Incendi critici a Rieti e Sulmona, Vigili del Fuoco di Terni e Perugia sul posto - Tuttoggi

Incendi critici a Rieti e Sulmona, Vigili del Fuoco di Terni e Perugia sul posto

Luca Biribanti

Incendi critici a Rieti e Sulmona, Vigili del Fuoco di Terni e Perugia sul posto

Pericolo nube tossica in zona Marane, i medici lanciano l'allarme | Vigili del fuoco umbri a sostegno di Lazio e Abruzzo
Mar, 29/08/2017 - 11:51

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Gravi incendi stanno interessando in queste ore l’Italia centrale e i Vigili del Fuoco di Terni e Perugia sono stati chiamati a dare sostegno ai colleghi rispettivamente di Rieti e Sulmona, dove le situazioni sono particolarmente critiche.

A Rieti il fronte del fuoco è in espansione e, in queste ore, si è esteso a Cittareale e sul Monte Prato. Questa mattina, sul posto si sono portati anche de contingenti dell’Esercito e, dalle prime ore del giorno, 3 canadair stanno dando ma forte alle forze di terra per estinguere le fiamme.

Il Direttore Operazioni di Spegnimento dei Vigili del Fuoco sta coordinando i lanci dell’elicottero della Regione Lazio, per intensificare ancora di più le operazioni di spegnimento.


Incendi nel Reatino, in campo i Granatieri del 2 Btg Cengio di Spoleto


Più grave la situazione a Sulmona, sul monte Morrone, dove operano i caschi rossi di Perugia, dove le polveri che si sono propagate nell’aria sono talmente sottili da creare pericolo per i cittadini. L’Ordine dei medici ha lanciato l’allarme, in particolar modo, per bambini, anziani, donne in gravidanza e cardiopatici: “persistenza di benzene, di polveri fini e ultrafini (pm 0,1 e pm 0,25 oltre alle pm 10) che, pur non essendo normate, risultano le più tossiche dai dati della letteratura internazionale” – si legge in una nota, e le mascherine non sarebbero sufficienti a proteggere le vie respiratorie dagli agenti potenzialmente pericolosi per la salute.

“Si sono registrati diversi casi di malore – dicono ancora i medici – vomito, irritazioni, nausea. Il sindaco nei giorni scorsi aveva invitato a dormire con le finestre chiuse, ma la raccomandazione sembra essere troppo blanda secondo i medici, tanto più che la Valle Peligna subisce il cosiddetto “effetto cappa”.

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