La Perugia Big Band "in prova" al Teatro Bicini - Tuttoggi

La Perugia Big Band “in prova” al Teatro Bicini

Redazione

La Perugia Big Band “in prova” al Teatro Bicini

Lunedì 19 marzo ingresso libero per scoprire i “Jazzmen at Work”
domenica, 18/03/2018 - 09:35

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La Perugia Big Band “in prova” al Teatro Bicini

“Scoprire l’inaspettato e sorprendersi. Fare esperienza diretta, de-costruire per guardare, ascoltare e capire, farsi condurre alla sostanza delle cose senza fermarsi alle apparenze. Tutto ciò gratis e comodamente seduti, carezzati dal velluto delle poltroncine in platea, cullati da quel tocco di eleganza che appartiene alle note sul palco”. Questo è Jazzmen at work, ovvero jazzist al lavoro: un’originale iniziativa nata da un’idea dell’Associazione culturale Perugia Big Band e realizzata in collaborazione con il Teatro Franco Bicini, storico avamposto di peruginità con la Compagnia del Canguasto.

A partire da lunedi 19 marzo alle ore 21:30, tutti invitati alla prima prova aperta d’insieme della jazz orchestra cittadina. Un debutto che rischia di trasformarsi in un appuntamento fisso, per permettere a chiunque di assistere alle prove di alcuni concerti dell’orchestra del swingingrifo. Per il vasto pubblico di appassionati, interessati e curiosi, è un’occasione per essere presi per mano e accompagnati a “guardare dentro” gli arrangiamenti, analizzando e conoscendo più da vicino il lavoro dell’organico.

“Amiamo la ricerca, la sperimentazione, la nostra città, – esordisce Mariella Chiarini, direttrice creativa del Bicini – con la Perugia Big Band condividiamo una lunga storia di passione e qualità, ci è sembrato naturale inserire questo progetto nella programmazione del teatro e siamo lieti di offrirlo al pubblico dei nostri amici”. Le fa eco Alberto Mommi, colonna portante e solista della PBB: “È un bellissimo stimolo portare la nostra musica all’interno di un importante punto di incontro della città, guidando il pubblico alla scoperta dei brani per vedere come battuta dopo battuta, frase dopo frase, rigo dopo rigo, l’iniziale incertezza lascia spazio a un’ordine via via maggiore e la magia prende vita…”,

Osservare da vicino un’orchestra jazz di 20 elementi alle prese con il più genuino disordine creativo nell’estemporaneità di una “prova”, in un genere dove l’improvvisazione la fa da padrone, può suonare come un’esperienza un pizzico inconsueta, è vero. Per questo, il compito di fornire le coordinate per orientarsi concretamente e introdurre gli spettatori all’ascolto dei brani sarà quindi affidato al maestro Massimo Morganti, trombonista, arrangiatore e direttore da tempo amico e collaboratore della PBB.

“Durante la prova d’insieme potranno esserci interruzioni o ripetizioni, si corregge ciò che non funziona e si migliorano i passaggi più insidiosi. Si tratta di un’occasione unica per assistere dal vivo e supportare la preparazione di un jazz show, diventando testimoni dei momenti più autentici della sua creazione”.

Non sarà una vera e propria esibizione “finita”, caricata del valore simbolico di uno spettacolo, ma una performance più spontanea e informale, un’occasione di incontro con i musicisti delle diverse sezioni, dalle ance, agli ottoni, alla ritmica e ai cantanti.

Tuta la Perugia Big Band si mette quindi al lavoro su un nuovo progetto ma cambiando il punto di vista, non solo grazie alla specificità delle nuove orchestrazioni proposte (che spaziano dal jazz tradizionale a quello contemporaneo, anche cantato) o per l’evidente ricerca di affiatamento sul palco, è proprio crescente la confidenza con il pubblico, sempre più sorpreso e coinvolto.

Jazzmen at work risponde alla duplice esigenza PBB di consolidare e approfondire una relazione stabile con la città, in uno dei luoghi dell’acropoli che più di ogni altro sta in quest ultimi tempi dimostrando la sua vocazione di contenitore culturale e divulgatore dell’identità perugina. Ma per l’ensemble (nato nel 1973 e costituitosi associazione culturale nel 2013) c’è anche la volontà di affermarsi come “laboratorio aperto” promotore di iniziative sul territorio. Svelando un volto “familiare” e umano, perfettibile e concreto. Metafora di relazioni autentiche e del bel vivere di una comunità.


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