La Colombia protagonista al Festival di Spoleto anche con le musiche del perugino Carlo Pedini

La Colombia protagonista al Festival di Spoleto anche con le musiche del perugino Carlo Pedini

Contaminazione tra musica tradizionale e contemporanea colombiana e con quella italiana protagonisti del concerto dell’Orchestra filarmonica di Medellin con il pianista Mauricio Arias

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La musica colombiana tra tradizione e modernità al Festival di Spoleto. Al Teatro Nuovo “Gian Carlo Menotti”, infatti, come da ormai 5 anni a questa parte è andata in scena una delle produzioni del Festival de Mùsica di Cartagena. E così, dopo l’esordio all’evento colombiano, approda in Italia il concerto dell’Orchestra filarmonica di Medellin, diretta dal giovane e talentuoso Juan Pablo Valencia. Un programma che verrà replicato – mai uguale – in altre tappe di un tour per l’Italia: la prima nazionale sabato 29 giugno a Spoleto, domenica 30 all’auditorium di Santa Cecilia a Perugia e a seguire a Roma, Pescia (Pistoia), Bologna e Riola di Vergato (Bologna).

Al Teatro Nuovo però non sono risuonate solo musiche colombiane – tradizionali e contemporanee – grazie alla perfetta esecuzione dell’orchestra di archi e dell’eccezionale pianista Mauricio Arias (35 anni ma già artista affermato in Colombia). Ad aprire l’esibizione. infatti, il concerto per pianoforte e orchestra “H2O” del compositore contemporaneo di Perugia Carlo Pedini, che sarà eseguito anche nella tappa perugina del tour ma non nelle successive. Un’esecuzione dove il piano si fonde con l’orchestra, mimando le gocce d’acqua protagoniste della partitura e facendo poi percepire quel vento sulle onde immaginato dal compositore. Arias suona non solo con le mani, ma anche con la sua mimica, stregando il pubblico. Peccato solo per il grande pianoforte a coda – tolto nel prosieguo del concerto – posizionato davanti all’orchestra ed al direttore a coprirli.

E dopo la “peruginità”, l’Orchestra filarmonica di Medellin si è dedicata alle sonorità colombiane, quelle riconosciute più classiche dagli spettatori e quelle invece moderne, commissionate ad autori contemporanei appositamente per il Festival di Cartagena. Come la struggente “Los adioses” (gli addii) del 34enne Juan David Osorio. Tradizionali e “frizzanti”, invece, i “Secretos” (segreti) di Luis A. Calvo nell’adattamento di Julio R. Gutiérrez, e l’apprezzatissima “Serenata en Chocontà” di Alex Tovar.

“Il lavoro realizzato per la preparazione di questi concerti – viene spiegato nel libretto – ben interpreta lo spirito che guida l’attuale collaborazione tra istituzioni musicali italiane e colombiane: lo scambio di esperienze artistiche, tecniche, culturali e la volontà di creare occasioni per conoscere meglio le tradizioni ed alcuni aspetti della contemporaneità dei due paesi“.

A Spoleto, per l’occasione, sono arrivati anche il direttore del Festival di Cartagena, Antonio Miscena e l’ambasciatrice della Colombia a Roma, Gloria Isabel Ramirez Rios. Ad accoglierli il direttore artistico del Festival dei Due Mondi Giorgio Ferrara, il presidente della Fondazione Festival, il sindaco Umberto de Augustinis, e l’assessore comunale alla cultura Ada Spadoni Urbani.

 

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