Istituto Prosperius Tiberino presenta ‘Indego’, è il primo esoscheletro ad uso domiciliare

Istituto Prosperius Tiberino presenta ‘Indego’, è il primo esoscheletro ad uso domiciliare

La struttura umbertidese leader nella riabilitazione di pazienti ortopedici e neurologici presenta l’ultimo ritrovato della robotica

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Con Indego sono tornata a vedere le stelle, a guardare il mondo con occhi diversi, come una mamma che vede per la prima volta il proprio bambino compiere i primi passi

Sono le parole, cariche di emozione, di Tiziana Furiosi, mamma marchigiana 49enne paraplegica, dal 2012 paziente dell’Istituto Tiberino Prosperius che, questa mattina (sabato 14 ottobre), ha dato dimostrazione dell’utilizzo di Indego, un innovativo esoscheletro ad uso domiciliare, in dotazione presso l’istituto di riabilitazione umbertidese.

Alla presenza dei vertici del Gruppo Prosperius, del sindaco di Umbertide Marco Locchi, dell’on. Giampiero Giulietti e di tanti pazienti e dei loro familiari che credono fortemente nel lavoro svolto quotidianamente dal personale della clinica, è stato presentato il nuovo esoscheletro Indego, prodotto da Parker Hannifin, che oltre ad essere molto più maneggevole e facile da indossare rispetto ai precedenti, è ad uso domiciliare. Con questa nuova tecnologia, quindi, la robotica esce dal campo ristretto dei centri di riabilitazione per entrare nelle case dei pazienti, favorendo un miglioramento della qualità della vita ma soprattutto il reintegro nella vita sociale.

Dopo i saluti del presidente del Cda dell’Istituto Prosperius Domenico De Salvo, del sindaco Locchi, che ha parlato di Prosperius come di “un Istituto sempre in corsa verso il futuro e che continua a fare grandi passi in avanti nell’utilizzo della robotica nella riabilitazione”, e dell’on. Giulietti, che ha ricordato lo sviluppo tecnologico che ha caratterizzato Prosperius, “eccellenza in campo sanitario, motivo di orgoglio per tutta la comunità regionale”, il fondatore e presidente dell’Istituto prof. Mario Bigazzi ha ricordato le varie tappe dell’evoluzione delle tecnologie in medicina e che, a partire dagli anni ’90, hanno riguardato la riabilitazione, cuore pulsante della clinica. Il dott. Marco Caserio ha ricordato il principale obbiettivo della riabilitazione, ovvero quello di reintegrare il paziente ortopedico o con esiti di patologie neurologiche nel contesto sociale: “Per raggiungere questo obbiettivo un grande aiuto arriva proprio dalla tecnologia perché la robotica ci permette di massimizzare le possibilità di recupero e aiutare il fisioterapista nel suo lavoro – ha affermato.

Al dott. Paolo Milia, responsabile dell’area neurologica del Prosperius, è spettato poi il compito di illustrare le potenzialità del nuovo Indego, esoscheletro che aiuta i medici dell’Istituto a raggiungere un chiaro obbiettivo, quello di “prendere la malattia, trasformarla in normalità e reinserirla nel contesto sociale. In Italia 15 persone per milione di abitanti sono affette da lesioni spinali e l’età media si aggira intorno ai 50/55 anni. – ha spiegato – Grazie alla verticalizzazione consentita dall’esoscheletro, il paziente, oltre a ottenere benefici biologici, ha una diversa percezione del proprio corpo e una nuova prospettiva della propria vita”.

Rispetto al precedente esoscheletro, questo è leggerissimo, pesa solo 11,8 kg rispetto ai 23 di Ekso, si indossa anche stando seduti in completa autonomia, è facile da utilizzare, può essere controllato direttamente dal paziente attraverso una app e soprattutto consente di camminare in un contesto quotidiano

La testimonianza più diretta delle potenzialità del nuovo Indego, appunto, è arrivata proprio da Tiziana Furiosi, che sotto la guida dei fisioterapisti del Prosperius ha già collezionato la bellezza di 30 ore di utilizzo del dispositivo per un totale di 68.000 passi. Dopo aver indossato l’esoscheletro e aver camminato in completa autonomia per la hall e il giardino esterno dell’Istituto, accolta dagli applausi scroscianti dei presenti, Tiziana con un pizzico di emozione ha raccontato la sua esperienza con Indego. “Grazie all’esoscheletro ho cambiato la mia prospettiva di vita, sono tornata di nuovo in piedi, a guardare le persone negli occhi – ha detto – La vita ha sempre qualcosa da offrirci, anche nelle situazioni più difficili, ed io grazie ad Indego ho saputo reinventarmi ed ora sono pronta ad accettare nuove sfide”.

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