Pensava forse di farla franca allontanandosi dal pronto soccorso prima del prelievo, ma la sua fuga si è trasformata in un pesante boomerang legale. Un 63enne, residente a Città di Castello, è stato denunciato dalla Polizia Locale per il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti sullo stato di ebbrezza dopo un incidente stradale.
L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi in località Coppi. L’uomo, alla guida della propria auto, ha perso improvvisamente il controllo del mezzo finendo fuori strada in modo autonomo. Sul posto sono scattati immediatamente i soccorsi: mentre il 118 provvedeva a trasportare il conducente in ospedale per le cure del caso, gli agenti della Polizia Locale hanno raggiunto il luogo del sinistro per effettuare i rilievi tecnici.
Come da protocollo in caso di incidenti stradali, i vigili urbani hanno inoltrato ai sanitari del nosocomio la richiesta per gli accertamenti urgenti, mirati a verificare l’eventuale presenza di alcol o sostanze stupefacenti nel sangue del conducente. Tuttavia, il 63enne, intuendo probabilmente l’esito dei test o nel tentativo di sottrarsi alle responsabilità, si è allontanato arbitrariamente dalla struttura ospedaliera prima che i medici potessero procedere con gli esami tossicologici.
Il Codice della Strada parla chiaro: l’allontanamento volontario per evitare il controllo equivale, a livello giuridico, ad un rifiuto esplicito. Per l’uomo sono scattate immediatamente le massime sanzioni previste: denuncia all’Autorità Giudiziaria, ritiro della patente di guida, finalizzato alla successiva revoca definitiva del titolo e sequestro del veicolo, che sarà destinato alla confisca.
Un comportamento che ha aggravato notevolmente la posizione del conducente: oltre ai danni riportati nell’incidente, ora dovrà affrontare un iter penale e la perdita definitiva del mezzo e della licenza di guida.