Iniziati i congressi Pd, tra adesioni convinte e mali minori

Iniziati i congressi Pd, tra adesioni convinte e mali minori

Primi voti a Perugia e Orvieto, in ballo i tre posti per le primarie per la segreteria nazionale

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Iniziate anche in Umbria, per la verità senza troppi clamori, le convenzioni (come nel Pd chiamano i congressi territoriali) nei Circoli Pd per consentire agli iscritti di scegliere tra i sei candidati per la segreteria nazionale del partito. Anzi, sette candidati, dato che l’umbra Anna Ascani ha deciso di correre in ticket con Roberto Giachetti per la lista renziana, pur senza l’imprimatur ufficiale del grande capo. Dopo il ritiro dell’ex ministro Minniti, in corsa sono rimasti anche il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e l’ex segretario Maurizio Martina. A far numero, Maria Saladino, Francesco Boccia e Dario Corallo.

Ieri sera prime consultazioni a Perugia, al Circolo Arci di Santa Sabina, dove hanno potuto esprimere le proprie preferenze anche gli iscritti di San Sisto, e ad Orvieto centro. E si proseguirà in tuttala regione sino al 23 gennaio. In ballo ci sono i tre posti buoni per essere ammessi alle primarie del 3 marzo.

Anche in Umbria è sfida a tre. Con il ticket Ascani-Giachetti che punta sulla territorialità della parlamentare umbra che pure, tra gelosie e vecchie ruggini, non pare essere particolarmente amata dai compagni di partito, almeno tra i big, che non le perdonano la folgorante ascesa in scia a Renzi. Ascani si affida quindi alla linea verde (e rosa), con le responsabili provinciali della sua mozione, l’assisana Federica Lunghi e, nel ternano, Emanuela Guanciale.

Ma i big del partito, a queste latitudini, sono per lo più orientati verso Zingaretti e, dopo l’abbandono di Minniti, sul ripescaggio di Martina. L’ex segretario trova infatti l’appoggio dei renziani Marco Vinicio Guasticchi e Giacomo Leonelli, oltre che della fedelissima della prima ora, Alessia Dorillo. E se il neo segretario umbro Gianpiero Bocci non si schiera, altri dei suoi, come Barberini, hanno ripiegato su Martina. Come pure, orfano di Minniti, ha fatto l’ex parlamentare Giampiero Giulietti.

Ma più nutrita, ma soprattutto convinta da tempo su quale cavallo scommettere, è la pattuglia di coloro che hanno scelto Zingaretti, ritenendo il buon Martina ancora troppo legato al Pd renziano degli schiaffoni di marzo. Sul governatore del Lazio sono confluiti renziani delusi, come il vice presidente della Regione Umbria Fabio Paparelli, l’avversario di Bocci alle primarie umbre Walter Verini, le due grandi escluse dalle liste delle ultime politiche, Marina Sereni e Valeria Cardinali. E poi la nutrita schiera dei sindaci: Francesco De Rebotti (Narni), il giovane anti-Bocci Andrea Pensi (Gualdo Cattaneo), il folignate Nando Mismetti, Alfio Todini da Marsciano, Giuseppe Germani (Orvieto).

Analogamente a quanto si era detto per le primarie umbre, sulla scelta del segretario nazionale non devono influire i personalismi e le ruggini locali. Ma il posizionamento sulla scacchiera dem, ad occhio e croce, racconta tutt’altro.

 

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