FESTIVAL 2 MONDI (2): EEEEEE SCOPA! FASTI E NEFASTI DELLA PRIMA GIORNATA (Foto) - Tuttoggi

FESTIVAL 2 MONDI (2): EEEEEE SCOPA! FASTI E NEFASTI DELLA PRIMA GIORNATA (Foto)

Redazione

FESTIVAL 2 MONDI (2): EEEEEE SCOPA! FASTI E NEFASTI DELLA PRIMA GIORNATA (Foto)

Sab, 28/06/2008 - 15:35

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E’ stata una giornata lunga quella di ieri, lunghissima, dove tutto è finito sotto i riflettori e gli occhi attenti della Città. Erano passate da poco le 10 quando in Piazza della Libertà un gruppetto di persone attendeva ancora l’apertura della biglietteria. A neanche dieci metri, un operaio con tanto di mascherina protettiva (bravo!) e un frollino taglia la ‘palla’ dorata simbolo di questa manifestazione: c’è da allargare il foro dove inserire il cartellone con il programma. Poco più in là, davanti alle Poste, altri tre operai stanno ripulendo l’asfalto per procedere alla tinteggiatura delle striscie pedonali: nessuno di loro ha la mascherina di protezione e son costretti a inalare nuvole e nuvole di schifezze varie. Lavori che potevano esser fatti prima, ma anche in questo gli spoletini si sono con il tempo adattati. No, non si respira aria di Festival. Inutile negarlo. Ma c’è ancora tanta speranza che tutto cambi da un momento all’altro.

Passano le ore. Sotto il caldo torrido di metà pomeriggio ecco finalmente che qualcuno si è ricordato di issare le ‘famose’ bandiere che davano un tocco in più di internazionalità al Festival. Gli attacchini finiscono la loro opera sui muri della città dove spunta il manifesto del maestro Bizzarri che ricorda la sua attività durante il Festival con un claim difficile da dimenticare: “50+1”.

Si comincia a notare un certo movimento di agenti, carabinieri, finanzieri, municipale: segno che le forze dell’ordine sono pronte a vigilare sulla città e i suoi ospiti.

Eccole le ‘sirene’ delle scorte, da Piazza Garibaldi o da Viale Matteotti tutte sono dirette verso il Teatro Nuovo dove Giorgio Ferrara freme per l’apertura del sipario. Spoleto piomba nel silenzio con la Padmavati che ha inizio alle 19 (più per esigenze degli inviati della stampa che per altro). Le strade vuote. Fanno eccezione le piazze, dove i ristoranti accolgono i loro consueti ospiti locali che non vogliono mancare l’occasione di vedere l’uscita dal gala-buffet di Palazzo Collicola dove si sono ritrovati in quasi 300. Tutti i tavoli son prenotati, l’occasione è troppo ghiotta.

Non sfugge ai più che l’accesso in centro storico è libero. E’ un via vai di auto. “Meno male, almeno quelle ci sono”, commenta una dipendente comunale mentre degusta un gelato nei pressi di Piazza Fontana. Alle 23 Spoleto deve ancora ‘accendersi’.

Per le strade è il deserto, segno evidente che la ‘comunicazione’ non ha funzionato. Che la Città non si sia accorta che il suo Festival ha avuto inizio?

Passano a gruppetti i giovani artisti del Festival, apparentemente diretti ai rispettivi alberghi.

Un sussulto quando in Piazza della Libertà arriva il principe Carlo Giovannelli, accompagnato dall’immancabile Bernardino Terenzi, l’unico spoletino che può vantare di tener testa all’ormai ‘mitico’ Alessandro Casali quanto a frequentazioni della nobiltà italiana. Poco prima, infatti, Bernardino aveva cenato al tavolo con le Altezze Reali Idris e Ana Maria Al-Senussi di Libia, il Conte Niccolò Sella, il Principe Sforza con Maria Pia Ruspoli, la Principessa Natalie Pignatelli.

Ma tornando al Canasta, seduto al bar, il principe Giovannelli ordina una ‘tagliata’ di ananas, mentre i suoi ospiti preferiscono un thè. Con Adelmo Santini, direttore del Canasta, che si emoziona al punto da ritrovarsi a parlare con la stessa “erre moscia” di chi ha sangue blu nelle vene. Bernardino tiene la scena, dispensa consigli a tutti e analizza il Festival. Con sé porta una modesta borsa in tela, gadget ricevuto all’uscita della Prima dove risalta in primo piano il marchio di uno degli sponsor della manifestazione. Da non credere! Dentro c’è un cappellino, una brochure di presentazione della Società e un pacchetto bianco incellophanato. “Un’agenda” butta là Bernardino, “un po' troppo grande, ma può tornar utile”. Magari fosse una agenda! Quando mostra il ‘pacchetto’ agli amici spoletini c’è chi si accorge che altro non è che il Bilancio societario 2007. Patapumfete! Che bella trovata, che classe!

Accenna appena un sorriso il principe, che non si fa certo trascinare dalle risa dei più che ora lo attorniano per vedere il fantastico gadget.

Ma il bello deve ancora arrivare. E arriva quando un gruppetto dello staff di Ferrara prende un lungo tavolo. Si ordina qualcosa e poi, oplà: dalle tasche nientepopodimenoche del direttore della Fondazione Marco Aldo Amoruso ecco uscire fuori un bel mazzo di napoletane. Sì, le quaranta carte con cui puoi giocare a briscola, scopa e scopone scientifico. Ovviamente firmate Dal Negro. Da non credere. Dicono gli avventori del bar che non sia neanche la prima volta. Che il Festival, dopo l'idea di avviare la gara “Caccia al teatro”, stia pensando, per la prossima edizione, a un gioco a squadre tipo “scopa all'Opera”? Insomma la Piazza come una bettola, senza considerare che forse, forse, si sta mettendo in imbarazzo lo stesso locale che dovrebbe avere esposta la tabella dei giochi proibiti. Lo spettacolo va avanti fra gli occhi allucinati di quanti notano la scena. Che non sfugge neanche a un assessore municipale alquanto imbarazzato. Scenette di paese, di cinquant’anni fa, che puoi trovare d’estate, solo lungo la riviera italiana quando gli amanti del mare non sanno come ammazzare il tempo. Che non siano troppo accoglienti le hall degli alberghi spoletini per una modesta briscoletta?

(Carlo Ceraso)


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