Intervistato da Giuseppe Smorto, condirettore di “Repubblica.it”, lo storico giornalista milanese inonda di ironia e sincerità la platea del Festival. Incontenibile, sagace e pungente. Questo è Gianni Mura, un giornalista che non ha certo bisogno di presentazioni, professionista dal 1967, autore, tra le tante fatiche, della rubrica “Sette giorni di cattivi pensieri” (la più longeva della storia del giornalismo italiano) che dal 1983 incanta, con il suo registro linguistico e la sua ironia, i lettori di Repubblica. Indomabile come sempre, nel pomeriggio di ieri giovedì 22 aprile, ha calcato la scena del Teatro Pavone regalando riflessioni, spunti ed umorismo alla platea del Ijf nell'intervista realizzata appunto da Giuseppe Smorto.
Dal vecchio al nuovo giornalismo passando per Feltri, Bossi “junior” e Frattini, fino ad arrivare a Balotelli, Brera ed Emercency (vicenda che lo riguarda da vicino in quanto parte del Consiglio Direttivo). Una digressione fatta di ironia e serietà, disappunto e sarcasmo. “Un'atleta che vorrebbe correre i 400 metri ma che è costretto a fare i 100”, dichiara il giornalista milanese in merito al nuovo stile giornalistico che prevede titoli sempre più grandi che, accompagnati da foto sempre più numerose, vanno a ridurre drasticamente il numero di righe a disposizione dei giornalisti. “E pensare che Brera se ne poteva permettere ben 180” aggiunge poi con un pizzico di malinconia. Del resto Mura non ne vuole sapere di digitale, computer e compagnia bella, affezionato com'è alla sua macchina da scrivere che ancora oggi lo accompagna nei suoi lavori. E ancora parlando di Feltri: “Il suo è un italiano da rissa che arriva chiaro e diretto come un pugno.” Poi aggiunge diretto” Sicuramente però scrive meglio lui che Belpietro.”
Insomma, Mura, ce l'ha un po' con tutti, e del resto non si è mai nascosto, ma la sua critica è tutt'altro che “violenta”. Con grande ironia e senso critico snocciola le vicende di più immediata attualità colorandole con le sue ricche e mai banali parole. Infine ci scappa pure un'anticipazione “Essendo in pensione da un mese e non avendo più l'esclusiva con Repubblica, quest'anno parteciperò al ‘Processo alla Tappa'.”
Dunque, non resta altro che gustarsi i suoi racconti sportivi.
(Dan. Al.)