Fuochi d’artificio durante il Corteo Storico, individuato e denunciato il responsabile

Fuochi d’artificio durante il Corteo Storico, individuato e denunciato il responsabile

La Questura indaga un quarantenne del rione Cassero per iil reato di accensioni ed esplosioni pericolose | Non c’era l’autorizzazione

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Tanto tuonò che piovve…e in questo caso più che di tuoni si tratta di botti, per l’esattezza i fuochi pirotecnici esplosi dal rione Cassero mentre il Corteo Storico stava transitando in piazza San Domenico.

Un episodio finito al centro delle polemiche, e che ha finito con il danneggiare l’immagine stessa della sfilata quintanara. Lo spettacolo pirotecnico, che ha finito con l’indispettire tanto il sindaco Nando Mismetti quanto il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, non era stato autorizzato.

E così, gli agenti del Commissariato di Foligno, diretti dal vicequestore Bruno Antonini, hanno individuato e prontamente denunciato in stato di libertà, il casserino V.M. residente nel Folignate, per il reato di ‘accensioni ed esplosioni pericolose’.

Che sul fatto stesse procedendo la Magistratura, l’aveva anticipato lo stesso presidente Metelli nel corso dell’intervista di fine mandato. Tanta paura, disagi per commensali, spettatori e figuranti ma nessuna conseguenza per fortuna.


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A sottolinearlo, la stessa nota diffusa dalla Questura di Perugia, che precisa “gli accertamenti di rito, hanno comunque evidenziato che non sono stati provocati danni di alcun genere”.

I fuochi d’artificio vennero ‘sparati’ dal cortile interno della struttura della chiesa di Santa Maria Infraportas a piazza San Domenico, ma come scrive la Questura “nessuno aveva pensato di richiedere la prevista autorizzazione all’autorità di pubblica sicurezza”.


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Ora quindi, il quarantenne dovrà pagarne le conseguenze legali del caso. Per ora in via Cortella le bocche restano cucite, prima la situazione dovrà essere esaminate bene, a bocce ferme, sotto vari punti di vista. A nulla sono valse quindi, se non per un discorso di correttezza e stile, le pubbliche scuse del priore Fabio Serafini.

Sulla vicenda, no comment anche da parte di Palazzo Candiotti.

Un provvedimento che comunque, questo è certo, non andrà a rovinare la merita vittoria sul campo.

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