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Istituto Serafico di Assisi: siglato il contratto integrativo per 180 dipendenti

Redazione

Istituto Serafico di Assisi: siglato il contratto integrativo per 180 dipendenti

Ven, 02/09/2022 - 11:43

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Soddisfatti i sindacati: "Modello da replicare in altre strutture della sanità privata"

Un accordo importante, nel segno delle buone relazioni sindacali e di un giusto criterio di redistribuzione tra tutti i lavoratori, in un momento particolarmente delicato per le forti spinte inflazionistiche. C’è soddisfazione nel sindacato e tra i dipendenti dell’Istituto Serafico di Assisi per sordomuti e ciechi per la firma di un integrativo aziendale che interesserà circa 180 lavoratori, tra personale sanitario, amministrativi e addetti ai servizi.

L’accordo, frutto di un confronto costruttivo con la presidente dell’Istituto Francesca Di Maolo e con il consiglio di amministrazione, porterà ad ogni dipendente circa 545 euro per il 2022, in parte in buoni carburante (200 euro) e in parte in busta paga (115 euro nelle mensilità di agosto, settembre e ottobre). Cifre che si aggiungono ai 250 euro già erogati in buoni spesa ad inizio anno. “Quello con la presidente Di Maolo, che ha voluto questo accordo, è stato da subito un confronto costruttivo, basato sulla ricerca di un criterio equo di redistribuzione delle maggiori entrate che deriveranno dall’aumento delle rette deciso a livello regionale – spiega Emanuele Guzzetti, rappresentate della Fp Cgil all’interno dell’Istituto Serafico di Assisi – E questo ancora prima dell’effettivo adeguamento del budget da parte della Regione, che deve ancora avvenire. Per noi è stato naturale firmare questo accordo con convinzione, per dare ai colleghi un piccolo ma significativo aiuto per affrontare un autunno che si prospetta molto difficile”.

“L’accordo che abbiamo raggiunto all’Istituto Serafico di Assisi – afferma Stefano Lupini, segretario generale della Fp Cgil di Perugia – può essere considerato un modello da replicare in altre strutture della sanità privata, settore in cui il contratto nazionale di lavoro non viene rinnovato da oltre 7 anni, con ingiustificabili ripercussioni sulle paghe dei lavoratori. Quando, come in questo caso, i dipendenti vengono considerati una risorsa e non un costo, è possibile mantenere un livello di confronto sindacale alto che porta a risultati importanti”.

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