E’ fissata per il 13 maggio l’asta per la cessione del ramo d’azienda della Ternana Calcio, dopo l’avvio della procedura di liquidazione giudiziale da parte del Tribunale di Terni. Il prezzo a base d’asta è di 260mila euro, con le offerte che dovranno partire da 195mila euro con un rialzo minimo di 10mila euro e che andranno presentate entro le ore 12 del giorno precedente (12 maggio). La procedura, viene spiegato, riguarda l’intero ramo sportivo della Ternana Calcio, “composto da diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori, struttura e organizzazione settore giovanile, immobilizzazioni materiali e immateriali, marchio registrato. Si precisa che la cessione del ramo di azienda prevede anche l’acquisizione dei relativi debiti ai sensi dell’art. 214 co. 4 CCII”. Debiti quantificati – tra attivo (2,4 milioni) e debito sportivo (8,5 milioni) calcolato fino a giugno – in circa 6,1 milioni di euro.
La gara avrà la durata di un giorno e precisamente il 13 maggio dalle ore 9 alle 15, attraverso la piattaforma astetelematiche.it. Il trasferimento della proprietà all’acquirente avverrà il 25 maggio con rogito notarile.
Ternana Calcio, cosa è compreso nella vendita
In particolare, viene spiegato, il ramo aziendale comprende:
- Marchio e diritti ad esso connessi (profili social, sito internet, etc.);
- Diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori;o“Capitale umano” del settore giovanile;
- Impianti e attrezzature sportive;
- Mobili e arredi
- Macchine elettroniche;
- Indumenti sportivi, biancheria, borse, palloni, coppe, trofei e fotografie;
- Convenzione per utilizzo dello Stadio con la società concessionaria per la durata di anni uno con gli effetti a decorrere dal 01.07.2026 e sino al 30.06.2027, considerato che è attualmente pendente la convenzione per l’uso dello stadio e la concessionaria che andrà in scadenza il 30.06.2026;
- Contratti attivi e passivi di concessione, di locazione immobiliare di strutture e impianti utilizzati per l’attività sportiva;
- Contratti di servizio e professionali relativi alla gestione sportiva;
- Rapporti di lavoro dipendente verso soggetti tesserati e non tesserati;
- Archivio RAI;
- Crediti verso Lega e Società sportive.
Il nodo del titolo sportivo e il ruolo della Figc
Nell’avviso pubblico, viene specificato che “l’Azienda calcistica in vendita non è comprensiva del titolo sportivo (ove il “titolo sportivo” consiste nel riconoscimento da parte della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) delle condizioni tecniche sportive che consentono, concorrendo gli altri requisiti previsti dalla norme federali, la partecipazione di una società ad un determinato Campionato), in quanto il titolo sportivo non può essere oggetto di valutazione economica e di cessione, ma può solo ed eventualmente essere attribuito dalla F.I.G.C. ad altra società, avente sede nello stesso Comune della precedente, ai sensi dell’art. 52, comma 3, delle Norme Organizzative Interne Federali (N.O.I.F.)“.
Proprio in merito al regolamento federale, viene specificato che “l’esperto estimatore nella Perizia ha operato la quantificazione del “debito sportivo” per i fini di cui all’art. 52 delle N.O.I.F e delle altre disposizioni dell’ordinamento federale, con la precisazione che la quantificazione del debito sportivo compete in via definitiva alla FIGC, per cui la determinazione effettuata in Perizia ha un valore soltanto indicativo, sia per quanto riguarda la tipologia dei debiti, sia per quanto riguarda il loro esatto ammontare. Pertanto, l’eventuale diniego/mancato riconoscimento del titolo sportivo da parte della FIGC nonché la mancata iscrizione al Campionato non potranno costituire causa di invalidità o di inefficacia della cessione del ramo d’azienda o fondare alcuna pretesa del cessionario di risoluzione o riduzione del prezzo e/o risarcitoria nei confronti della liquidazione giudiziale“.
Ternana Calcio, l’attivo e il debito sportivo
Nelle 32 pagine che compongono la valutazione del revisore legale, il dott. Maurizio De Filippo, viene ripercorsa la storia della Ternana Calcio, analizzando poi i conti economici, basati sul bilancio al 30.06.2025, sulla situazione patrimoniale semestrale al 31.12.2025, sul bilancio di verifica contabile al 31.03.2026, sul tabulato dei tesserati Ternana Calcio – Lega Serie C al 18.04.2026, sull’estratto conto campionato – Lega Serie C al 22.04.2026, sul dettaglio del debito sportivo calcolato dalla stessa Ternana Calcio, sull’elenco dei contratti con i tesserati professionisti, sull’elenco Contratti con il personale dipendente, professionisti e collaboratori, sul libro cespiti e sull’elenco dei beni acquistati dal 2023.
L’esperto esterno, dopo l’analisi di tali dati, stima il “valore complessivo dell’attivo dell’azienda sportiva” in 2.410.906 euro. Mentre per quanto riguarda la quantificazione del debito sportivo, è stimato “in euro 4.132.021 per la quota scaduta da considerare ai fini dell’iscrizione al campionato e in complessivi euro 8.560.605 inclusivi anche delle componenti a scadere successivamente a tale data. Alla luce di quanto sopra, – precisa il dottor De Filippo – il valore dell’intera azienda sportiva, individuabile mediante la somma algebrica dell’attivo valutato per euro 2.410.906 e del c.d. “debito sportivo” complessivo di euro 8.560.605 (scaduto per euro 4.132.021 e a scadere per euro 4.428.583), risulta negativo per euro 6.149.699“.
Concludendo la relazione, il revisore specifica comunque che “la quantificazione del debito sportivo riveste carattere provvisorio e potenzialmente soggetto a futuri aggiustamenti, dovendo la determinazione definitiva essere rimessa al contradditorio tra la società cessionaria e la F.I.G.C. all’esito delle relative verifiche. I valori indicati potranno altresì variare per effetto dei debiti e crediti maturandi nel corso dell’esercizio provvisorio fino al termine della stagione sportiva”. Inoltre, “in ipotesi di mancato perfezionamento della cessione nei termini prescritti dalla normativa federale, la perdita del titolo sportivo comporterebbe, per effetto della facoltà di svincolo unilaterale riconosciuta ai tesserati dalle NOIF, il sostanziale azzeramento del valore di realizzo della rosa calciatori e, di riflesso, una significativa riduzione del valore complessivo dell’azienda”.