Incontro con il medico Yousef Salman: "Parlate di diritto internazionale a un bambino di Gaza" - Tuttoggi.info

Incontro con il medico Yousef Salman: “Parlate di diritto internazionale a un bambino di Gaza”

Valentina Onori

Incontro con il medico Yousef Salman: “Parlate di diritto internazionale a un bambino di Gaza”

Nella Biblioteca Montagne di Libri a Spoleto si è tenuto l'incontro con Yousef Salman, chirurgo responsabile della Mezzaluna Rossa in Italia
Sab, 08/11/2025 - 16:19

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Nella Biblioteca Montagne di Libri a Spoleto si è tenuto l’incontro con Yousef Salman, medico chirurgo, pediatra e responsabile della Mezzaluna Rossa Palestinese in Italia. Ha moderato la giornalista Elisabetta Proietti, presenti anche Mari Franceschini vicepresidente nazionale ANPI, l’assessore Luigina Renzi, il vicepresidente del consiglio comunale Maura Coltorti, il consigliere comunale del M5S di Spoleto Enrico Morganti e Medici Senza Frontiere. Parlare di Gaza anche dopo la “tregua” fittizia del genocidio è fondamentale per tenere accesi i riflettori su quello che succede dopo. Perché Israele ancora bombarda e uccide e l’occupazione continua.

Medici Senza Frontiere: da riapertura frontiere, curati più di 500 pazienti

Diletta di Medici Senza Frontiere ha ricordato che dal 22 ottobre giorno in cui hanno riaperto le frontiere, i progetti si sono riavviati e si sono potuti curare più di 500 pazienti con forti traumi.Ora siamo nella fascia centrale di Gaza a supporto dell’ospedale di Al Aqsa e a Khan Yunis. Abbiamo aperto 3 cliniche di base, abbiamo uno staff palestinese che lavora con noi dal 1989. Ma i nostri operatori che tornano in Italia continuano a provare un forte senso di colpa nei loro confronti che sta lì”. La situazione a Gaza è leggermente migliorata ma nei giorni scorsi l’Idf ha sparato ha 42 persone e si vive una situazione di emergenza: “gli aiuti umanitari ancora sono centellinati e sono in aumento i casi di malattie gastrointestinali, malattie della pelle. Si muore per dissenteria“.

La Palestina è laica

Il ciclo di incontri “Chiamata per Gaza” raccoglie testimonianze per far capire meglio la situazione da chi ha testimonianze dirette. “Poter capire e voler spiegare” come diceva Walter Tobagi, nato a Spoleto. Il pediatra e medico chirurgo Yousef Salman è anche presidente della Comunità Palestinese di Roma e Lazio e racconta: “Israele è il più grande progetto colonialista dell’impero occidentale nel cuore del mondo arabo. Per noi il 2 novembre 1917 è una data nera: l’impero britannico con la dichiarazione di Balfour ha permesso la creazione di un focolare ebraico in Palestina. Non abbiamo mai combattuto gli ebrei per la religione, siamo stati sempre fratelli con loro e così vorremmo vivere ancora. Ma sono pochi gli ebrei che vogliono vivere con noi“. Il medico ricorda come non si tratti di una guerra di religione: “Loro dicono che sia la nostra sia la terra promessa da Dio al popolo eletto e gli altri devono essere al loro servizio. Si sentono al di sopra della legge internazionale. La soluzione al problema nel Medio Oriente non è la creazione di stati religiosi confessionali: lo stato di Israele e lo Stato islamico di Hamas. La soluzione più accettabile è quello che propose Arafat nel 1957: uno stato libero, laico e democratico dove ebrei musulmani vivono con uguali diritti e doveri“.

Non c’è pace senza giustizia

Non si può parlare di pace senza giustizia. Hanno bombardato 162 autoambulanze. Non abbiamo diritto alla difesa anche noi? Viviamo da più di un secolo questa situazione. Un palestinese, di Israele conosce solo carri armati, fucili e filo spinato e la cosa peggiore sono i coloni, l’esproprio della terra, gli ulivi, l’olio. Ora i coloni aggrediscono con le seghe per tagliare i rami degli olivi“. Il popolo palestinese è il più laico nel Medio Oriente ci tiene a precisare Salman che non accetta strumentalizzazioni politiche: “La soluzione non è portare i palestinesi in Italia per le cure perché quello è l’obiettivo di Israele che vuole terra senza popolazione. Abbiamo fatto 2 campagne con Sos Gaza per la raccolta fondi, perché è l’unica che funziona. Israele se mandi abiti e cibo non fa passare niente. Ora abbiamo i progetti di adozione a distanza di orfani“.

Parlare di diritti umani a un bambino palestinese

Come si fa a parlare di diritti umani a un bambino di Gaza? Possibile che la tanto democratica Ue permette questo? In Germania se porti la kefiah ti arrestano e ci parlate di democrazia e diritti umani? Nelle Nazioni Unite tra 194 paesi, 5 hanno il potere di veto. Possibile? Israele è il quarto esercito al mondo, 300 bombe atomiche grazie all’occidente, F35, carriarmati, non è una guerra è un massacro. La nostra bomba atomica è la demografia e questo spaventa molto” continua.

La nostra resistenza

Parlando davanti a Mari Franceschini dell’ANPI, Salman si commuove sperando fortemente in un 25 aprile palestinese, che “deve arrivare, confido nelle persone scese in piazza, quei giovani saranno la leadership di domani“. Un pianto liberatorio, emblema di popolazione sotto occupazione da più di un secolo.

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