FURTO A PALAZZO COLLICOLA: CENTRODESTRA ALL'ATTACCO DELLA GIUNTA SU CONSERVAZIONE E CURA DELLE OPERE D'ARTE - Tuttoggi.info

FURTO A PALAZZO COLLICOLA: CENTRODESTRA ALL'ATTACCO DELLA GIUNTA SU CONSERVAZIONE E CURA DELLE OPERE D'ARTE

Redazione

FURTO A PALAZZO COLLICOLA: CENTRODESTRA ALL'ATTACCO DELLA GIUNTA SU CONSERVAZIONE E CURA DELLE OPERE D'ARTE

Ven, 22/10/2010 - 17:39

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di Gruppo Misto e Rinnovamento per Spoleto

Negli ultimi giorni si è parlato di opere che sarebbero state trafugate dalla biblioteca Carandente. Rispetto ad esse ci fanno sorridere le parole del sindaco che dice di aver avviato un'indagine interna per capire chi possa essere stato, prima di denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine .

Per quanto ci riguarda avevamo già da tempo sollevato il problema della sicurezza negli stabili ove sono custodite opere d'arte evidenziando in particolare le carenze in materia di impianti antincendio, la cui presenza non vuol dire solo garantire una sicurezza alle persone ma anche alle opere.

Fortunatamente ci risulta che qualcosa è stato fatto negli ultimi tempi. Siamo però rimasti veramente stupiti, dopo avere effettuato un sopralluogo questa mattina presso il magazzino comunale in cui sono custodite le opere d'arte attualmente non collocate nei musei.

Entrando nel magazzino siamo rimasti sbalorditi dalle centinaia di oggetti che vi sono: quadri, affreschi, oggetti di mobilia, tessuti della donazione Portoghesi, ma soprattutto di come è tenuto questo materiale. Va detto che all'inizio, nel 2003, le cose sono state fatte come si deve: le varie opere erano state trattate contro tarme e muffe e i locali bonificati. L'errore grave che è stato fatto successivamente è stato quello di portare all'interno materiale non trattato, mettendo a rischio così anche quello già bonificato per cui erano stati spesi soldi.

Ad esempio ora ci sono tessuti ammuffiti, mobilia che presenta la segatura delle tarme che si stanno mangiando il legno. E perciò che riguarda l'impiantistica? Quanto all'antincendio, c'è un impianto per il rilevamento di fumi dal dubbio funzionamento, oltre a 4 o 5 estintori a polvere, che però se utilizzati provocherebbero comunque dei danni alle opere d'arte in questione. Ma se ci fosse un rogo in orari notturni o in giorni festivi, visto il posto periferico in cui si trova il magazzino, ci si accorgerebbe del fatto solo quando ormai il patrimonio sarebbe già distrutto, considerato anche l'alto carico incendiario del materiale di grande valore storico oltre che venale.

Fa ancora più ridere la questione dell'antifurto: esiste ma sembrerebbe privo del collegamento a unità di intervento.

Abbiamo appreso, dal Dirigente e dalla Funzionaria che sono intervenuti al sopralluogo, che c'è un progetto sia per l'antincendio sia per l'antifurto. Ci è stato anche detto che il patrimonio contenuto nel magazzino sarebbe assicurato, anche se sinceramente nutriamo più di una perplessità sulle reali garanzie visto le criticità dell'impiantistica.

Ci stupiamo quindi della superficialità e semplicità della Giunta, che non si sente in dovere di tutelare da incendi, batteri e malintenzionati queste opere. E pensare che in quel magazzino sono state anche portate le opere tolte da palazzo Collicola dal nuovo direttore del museo Carandente Gianluca Marziani a causa della riorganizzazione da lui effettuata.

Per questo siamo dell'idea che queste opere che noi abbiamo a Santo Chiodo vanno:

a) catalogate

b) tenute con cura

c) valorizzate

E se non sono ritenute importanti, ha senso tenerle ?

Non ci vengano a dire che lo stesso problema ce l'hanno anche enti più importanti di noi, pensiamo prima a guardare a quello che succede in casa nostra. Opere tenute in quella maniera sono solo un costo, con il rischio che si rovinino. Siamo aperti a qualsiasi soluzione, magari quella di trovare un modo di esporre queste opere in posti dove possano essere valorizzate, tranne quella di tenerle lì così, nell'insicurezza. Si rischierà altrimenti tra qualche mese di fare una denuncia ai carabinieri perché ci si accorge della mancanza di alcune di esse. Chi, quindi, non si sentirà complice, anche solo moralmente, se non ha fatto niente rispetto allo stato attuale?

Per risolvere la situazione oltretutto non sarebbero necessarie grosse cifre ma solo un po' di buona volontà.

Eppure in altri spazi comunali, dove non ce n'è bisogno, esistono impianti che sarebbero invece idonei per il magazzino di Santo Chiodo. Parliamo delle stanze (la cosiddetta sala stampa e i locali del protocollo) dove è stato realizzato un impianto a gas che permetterebbe di estinguere incendi senza l'utilizzo di materiali (acqua, estintori di vario tipo) che potrebbero danneggiare documenti o oggetti. Peccato che si trovi in spazi dove la sua presenza è assolutamente inutile, mentre non è presente dove ce ne sarebbe realmente bisogno.

Visto che l'opposizione viene sempre accusata di criticare ma di non suggerire soluzioni, questa volta vogliamo darne una.

Ove risulti troppo complicato dare immediata esecuzione agli interventi necessari ad eliminare tali criticità, sarebbe quanto mai opportuno che i membri della giunta, a turno, o magari a coppia con qualche alto dirigente, si fermino a dormire presso il magazzino per garantirne sorveglianza e sicurezza.

Annunciamo fin da ora che su questo tema chiederemo chiarimenti all'amministrazione comunale attraverso un'interrogazione in consiglio comunale.


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