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ESPLOSIONE U.O.: TESTIMONE FINISCE SOTTO ACCUSA. C’E’ ANCHE UNA SPY STORY (Video – la contestazione del pm)

Redazione

ESPLOSIONE U.O.: TESTIMONE FINISCE SOTTO ACCUSA. C’E’ ANCHE UNA SPY STORY (Video – la contestazione del pm)

Ven, 12/03/2010 - 19:20

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Ha rinnegato in aula quanto aveva dichiarato all’indomani della strage. Per questo il pm Federica Albano, titolare dell’inchiesta per la strage della Umbria Olii costata la vita a quattro operai della ditta Manili, ha chiesto al giudice di trasmettere alla procura la testimonianza resa stamani dal responsabile della raffineria che ora rischia l’incriminazione per falsa testimonianza. Che fosse una udienza importante lo si sapeva visto che ad essere ascoltato quale testimone era proprio l’uomo di fiducia di Giorgio Del Papa, responsabile appunto della raffineria. Un teste chiave, che il 27 novembre 2006, all’indomani della esplosione, aveva dichiarato agli inquirenti che la Manili stava operando con due apparecchiature, una saldatrice e un frullino. Non solo. Il dipendente aveva anche ammesso che nei giorni precedenti non vi erano stati inconvenienti con la saldatrice e che era stata la stessa azienda di Campello a mettere a disposizione il quadro elettrico da dove prendere la corrente elettrica. E’ proprio sull’uso della saldatrice che ruota gran parte dell’inchiesta: il diverso uso di macchina pneumatica, ad esempio, non avrebbe fatto inescare l’esplosione.

Oggi in aula il responsabile della raffineria si è rimangiato tutto. E a nulla sono serviti i richiami del pm. “Mai prima di quel giorno ho visto gli operai utilizzare le saldatrici” ha in buona sostanza detto l’uomo. Dichiarazioni che hanno convinto la dottoressa Albano a richiedere al giudice l’intervento della procura.

Il clima in aula si è fatto cupo. Più di quello che già è normalmente, specie per i testimoni ed in particolare i dipendenti dell’azienda campellina. Nel corso dell’udienza è saltata fuori anche una spy story, irrilevante ai fini processuali, che vede protagonista lo stesso responsabile della raffineria che avrebbe utilizzato un piccolo registratore per ‘monitorare’ l’attività o meglio le dichiarazioni di un sindacalista interno all’azienda quando questo si incontrava con i colleghi. “Forse quella registrazione è partita per errore” ha detto l’uomo al pm. Peccato che, a quanto emerso, sarebbero più di una le registrazioni. Un episodio che forse può servire a comprendere quale clima si vivesse alla U.O. e perchè il sindacato ha avuto sempre molte difficoltà ad ‘attecchire’ fra i lavoratori.


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