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LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE, OGGI LA CONCLUSIONE

Redazione

LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE, OGGI LA CONCLUSIONE

Dom, 14/10/2007 - 09:09

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LEGAMBIENTE SCUOLA E FORMAZIONE, OGGI LA CONCLUSIONE

All'indomani delle manifestazioni di centinaia di studenti italiani scesi in piazza con slogan di protesta nei confronti del sistema scolastico, si è aperto ieri il secondo Congresso Nazionale di Legambiente Scuola e Formazione. Cambiamenti, innovazioni e scelte radicali, sono le richieste che arrivano da questi ragazzi, richieste che hanno un retroterra di insoddisfazioni e discussioni in aula. E sono questi gli stessi temi che al congresso di Legambiente dal titolo “Nel paese e nei territori. Più cultura e partecipazione, per tutti”, si susseguono intervento dopo intervento. “In campo educativo Legambiente ha fatto una scomessa sull'associazione Scuola e formazione – spiega Vittorio Cogliati Dezza, responsabile nazionale di Legambiente Scuola e Formazione – non occuparsi solo di educazione ambientale, non restare una nicchia ma occuparsi di istruzione e soprattutto di apprendimento tout court. La scuola è un diritto universale inalienabile, è necessario sostenerne il lavoro, valorizzare la partecipazione”. L'Assessore all'Ambiente della Regione Umbria, intervenuto durante il dibattito di ieri mattina a Villa Redenta di Spoleto, parla di “concretezza e protagonismo dei territori. Ci sono dei temi che i cittadini vivono con angoscia – continua Lamberto Bottini – questi temi non possono essere strumentalizzati dalle istituzioni, bisogna riconsiderare tipologie di sviluppo che sappiano migliorare la qualità dei territori, dell'associazionismo, delle comunità”. La comunità deve essere protagonista nel recuperare il rapporto con il territorio. Le istituzioni non possono sottrarsi a quelle battaglie a cui invece i cittadini si dedicano con sempre maggiore insistenza. Queste battaglie però richiedono risorse umane ed economiche, grossi investimenti, competenze, conoscenze.Venerdì in regione è stato presentato un disegno di legge sugli ecomusei: “Un nuovo concetto di museo – spiega l'assessore – che si evolve a “museo territorio”, un luogo che sappia valorizzare gli aspetti ambientali e culturali, che possa recuperare e rendere saldo il legame tra la comunità e il suo territorio, una comunità protagonista delle sue scelte”. E una cittadinanza protagonista e responsabile può nascere nelle scuole rilanciando percorsi didattici educativi che ruotano attorno a temi sociali e ambientali. Tutto questo ovviamente integrato dalla partecipazione dei quartieri, dei comuni, dal sollecito da parte degli educatori verso le istituzioni, affichè la coerenza degli interventi e la partecipazione siano atteggiamenti costruttivi e concreti.”La scuola italiana ha bisogno di cambiamenti radicali – sottolinea Cogliati Dezza – Essere radicali significa saper distinguere i cambiamenti giusti da quelli sbagliati e fare in modo che i giusti cambiamenti siano produttivi. Di sicuro la situazione è più matura di un tempo: sono tante le associazioni che si occupano oggi di temi ambientali, è cresciuto l'interesse sono aumentate le attività e la sinergia con gli istituti. Legambiente deve fare ancora molto cammino e dialogare con i giovani, impegnandosi a produrre un pensiero organico e coerente della modernità”. Roberto della Seta, presidente nazionale di Legambiente, dice che l'ambientalismo è l'ultimo grande movimento culturale del Novecento, ha radici profonde, molto solide, ma a volte corre un rischio: quello di essere un po' sterile nella produzione dei suoi frutti. Forse perché nel tempo si è scarsamente confrontato con l'idea di futuro, forse perché siamo molto credibili quando denunciamo i problemi ambientali e meno quando per gli stessi siamo chiamati a proporre soluzioni”.Oggi manca la fiducia nei cambiamenti positivi, collettivi e individuali. La scuola si trova difronte ad alcune sfide da non sottovalutare, la scuola deve trovare un senso e confrontarsi con il mondo. Non deve seguire la politica, ma contribuire a costruire politiche ed essere agente di cambiamenti. Le istituzioni perdono fascino nei confronti dei cittadini, la scuola deve capire come dare un senso al lavoro delle istituzioni. Costruire un valido sistema educativo, puntare alla qualità culturale dei territori.


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