Soddisfazione, felicità. E' questo che porta alla riuscita di un lavoro ben fatto. Soprattutto se questo ha portato fatica. E' stata un'avventura, un'avventura a lieto fine. Proprio come la storia recitata dai ragazzi delle classi 4 A e 4 B del Liceo Pedagogico sociale di Foligno. Si tratta del progetto “Io non ho paura del lupo cattivo” delle docenti Caterina Bartolomei, Laura Cerretti e Novella Lepri in collaborazione con l'associazione OASI che consisteva nell'interpretare e recitare la fiaba di Daniel Pennac “Il giro del cielo” accompagnato dai dipinti di Mirò dai quali è nata la creazione di un'altra storia divertente “La puzza del re”.
Un progetto che va avanti da due anni e che ha trasformato le classi in delle vere e proprie compagnie teatrali. Tutto è iniziato quando le professoresse hanno diviso in gruppi le classi e così si sono formati i costumisti, gli scenografi e gli attori. Hanno messo insieme le loro idee e da lì non hanno mai smesso di creare, con la loro mente e con le loro mani. Il laboratorio di artistica della scuola si è trasformato nel backstage di un teatro. Lì, i ragazzi recitavano, cucivano, ballavano, creavano, dipingevano e si divertivano. Entrando in quella sala si sentiva il rumore dei cervelli in movimento. Ogni angolo della stanza era un punto di creatività: i ragazzi ripassavano le battute da una parte, inventavano nuovi passi per i balletti, coloravano le scenografie e rovistavano dappertutto per cercare qualche oggetto da usare.Sì, perché ogni creazione era all'ordine del riciclaggio e del benessere dell'ambiente. Così, semplici stampelle rivestite con vecchie calze sono diventate le ali d'un'ape, strisce di carta crespa sono diventate le frange della Miss arrabbiata e chi più ne ha più ne metta.
I ragazzi hanno rappresentato la fiaba in vari luoghi. Una tournè di emozioni. La tappa questa volta era il palazzo Candiotti di Foligno nel quale i ragazzi hanno potuto recitare grazie all'invito dell'assessore all'infanzia Maria Frigeri.Così, sabato pomeriggio, gli alunni si sono ritrovati a recitare in un'antica sala gremita di bambini. Scongiuri in segno di buona fortuna, ansia che sale, cuori che battono. Via. In scena. Ciak. Si gira! Tutto è pronto e non mancano i sorrisi. I bambini estasiati e presi dalla storia e i ragazzi contenti di vedere quei piccoli occhi felici.
“La felicità è un grande cielo blu dove volano tante allegre piccole vite felici che spalancano gli occhi come coccarde” dice infine il papà in una battuta della recita. Ed è così. La sala del palazzo, il grande cielo blu, occupato da tanti piccoli bambini con gli occhi increduli e la bocca spalancata e i ragazzi divertiti nel vedere la luce della gioia sui loro visi. Perché la felicità è anche questo: ammirare la felicità altrui.Importante poi l'arrivo improvviso, nella sala affrescata, dei volontari dell'associazione OASI in tenuta da clown che, con una semplice ricetta formata da grandi nasi rossi, trucchi appariscenti e un pizzico di spirito di Patch Adams, hanno intrattenuto i piccoli spettatori. Infine, un grande ballo alla corte del re raccontato nella storia della classe 4 B. Tutti insieme. Perché “è proprio quando tutto sembra finito, che tutto comincia” aveva detto il papà alla bambina nella recita. “Che cosa è cominciato papà?” La voglia di continuare a far nascere stimoli come questi, di vedere ancora quei piccoli visi sorridenti, di continuare per questa strada, che è quella giusta.
Un progetto quindi che dimostra come non solo i libri di matematica, italiano, storia e geografia insegnino qualcosa, ma anche quelli più semplici: quelli delle favole, che attaccano alle nostre spalle le ali della fantasia e che ci fanno tornare un po' piccoli adulti.