Elezioni regionali, consiglio approva / C'è la legge - Tuttoggi

Elezioni regionali, consiglio approva / C’è la legge

Alessia Chiriatti

Elezioni regionali, consiglio approva / C’è la legge

Vincono le preferenze di genere / Almeno 500 firme per presentare le liste / La protesta Isrim
Mar, 17/02/2015 - 22:33

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E’ stata approvata poco prima delle 19,30 e dopo due giorni di confronto in aula, la nuova legge elettorale con cui l’Umbria andrà a votare nella seconda o terza domenica del prossimo maggio per eleggere il presidente della Regione ed i 20 consiglieri di Palazzo Cesaroni. I voti favorevoli sono stati 19, quelli contrari undici.

Le principali caratteristiche della legge, così come risulta dopo l’approvazione degli emendamenti relativi, sono: abolizione del listino; turno unico (vince il candidato che ottiene il risultato migliore), collegio unico regionale; doppia preferenza di genere; la coalizione vincente ottiene fino a un massimo di 12 seggi (più il presidente) e i restanti 8 vanno alla minoranza; la lista che ottiene il migliore risultato, tra quelle che appoggiano il presidente eletto, può ottenere fino a un massimo di 10 seggi, i restanti 2 vanno alle liste che ottengono il risultato migliore tra quelle che superano il 2,5 per cento; al candidato presidente “miglior perdente” spetta di diritto un seggio e le liste che lo sostengono rientrano comunque nel riparto degli altri 7 seggi, se hanno superato il 2,5 percento; il numero delle firme per la presentazione delle liste è fissato tra un minimo di 500 e un massimo di 1000. La legge fissa anche una quota massima di spesa elettorale: 100mila euro per i candidati presidenti e 25mila per i candidati consiglieri.

Per presentare le liste alle prossime elezioni regionali, il numero richiesto di firme va da un minimo di 500 e un massimo di 1.000: lo ha deciso oggi pomeriggio il consiglio regionale, approvando un emendamento presentato da Orfeo Goracci (Comunista umbro).
Approvato anche l’emendamento presentato da Nevi, Modena, Valentino e Rosi (Fi), Lignani Marchesani e De Sio (FdI) Monacelli (Udc), Mantovani e Monni (misto Ncd) per la ripartizione dei seggi alle liste collegate fatta sulla base dei voti ottenuti del candidato presidente.
In base ad un altro emendamento approvato, il sistema di riparto dei seggi rimarra’ l’Hagenbach-Bischoff, con 12 seggi assegnati alla maggioranza e otto all’opposizione, il riparto dei seggi alle liste collegate viene fatto sulla base del risultato ottenuto dal candidato presidente. La novità introdotta e condivisa sta nel fatto che al candidato presidente miglior perdente spetta un seggio di diritto che però non viene scorporato dal riparto delle liste che abbiano preso almeno il 2,5 per cento. In seguito all’approvazione di questo emendamento, ha annunciato il proprio voto a favore della legge anche il consigliere di Fdi Andrea Lignani Marchesani, con cui ha polemizzato duramente Paolo Brutti (Idv).

Oggi il lavoro svolto in consiglio è serio dal punto di vista politico e tecnico per questa legge elettorale, molto migliorativa di quella vigente. Abbiamo voluto confermare alcuni punti che sono qualificanti della modalità che permette ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti a partire dal presidente della Regione. Questo è un elemento distintivo rispetto a tutti gli altri livelli istituzionali“: lo ha detto la presidente della giunta regionale, Catiuscia Marini, nelle dichiarazioni di voto sulla nuova legge elettorale. “Un elemento migliorativo introdotto con la nuova legge è l’abolizione del listino”, ha sottolineato Marini. “Questa nuova legge – ha continuato Marini – migliora anche la rappresentanza delle varie forze in campo”. “Importante anche la preferenza di genere, per promuovere anche la competenza della rappresentanza democratica”, ha ribadito Marini, ribadendo che “non c’è una democrazia senza voti“. Infine, la presidente, rivolgendosi a Paolo Brutti (Idv), ha ricordato di “essere stata eletta due volte sindaco, di avere ricevuto migliaia di preferenze per le europee e di essere stata eletta alla presidenza dell’Umbria. Non accetto lezioncine morali da chi in questa assemblea e’ entrato con altre modalità”, ha detto Marini, riferendosi al fatto che Brutti era stato eletto nel 2010 nel listino.

La protesta Isrim – Durante la seduta di oggi, accompagnati dai rappresentanti sindacali, alcuni lavoratori dell’Isrim (Istituto superiore di ricerca e formazione sui materiali speciali), per il quale è stato dichiarato il fallimento alcuni giorni fa, sono stati ricevuti a Palazzo Cesaroni dall’assessore Vincenzo Riommi e da alcuni consiglieri regionali.
I sindacati hanno rappresentato alla massima istituzione regionale le ulteriori difficoltà in cui vengono a trovarsi i lavoratori dopo il riconoscimento dello stato di insolvenza dichiarato dal tribunale. Alla Regione i lavoratori chiedono di sollecitare il sindaco di Terni affinché possa andare in porto il progetto di salvataggio dei posti di lavoro sfruttando le disponibilità offerte dall’Asm e di attivarsi con il curatore fallimentare nominato dal tribunale, che i sindacati incontreranno già domani, affinché dia un tempo congruo alla realizzazione di tale progetto.
La Regione Umbria aveva approvato all’unanimità un documento nel quale si afferma la volontà di salvaguardare il progetto di istituto di ricerca interpretato da Isrim, unitamente alle sue maestranze e professionalità e, per coloro che non rientrassero in tale progetto, l’ipotesi di ricollocamento nelle società partecipate regionali.
L’assessore Riommi ha spiegato che la Regione chiederà al curatore fallimentare innanzitutto lo stato di consistenza, adempimento preliminare a ogni altro, sottolineando che il patrimonio dell’Isrim è quasi interamente di proprietà regionale, quindi solleciterà il Comune di Terni a promuovere l’iniziativa con il nuovo progetto, ferma restando l’ipotesi di collocazione nelle partecipate e la volontà di non disperdere il patrimonio e le conoscenze nel campo della ricerca, che rappresentano una branca non secondaria dell’Isrim.

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