Inaugurata la LXIV Settimana di Studi sull'Alto Medievo di Spoleto - Tuttoggi

Inaugurata la LXIV Settimana di Studi sull’Alto Medievo di Spoleto

Carlo Vantaggioli

Inaugurata la LXIV Settimana di Studi sull’Alto Medievo di Spoleto

Tema della Settimana, “Monachesimi d'Oriente e d'Occidente nell'alto Medievo” |Applaudita prolusione del Prof. Paolo Grossi
Gio, 31/03/2016 - 16:49

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Inaugurata questa mattina al Teatro Caio Melisso, Spazio Carla Fendi, la LXIV Settimana di Studi sull’Alto Medievo di Spoleto. Il prestigioso appuntamento di questo anno è dedicato al tema “Monachesimi d’Oriente e d’Occidente nell’alto Medievo”.
Il CISAM già nel lontano 1956 volle dedicare una Settimana di studio a Il monachesimo nell’alto medioevo e la formazione della civiltà occidentale. Tra i temi trattati – relativi peraltro al solo monachesimo in Occidente – prevalsero quelli inerenti alla spiritualità, alle peculiarità locali dell’esperienza monastica, alla cultura, mentre attenzione scarsa fu prestata agli aspetti storico-artistici e nessuna a tematiche e questioni che hanno sostanziato le indagini e il dibattito sul monachesimo dalla fine degli anni cinquanta del secolo scorso fino a oggi. Nel 1956 si trattava, del resto, di studi pionieristici, cui non si poteva chiedere di più.
La LXIV Settimana di studio nel misurare la distanza da quel primo lontano approccio, vuole recuperare, se non tutti, certo molti degli aspetti di un monachesimo, non monolitico ma sfaccettato e plurale, indagati e dibattuti nell’ultimo sessantennio. L’intento è di comporre un quadro che delinei in particolare, attraverso lezioni mirate e aggiornate, le origini eremitiche e cenobitiche nel loro contesto di riferimento non solo spirituale ma anche sociale, la dimensione greco-orientale del fenomeno e le sue proiezioni in Occidente, le regole e i comportamenti individuali, la dislocazione, la scelta e la tipologia di insediamenti e cantieri, i rapporti con il potere politico e le gerarchie ecclesiastiche, gli aspetti organizzativi e l’economia, la distribuzione interna agli edifici degli spazi architettonici e decorativi, la cultura vista nel riflesso del concreto impegno del monachesimo nella trascrizione, conservazione e uso dei saperi profani e cristiani, senza tralasciare, infine, mentalità, psicologia, inquietudini della condizione monastica.
“L’ambizione ultima del CISAM è che, grazie all’impegno degli studiosi invitati a tenere le diverse lezioni, gli Atti della Settimana possano costituire un nuovo punto di partenza obbligato per gli studi sul monachesimo medievale”.
Lo conferma nei suoi saluti inziali il Prof. Enrico Menestò, Accademico dei Lincei e presidente della Fondazione CISAM, che ha aperto i lavori della Settimana di Studi non rinunciando, nella sua introduzione, ad una dura analisi sulla crisi del mondo della ricerca dovuta anche ai nuovi recenti indirizzi governativi che sembrano non riconoscere l’insegnamento delle materie storiche come basilare per la formazione umana (vedi il caso della Storia dell’Arte ndr.). Menestò va oltre e individua un motivo della crisi anche nella tendenza recente a nominare ai vertici delle università professori di formazione scientifica, “ingegneristica”, specifica non senza ironia il Presidente del CISAM.

Ecco dunque che la perseveranza unita all’altissima qualità degli interventi, prodotti negli anni dalle settimane di studio di Spoleto, diventano un prezioso gioiello della ricerca nel settore della Storia Medievale in ambito internazionale. Prova ne è anche l’assidua ed attenta partecipazione di tantissimi studiosi di tutto il mondo.
Ringraziamenti per il Comune di Spoleto e per la Fondazione CaRiSpo che non hanno mai fatto mancare il sostegno all’appuntamento spoletino, e l’appello di Menestò affinche l’aiuto e la vicinanza vengano considerate strutturali agli sviluppi della città che, nel corso della settimana di lavori, gode di una ribalta internazionale oltre che di un evidente afflusso di partecipanti.
Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Comunale di Spoleto, Giampiero Panfili, che riconferma a nome della città l’indissolubile legame con la Settimana di Studi, dell’Assessore alla Cultura Gianni Quaranta, di Mons. Giampiero Ceccarelli (a nome dell’Arcivescovo Renato Boccardo ndr.) che con simpatia ricorda alla folta platea intervenuta al Caio Melisso di essere un “addetto ai lavori” del monachesimo per essere stato l’ultimo Abate di Sant’Eutizio in Valnerina, della Professoressa Claudia Rapp (dell’Università di Vienna) a nome di tutti gli studiosi relatori del programma, ha preso la parola per la sua prolusione il Prof. Paolo Grossi, recentemente nominato Presidente della Corte Costituzionale, membro della Commissione scientifica del CISAM.
Grossi ha offerto alla platea una lectio magistralis sul tema “Monachesimo cenobiale: una nervatura portante della civiltà altomedievale”, un lavoro denso di importanti riferimenti storici e non privo di nuovi spunti per una nuova visione della regola benedettina, vista come punto di arrivo della vicenda cenobitica.
La LXIV Settimana di Studi, proseguirà con il suo programma fino al 6 aprile con un denso programma di lezioni (CLICCA QUI)

Riproduzione riservata

Foto: Tuttoggi.info (Carlo Vantaggioli)

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