I DILEMMI DI UN POVERO GIORNALISTA

I DILEMMI DI UN POVERO GIORNALISTA

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Capita sempre più spesso che il giornalista, come il medico, sia il responsabile di inenarrabili nefandezze, quando accade che ci siano vittime di penna come di bisturi. Nessuno mai si pone però la domanda di come il paziente arriva conciato al nosocomio, così come sotto l’inchiostro del nostro cosiddetto “ pennivendolo”. Ultimamente, scoperta la valenza della tecnologia e soprattutto della famigerata mail, i politici di professione o i professionisti prestati alla politica, inondano letteralmente le redazioni di comunicati stampa , replicati in copiosa messe anche dalle Liste di distribuzione delle relative Istituzioni dove il Nostro è impegnato politicamente. Il povero giornalista malcapitato nelle maglie della webmail, si trova così di fronte all’arduo dilemma di scegliere tra le numerossissime  forme replicanti del Nostro che discetta su tutto e che conclude “…mi impegnerò con ….” citando il soggetto interessato di turno.

Non c’è argomento che non possa essere trattato con dovizia di impegno e profusione di parole rassicuranti. Spessissimo il povero giornalista si accorge che il Nostro, prodigo di invii telematici, manda il proprio comunicato a più testate con diversi orari di invio, così che spesso, giornalisticamente parlando, la notizia non esiste più per alcuni, mentre per altri lo è già stata!!

Potenza dell’ubiquità, dell’uno e trino. E che si può fare allora di fronte a simile arrembaggio?? Il povero giornalista ci pensa e ripensa e si domanda come mai, con la possibilità che abbiamo di avere una simile Arca di scienza, non abbiano ancora risolto nei piani alti  il problema del centro storico, della sicurezza nelle città, delle pensioni, dell’economia bloccata, della magistratura che non fa il suo dovere, dell’olio che cade in terra, dello specchio che si rompe, delle ciabatte rotte e persino del sale che porta “ sfiga”. Insomma alla fine, e le statistiche lo confermano, spariscono  più giornalisti che tuttologi e spesso sono gli stessi malcapitati che si suicidano con un bisturi in mano, indovinate messo da chi??

Urge quindi interrompere il circolo vizioso e scegliere tra le innumerevoli trasformazioni fregoliane del Nostro. Forse è davvero l’unica arma, a parte il bisturi, che rimane anche ad un povero giornalista. Cronisti di tutto il mondo, unitevi!! Sursum corda

carvan

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