Giornata del malato, ad Assisi il vescovo visita anziani, ospedale e Serafico - Tuttoggi

Giornata del malato, ad Assisi il vescovo visita anziani, ospedale e Serafico

Redazione

Giornata del malato, ad Assisi il vescovo visita anziani, ospedale e Serafico

Gio, 11/02/2021 - 10:17

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In vista della 29ª Giornata del malato che si celebra oggi, giovedì 11 febbraio, il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino accompagnato dalla responsabile dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della Salute, Marina Menna, ha voluto “farsi prossimo” ai malati dell’ospedale di Assisi, ai bambini e ragazzi dell’Istituto Serafico e agli anziani della casa di riposo “Andrea Rossi” e a tutto il personale che opera in queste strutture.

La Giornata mondiale del malato coincide peraltro anche con la ricorrenza del 15° anniversario dell’arrivo di mons. Sorrentino nella Diocesi, l’11 febbraio del 2006. “È stato davvero un momento emozionante – spiega Menna -; un momento d’ascolto attento di testimonianze su vissuti di sofferenza da parte dei presenti, le parole di conforto e speranza del nostro vescovo hanno realizzato una sorta di cammino in fraternità che si concluderà nella celebrazione eucaristica diocesana di oggi pomeriggio (11 febbraio, ndr) alle 17 nella chiesa di Santa Maria Sopra Minerva per la Giornata mondiale del malato”.

Giornata del malato, le testimonianze dal Serafico

Da segnalare che al Serafico la celebrazione della Giornata del Malato è diventata per il Serafico l’occasione per raccogliere le testimonianze degli operatori e dei sanitari, punto di incontro e di sintesi tra pazienti e famiglie, tra la propria casa e il luogo di lavoro. Al Serafico, operatori e sanitari hanno assunto un ruolo chiave per i ragazzi disabili ospiti e le loro famiglie: “Tantissime sono le storie che potremmo citare, dalle caratteristiche molto simili, per la drammaticità e l’intensità dell’esperienza vissuta. Dal momento in cui abbiamo appreso i primi risultati di positività, lo scopo di ogni nostra giornata è stato quello di curare i ragazzi, di sconfiggere questo male invisibile e di proteggerli. Le vite di molti di noi sono cambiate, mettendo da parte le nostre famiglie e i nostri affetti, anche allontanandoci da loro, per dedicarci anima e corpo alle fragili vite che ci sono state affidate”, dichiara la Presidente Francesca Di Maolo.

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