Giorni contati per l'amministrazione comunale: cosa farà il sindaco? Per ora è 'silenzio stampa' - Tuttoggi

Giorni contati per l’amministrazione comunale: cosa farà il sindaco? Per ora è ‘silenzio stampa’

Claudio Bianchini

Giorni contati per l’amministrazione comunale: cosa farà il sindaco? Per ora è ‘silenzio stampa’

Cinque consiglieri potrebbero non votare il bilancio I Si parla di un rimpasto di giunta I Se l'atto non passa, finisce la legislatura
Gio, 12/05/2016 - 15:24

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Giorni contati per l’amministrazione comunale: cosa farà il sindaco? Per ora è ‘silenzio stampa’

Il sindaco Mismetti ha meno di due settimane di tempo per tappare la falla che si è aperta nella sua coalizione, a dire il vero l’acqua comincia ad entrare un po’ da tutte le parti e con questa tempesta, c’è poco da stare tranquilli anche perché lo scoglio dell’approvazione del bilancio comunale si avvicina, e il 24 maggio sarà – in ogni modo – il giorno del giro di boa.

Il primo cittadino non vuol parlare, aspetterà almeno che la carovana del Giro d’Italia arrivi in città e riparta dal ‘centro del mondo’ per altre destinazioni.

In politica tutto può accadere è vero, ma è altrettanto vero che la matematica non è un’opinione, e il sindaco non dispone dei 13 minimi indispensabili per garantire la maggioranza.

Ai tre dissidenti Moreno Finamonti (Pd), Lorenzo Schiarea capogruppo Movimento per Foligno e Roberto Ciancaleoni capogruppo dei Socialisti, si sono ora defilati anche Elio Graziosi (gruppo Misto) che ha votato contro in commissione bilancio e Lorella Trombettoni (Pd) che ha scelto l’astensione. Assenze, astensioni e voti contrari che in commissione hanno aperto la strada alla bocciatura dell’atto contabile.

A girare il coltello nella piaga è l’ex assessore ed ex candidata sindaco, Elisabetta Piccolotti capogruppo consiliare di Sinistra Italiana: “con la mancata approvazione del bilancio in Commissione – scrive in una nota – si è aperta una vera e propria crisi del governo cittadino. I consiglieri Trombettoni e Graziosi hanno posto temi che la sinistra cittadina denuncia già da anni, e che non possono essere ignorati. L’immobilismo e l’autoreferenzialità della Giunta e la nebbia che avvolge il destino di Vus e Fils – attacca la Piccolotti – sono sotto gli occhi di tutti da molto tempo, ed è sicuramente positivo che, anche nella maggioranza, qualcuno abbia il coraggio di esprimere un disagio che attraversa ampi settori della società folignate. Non credo che il Sindaco potrà andare avanti facendo finta di nulla – incalza – la crisi aperta da settimane, a causa dei troppi appetiti di quanti compongono la sua maggioranza, ha registrato un salto di qualità con critiche forti anche sulle scelte amministrative e nel merito dei problemi aperti. L’assessore al Bilancio, Sigismondi, non ha saputo dare nessuna risposta efficace ai tanti che l’hanno sollecitato a chiarire la posizione dell’amministrazione sulle partecipate e sulle vendita del reti del Gas ai privati, nonostante se ne discuta da anni. Il tutto mentre veniva illustrato un bilancio assolutamente piatto, la cui unica novità per il 2016 – prosegue la capogruppo di Sinistra Italiana – è la scelta di contrarre nuovi mutui per interventi banali come manutenzioni e rotatorie. Siamo molto lontani dal dinamismo che Foligno meriterebbe e non pare che il Sindaco abbia la forza di costruire una vera svolta. Se a vincere dovesse essere la continuità con questi ultimi due anni, non sarebbe una buona notizia per la città”. 

Esplode anche la ‘polveriera socialista’ con la segretaria cittadina che, in un comunicato stampa, annuncia la volontà di sostenere il bilancio, ma di fatto però sarà il capogruppo Ciancaleoni a dover dare – eventualmente – il via libera al documento. “Comportamenti difformi sono assunti a titolo meramente personale, Roberto Ciancaleoni – scrivono – non rappresenta più il Psi e non è riconosciuto da nessun organo di partito regionale e nazionale.” Fatto sta comunque che sarà lui a dover alzare o meno la mano.

Gongolano le opposizioni, che per ora restano a ‘gustarsi’ lo spettacolo di una coalizione con pulsioni autolesionistiche e di una maggioranza vicina all’implosione.

Come uscire dall’empasse? La matassa dovrà scioglierla il sindaco Mismetti: rimpasto di giunta? Nel mirino almeno due assessorati e varie redistribuzioni di deleghe. C’è parla di alcuni ‘soccorsi’ da parte delle opposizioni, e chi dell’estrema ipotesi: la minaccia di dimissioni dello stesso primo cittadino che, staccando da solo la spina, manderebbe tutti a casa a metà della seconda legislatura.


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