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Il Consiglio provinciale chiede la modifica del decreto governativo sulle fonti rinnovabili. Approvato documento unitario

Redazione

Il Consiglio provinciale chiede la modifica del decreto governativo sulle fonti rinnovabili. Approvato documento unitario

Ven, 05/08/2011 - 12:21

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Il Consiglio provinciale chiede la  modifica del decreto governativo sulle fonti rinnovabili. Approvato documento unitario

Un documento unitario contro il rallentamento allo sviluppo delle energie rinnovabili. E’stato approvato ieri durante il Consiglio provinciale un ordine del giorno che ha visto maggioranza e opposizione uniti sulla necessità di una modifica del decreto 28 marzo 2011 sulle fonti rinnovabili. Il documento, nel suo dispositivo finale, si esprime così: “Il Consiglio impegna il presidente e la giunta provinciale ad agire con ogni mezzo e in ogni sede, regionale, parlamentare e di Governo, al fine di ottenere il ritiro o almeno la modifica del Decreto in oggetto, visti gli effetti assolutamente negativi prodotti in questi mesi e data la sua assoluta inapplicabilità. Necessario anche sollecitare la Regione Umbria ad essere protagonista nei confronti della Conferenza delle Regioni e del Governo affinché si definiscano criteri di equità e regole uguali per tutti, nella procedura di autorizzazione degli impianti e, soprattutto, nella redistribuzione dei benefici fiscali e degli incentivi sulla base delle accertate esigenze energetiche regionali” Il presidente della prima commissione consiliare della Provincia Massimiliano Capitani, organo nel quale si era, la mattina stessa, discusso l’Odg, ha anche invitato, continuando l’esposizione del dispositivo “ad avanzare, così come emerso nel recente Convegno organizzato dalla Provincia di Perugia sulle energie rinnovabili, una proposta alla Regione, alla finanziaria regionale e alle banche per la costituzione di un fondo regionale di sostegno alle aziende che operano nel settore del fotovoltaico”. Tanti gli interventi: il senatore Franco Asciutti della lista omonima ha parlato di “un grosso giro di affari attivato dagli incentivi: ci sono aziende che si sono arricchite alla grande, ma poi tutto ciò lo paghiamo noi sulla bolletta”. Asciutti ha concluso affermando che comunque nel discorso delle energie alternative va coinvolta la Regione Umbria, che si deve fare carico di tutelare gli interessi dei cittadini. Il consigliere del Prc Luca Baldelli ha invitato a marciare compatti con un forte pronunciamento “dobbiamo entrare in linea con gli altri paesi europei. E’vero, ci sono state anche delle speculazioni, la tappa successiva sarà quella di cercare delle regole certe”. Per il capogruppo del Pdl Piero Sorcini il documento condiviso è stato un passaggio importante. “Noi abbiamo dimostrato – ha continuato – un senso di responsabilità istituzionale, siamo riusciti a dare al cittadino il messaggio che si sta lavorando per il bene comune”. Il capogruppo del Pd Giampiero Rasimelli dopo aver criticato la scelta nuclearista del Governo che avrebbe ritardato quella sulle rinnovabili, ha parlato della necessità di una riflessione sulla tutela “virginale” del paesaggio. “Anche io preferisco i tetti dei capannoni per istallare gli impianti – ha aggiunto – ma serve un approfondimento, in Sicilia ci sono per esempio tantissime pale eoliche”. Il consigliere del Pdl Bruno Biagiotti ha espresso la sua soddisfazione per il documento unitario “le opinioni di partenza erano molto distanti. Scaricare sul Governo nazionale quello che dovremmo difendere a livello locale non va bene. Le risorse devono essere utilizzate in maniera intelligente, no alle campagne devastate per fare speculazione come si è fatto in altre regioni”. “Dobbiamo uscire dalla confusione in cui siamo e riorganizzare delle regole che siano uguali per tutti, facendo in modo che il buget stabilito annualmente dal Governo debba essere ridistribuito in tutte le regioni. Lottiamo ad armi pari”. Ha aggiunto il consigliere dei Socialisti riformisti Enrico Bastioli. In conclusione, il grido di allarme dell’Assessore all’Ambiente Roberto Bertini: “Il nostro tanto lavoro fatto in materia di permessi per l’istallazione di impianti rischia di diventare virtuale, delle aziende che sono rimaste senza incentivi e ora sono disperate. Dobbiamo lottare per il nostro territorio: se non vengono messe le risorse il discorso delle rinnovabili è già finito”.


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