il secondo semestre di quest’anno dovrebbe essere affidato l’appalto dei lavori, con avvio dei cantieri previsto per il 2027 con circa due anni previsti per la conclusione dell’infrastruttura.
A questo punto manca soltanto l’approvazione finale da parte del Cipess – Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo sostenibile – propedeutica alla cantierabilità dell’opera.
“E’ il traguardo storico che abbiamo inseguito per anni con tenacia e determinazione, e che mette fine ad un lunghissimo iter burocratico, politico e amministrativo – ha dichiarato il sindaco Stefano Zuccarini- giunto oggi a positiva conclusione.
Realizziamo così uno dei punti principali del nostro programma elettorale, tenendo fede agli impegni presi con i cittadini e soprattutto con il Comitato Val Menotre che non ha mai mollato la battaglia, al nostro fianco.
Si tratta del definitivo riconoscimento al nostro lavoro – ha sottolineato il primo cittadino – che ho portato avanti in prima persona, per anni, in stretta sinegia con il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, l’on. Virginio Caparvi, l’ex assessore regionale alle Infrastrutture Enrico Melasecche, il portavoce del Comitato Val Menotre Alessio Fiacco ed in stretta collaborazione con la precedente giunta regionale di centrodestra della presidente Tesei.
Non posso non sottolineare il dato politico – rileva Zuccarini – la sinistra al governo del Paese, della Regione, della Provincia e della Città ha per anni promesso e assicurato un’opera che la stessa sinistra ha di fatto osteggiato, con le clamorose bocciature da parte dell’allora Ministro ed ex segretario del PD Dario Franceschini”.
Sulla stessa linea l’assessore all’Urbanistica Marco Cesaro, che ha evidenziato come tutti i soggetti interessati, dal Ministero delle Infrastrutture a quello dell’Ambiente e della Difesa così come le istituzioni locali, abbiano dato pareri favorevoli, esprimendo soddisfazione per rispetto del cronoprogramma. Ci sono state alcune raccomandazioni e prescrizioni tecniche per garantire la migliore integrazione nel contesto territoriale – ha aggiunto Cesaro – faremo tutto quanto di nostra competenza per agevolare al meglio gli iter amministrativi e favorire i i lavori sul territorio”.
“Esprimo la massima soddisfazione da parte della popolazione della Val Menotre, che per lunghi anni ha condotto una battaglia tenace e senza soste, riconosciuta da tutti, senza la quale il progetto sarebbe definitivamente tramontato – ha commentato Alessio Fiacco, portavoce del Comitato Pro Svincolo – quella di oggi è la realizzazione di un sogno. Finalmente la Val Menotre potrà avere l’opera di compensazione che era stata promessa e per la quale ci siamo battuti, a seguito dello snaturamento della vallata con la realizzazione della nuova Val di Chienti. E’ inoltre un elemento fondamentale – ha sottolineato Alessio Fiacco – per una questione di sicurezza, considerato che in diciotto chilometri di gallerie sul territorio umbro, non era presente nessuno svincolo. Continueremo comunque a vigilare sino al completamento definitivo dell’opera”.
“Questo semisvincolo – ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti – è strategico per ridurre l’isolamento della Valle del Menotre, ma soprattutto per la sicurezza: introduce un accesso intermedio in un tratto della S.S. 77 lungo circa 18 chilometri oggi privo di uscite. È un elemento decisivo anche per la gestione delle emergenze e attività di protezione civile”.