Indagini in provincia, Bandecchi: "Macchina del fango per screditarmi". L'Anm risponde - Tuttoggi.info

Indagini in provincia, Bandecchi: “Macchina del fango per screditarmi”. L’Anm risponde

Redazione

Indagini in provincia, Bandecchi: “Macchina del fango per screditarmi”. L’Anm risponde

"E' una campagna mediatica contro di me. Un processo celebrato sui media" così Bandecchi replica alle indagini della Procura
Ven, 03/07/2026 - 11:49

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“Come Sindaco e Presidente della Provincia di Terni ho sempre operato con la massima trasparenza e nel solo ed esclusivo interesse della Comunità locale e dei cittadini. I miei uffici e quelli delle pubbliche amministrazioni che rappresento sono sempre stati e sempre saranno aperti tanto ai cittadini quanto alle autorità giudiziarie, per rispettare il principio di leale collaborazione tra le pubbliche istituzioni che è l’anima della democrazia”, il Presidente della Provincia e Sindaco di Terni Stefano Bandecchi ha affidato a una nota il commento all’indagine in corso e alle perquisizioni di ieri in provincia della Guardia di Finanza.

“Sono molto sorpreso nel constatare come l’ipotesi investigativa segua una campagna mediatica del tutto pretestuosa, promossa da giornalisti in evidente conflitto con il Sindaco di Terni. Una campagna volta a screditarmi attraverso la macchina del fango”, continua Bandecchi che attacca la Procura: “Ho letto anche il comunicato stampa di ieri a firma del Procuratore della Repubblica di Terni dove si menziona la presunzione di innocenza in favore degli indagati. Questa condivisibile enunciazione di principio stride però con i fatti. Le modalità di azione della Procura della Repubblica di Terni hanno scatenato una nuova gogna pubblica e mediatica nei confronti miei e delle istituzioni, essendosi già aperto un processo impropriamente celebrato sui media, con intollerabile violenza, totale mancanza di rispetto per la presunzione di innocenza e per la stessa dignità delle persone e delle pubbliche amministrazioni coinvolte”.

E ancora contro la magistratura: “Chi esercita un potere così pervasivo come quello in capo alla magistratura penale dovrebbe sempre considerare le conseguenze delle proprie iniziative. Conseguenze indelebili, marchi infamanti che sono devastanti sul piano della reputazione politica, imprenditoriale e personale. Ed io oggi ho il dovere di chiedere rispetto per me e per le istituzioni che rappresento. Lo avevo detto in tempi non sospetti”. Secondo il primo cittadino ternano si tratterebbe di una “campagna mediatica” a lui ostile portata avanti “da una contestazione investigativa che si basa su una forzatura logica e giuridica, che pur di coltivare una ipotesi inverosimile, ha confuso i fatti, unificato soggetti giuridici, formulato congetture su intese che non solo non esistono, ma non sono mai state nemmeno ventilate”.

Ma si dichiara a disposizione della Procura: “ribadisco pubblicamente di essere disponibile ad essere interrogato in qualunque momento e mi sono già attivato per raccogliere la documentazione rilevante e dare tutti i chiarimenti del caso. Al tempo stesso ho incaricato il mio legale di verificare in tutte le sedi competenti la legittimità degli atti dei pubblici ministeri nei miei confronti e di questa iniziativa in generale”.

Opposizione, Verini: “Se ha un minimo di decenza se ne vada”

“A Bandecchi rimane una sola cosa da fare, dimettersi”, lo scrive su X il senatore del Pd Umbria Walter Verini. “In questi anni ha offeso e umiliato la comunità di Terni. Lo abbiamo denunciato, insieme alle opposizioni a tante forze e tanti cittadini, in Parlamento e nella città. Ora se ha un minimo di decenza, se ne vada” conclude.

A rispondere è anche il Movimento 5 Stelle di Terni che ha espresso preoccupazione per le dichiarazioni di Bandecchi nei confronti della magistratura ternana: “il Movimento 5 Stelle di Terni respinge ogni tentativo di trasformare un’indagine in una campagna contro chi la conduce. Terni ha bisogno che le istituzioni siano rappresentate da persone serie, sobrie e credibili, non da Bandecchi”. I pentastellati hanno ricordato che le indagini sono nella loro fase preliminare e che ogni cittadino ha diritto alla presunzione di innocenza “ma questo non può diventare il pretesto per trasformare una vicenda giudiziaria in uno scontro personale contro la magistratura” fanno sapere in una nota. “Un conto è difendersi nelle sedi previste dalla legge, altro conto è delegittimare pubblicamente chi è chiamato ad accertare i fatti. Chi rappresenta le istituzioni ha un dovere in più: mantenere equilibrio, rispetto e senso della misura. Non può usare il peso della propria carica pubblica per alimentare un clima di aggressione, sospetto e delegittimazione nei confronti della magistratura” concludono.

Anm: “Inaccettabili espressioni offensive ai magistrati”

La stessa Anm di Perugia ha espresso: “profonda preoccupazione e ferma condanna per le gravissime dichiarazioni pubblicamente rivolte dal sindaco di Terni e presidente della Provincia, Stefano Bandecchi, nei confronti della Procura della Repubblica di Terni e dei magistrati che vi prestano servizio, a seguito delle attività investigative disposte nell’ambito di un procedimento penale attualmente nella fase delle indagini preliminari. In uno Stato di diritto, il dissenso rispetto a un’indagine o a un provvedimento dell’autorità giudiziaria può e deve essere espresso attraverso gli strumenti previsti dall’ordinamento. Sono invece inaccettabili attacchi personali, espressioni offensive e delegittimanti o accuse generalizzate rivolte ai magistrati, tanto più quando provengano da chi ricopre rilevanti funzioni pubbliche e istituzionali”.

Ferranti: “Eravamo pronti a riaprire oggi la strada provinciale bagnorese”

Anche il vice Presidente Francesco Maria Ferranti ha diffuso una sua nota sulla Sp 12 Bagnorese, alla luce delle vicende legate all’indagine in corso, sottolineando il rapporto lavorativo con l’impresa dell’ex patron dell’Orvietana Calcio: “L’impresa Biagioli opera ed ha operato con la Provincia di Terni in numerose occasioni e da circa vent’anni. In questo caso è stata destinataria di un appalto poiché la Provincia, anticipando anche risorse per conto della Regione, ha lavorato alacremente con un significativo sforzo dei nostri uffici tecnici e cantonieri, per rimettere in funzione la strada provinciale bagnorese. La strada provinciale, a seguito di una importante frana, è chiusa da fine gennaio, arrecando ingenti disagi. Eravamo pronti a riaprire oggi la strada provinciale ad una carreggiata, dando una risposta concreta alla comunità, anche alla luce degli impegni presi con i cittadini stessi, con i sindaci dei comuni coinvolti e con il Comitato civico della Bagnorese”.

E continua: “dispiace non poter dare oggi la risposta per la quale si è profuso un importante impegno e trovarsi di fronte alla necessità di dover accumulare ulteriori ritardi, dannosi per gli interessi del nostro territorio, poiché il dirigente che avrebbe dovuto firmare l’ordinanza di riapertura non è nelle condizioni attuali di poterlo fare a seguito dei fatti sopraggiunti. Annuncio comunque che anche in questa circostanza con i nostri uffici stiamo lavorando per far fronte all’ennesima criticità intercorsa e dare quindi già nei primi giorni della prossima settimana risposte concrete e positive al nostro territorio”

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