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Inaugurato a Perugia l’anno giudiziario | “Allarmante recrudescenza per droga, violenza di genere e furti”

Redazione

Inaugurato a Perugia l’anno giudiziario | “Allarmante recrudescenza per droga, violenza di genere e furti”

Sab, 31/01/2026 - 16:40

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Nell’aula Goretti della Corte d’appello di Perugia si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 del distretto umbro. “Dal bilancio, complesso ed articolato, dell’anno giudiziario – le parole del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia Sergio Sottani – emerge il dato allarmante della recrudescenza di reati quali il traffico di sostanze stupefacenti, violenza di genere nonché furti in abitazione, oltre ad un diffuso aumento delle condotte violente “da strada”.

Nel corso della mattinata sono state presentate le relazioni sull’andamento della giustizia nel territorio, con un focus sulle criticità strutturali del sistema, a partire dalla carenza di personale e dalla tenuta organizzativa degli uffici. Il presidente Giorgio Barbuto ha richiamato i principali nodi: “La carenza di organico, sia dei magistrati sia del personale amministrativo, rappresenta oggi uno dei principali fattori di criticità per il funzionamento degli uffici giudiziari del distretto di Perugia”. Barbuto ha quindi sottolineato come “la giustizia, oltre alle riforme, abbia bisogno di essere amministrata e quindi finanziata per riuscire a fronteggiare esigenze ordinarie e straordinarie”.

Il procuratore generale Sergio Sottani ha delineato il bilancio degli ultimi 12 mesi, segnalando l’aumento dei furti in abitazione, ”condotte criminali particolarmente gravi in quanto intaccano la sfera di riservatezza e allo stesso modo sono particolarmente difficili da reprimere”. E ha definito inquietante il quantitativo di stupefacenti sequestrato: “la domanda di sostanze dopanti non è diminuita e ciò è significativo del disagio sociale o comunque di condotte di vita che evidentemente necessitano dell’uso di sostanze stupefacenti per dare risposta ad inquietudini di varia natura od a discutibili stili comportamentali”.

“La sicurezza, intesa come tutela dell’ordine pubblico e del decoro urbano – ancora Sottani – rappresenta un bene essenziale per la collettività. I “pacchetti sicurezza” che ciclicamente vengono approvati ed annunciati rappresentano tuttavia la testimonianza più chiara della difficoltà di affrontare i problemi nella loro complessità. Si tratta di reazioni al malessere sociale spesso impulsive, non sempre rispettose dei canoni minimi di coerenza, ragionevolezza e razionalità giuridica. Al contrario, il processo penale viene appesantito da garanzie sempre più sofisticate, quali ad esempio l’interrogatorio preventivo nel sistema cautelare, che finiscono per essere realmente fruibili soltanto dai soggetti forti e meglio difesi. Il risultato è un diritto penale dell’insicurezza, ricco di raffinate tutele difensive per “i privilegiati”, rigorosamente inflessibile per “gli esclusi”. La percezione di insicurezza rischia di essere alimentata da narrazioni securitarie che erigono un muro cognitivo tra la realtà e la propaganda”.

Una problematica che riguarda tutti i campi: “Anche in materie delicatissime, come la violenza di genere e la criminalità minorile – ha detto Sottani – sembrano prevalere una logica panpenalista e un approccio rigidamente carcerocentrico, venati da populismo giudiziario e perenne emergenzialismo. 2 La recente legge sul femminicidio, approvata nel dicembre scorso, costituisce un segnale positivo di rara convergenza parlamentare, ma non risolve alcune legittime perplessità sull’impianto giuridico, anche se, finalmente, nel Codice penale compare in maniera espressa il termine “donna”, mentre in precedenza si rintracciava esclusivamente il sintagma donna incinta”.

Tra le luci, la tecnologia: “Sul fronte dell’innovazione tecnologica – le parole di Sottani – il distretto umbro rappresenta un’eccellenza nazionale, come di recente ulteriormente sancito dalla circostanza che questa Procura Generale è l’unico ufficio requirente di secondo grado coinvolto dal CSM sulla ricognizione dei progetti realizzati in questi anni in tema di Intelligenza Artificiale. La tecnologia è la spina dorsale della giurisdizione, indispensabile per ottenere una giustizia efficiente e rapida”.

Alla cerimonia erano presenti la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il vice presidente Tommaso Bori, la presidente dell’assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il sottosegretario Emanuele Prisco, la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, i parlamentari Verini, Pavanelli e Nevi, insieme alle autorità istituzionali e ai rappresentanti del mondo della giustizia e delle professioni. La presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, a margine della cerimonia, ha dichiarato: “L’inaugurazione dell’anno giudiziario è un momento di verità: qui si misura la capacità delle istituzioni di garantire diritti, tempi certi e fiducia nello Stato. La carenza di organico e le criticità organizzative non sono numeri astratti, ma incidono sulla vita delle persone, delle imprese, delle comunità. Come Regione Umbria ribadiamo la disponibilità a fare la nostra parte nella leale collaborazione, perché l’efficienza della giustizia è un presidio di legalità e coesione sociale. Servono investimenti stabili su personale, strutture e innovazione, in modo coerente con gli obiettivi del Pnrr, ma soprattutto con il bisogno quotidiano di giustizia dei cittadini”. La presidente Proietti ha aggiunto: “Chiediamo che il distretto umbro sia messo nelle condizioni di lavorare con continuità e strumenti adeguati: rafforzare gli uffici significa rafforzare la sicurezza, la tutela delle vittime e la fiducia nelle istituzioni”.

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