Elezioni politiche 2018, in Umbria il gioco si fa duro

Elezioni politiche 2018, in Umbria il gioco si fa duro

Svelate le liste grilline | Destra a trazione Lega. Pd, ennesima guerra intestina | E Ricci si candida due anni prima per la Regione

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Cominciano a restringersi le rose dei candidati che correranno in Umbria alle elezioni politiche italiane per il rinnovo dei due rami del Parlamento, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati, che si terranno l’ormai prossimo 4 marzo.

Uno scenario politico che però non è ancora del tutto chiaro, nonostante il brevissimo margine concesso alla campagna elettorale, soprattutto in quei partiti in cui c’è più da “pescare”. E se da una parte sono chiuse le parlamentarie grilline,  dall’altra c’è già chi si muove presentandosi per le regionali del 2020 in Umbria.

M5S, le liste del proporzionale

I nomi erano attesi per metà pomeriggio di ieri, dopo che il candidato premier Di Maio, da Pescara, aveva indicato i 20 punti del programma a cinque stelle. E invece, l’esito delle primarie grilline, uscito da quell’urna digitale chiamata piattaforma Rousseau è stato ufficializzato in serata. Tra i 120 che in Umbria si era presentati alla conta, premiati tutti i parlamentari uscenti.

Questa la lista buona per la Camera, in ordine di preferenze: Tiziana Ciprini, Filippo Gallinella, Mascia Aniello da Perugia, lo spoletino Samuele Bonanni. Pronta anche la lista dei supplenti, in caso di impedimenti di varia natura (compreso l’eventuale passaggio all’uninominale di qualche nome): Silvia Calzuola, Angelo Conti, Elisa Belloni, Oreste Crisostomi. I quattro nomi buoni per il Senato sono  Stefano Lucidi, i perugini Emma Pavanelli e Cristian Brutti, Simonetta Checcobelli (già candidato sindaco a Corciano), con le riserve Claudio Fiorelli, Sabrina Liberatoscioli, Luigi Cesarini e Paola Pucci. Sfogliando l’elenco dei candidati, dunque, si vede come la rete abbia premiato elementi di sicura fede grillina, più che i nomi noti.

Per sapere i cinque che scenderanno nei ring dei collegi uninominali bisognerà attendere fino a martedì. Scelta che attendono anche gli schieramenti “tradizionali”. Giovedì, intanto, il candidato premier Di Maio sarà a Perugia (al Capitini, ore 19) per la tappa umbra del “Rally per l’Italia”.

Centrodestra di pancia o di testa?

Qualora il triumvirato Berlusconi-Salvini-Meloni confermasse i tre collegi umbri alla Lega, lasciando gli altri due uno ciascuno a Forza Italia e Fratelli d’Italia, il centrodestra in Umbria punterebbe a contendersi il voto di protesta proprio con i grillini.

La soluzione prospettata ha colto di sorpresa i referenti umbri dei tre partiti, che davano per scontato di giorcare col 2-2-1. Anche se, formalmente, FdI in un documento ha provato a chiedere il secondo collegio, puntando sul radicamento in alcuni territori e sui nomi da giocarsi: Zaffini al Senato per l’Umbria sud e l’assessore Prisco alla Camera a Perugia. Alla fine, qualora a FdI fosse confermato un solo posto, non si griderebbe allo scandalo. Certo, il numero ed il tipo di collegio cambierebbe poi la scelta sugli otto nomi per le liste del proporzionale, con Zaffini e Prisco, destinati ad essere capilista salvo impegni diversi. Ma FdI, con Forza Italia, condivide la preoccupazione per l’asse della coalizione troppo spostato a destra in una regione che comunque ha sempre votato a sinistra. Anche perché la Lega è forte nell’Alto Tevere ed è data in crescita nel Ternano, ma su Perugia appare senza un candidato di peso. Possibile, dunque, che possa essere catapultato dal nord. Oppure, il quinto collegio potrebbe essere offerto ad un uomo d’area, per non creare fratture tra i partiti. Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno, nel caso, è pronto.
La cosa non piace alla leader azzurra regionale Catia Polidori, che nel capoluogo, dopo la storica conquista di Palazzo dei Priori, nomi da spendere ne ha. Polidori deve però guardarsi anche in casa da Laffranco, pronto a giocarsi la doppia nella partita per la conferma a Roma. La candidatura blindata per la Lega dovrebbe invece essere quella di Briziarelli. Nevi ha sempre nel mirino la Camera via Terni. Ma i calcoli umbri potrebbero rivelarsi puro divertissement dato che le carte le danno, senza appello, i tre leader nazionali.

Pd, è ancora derby Marini-Bocci (e declinazioni varie)

L’annuncio di Paolo Gentiloni di correre a Roma ha fatto tirare un sospiro di sollievo a molti dem umbri in cerca di un posto al sole. L’ipotesi del premier di candidarsi in una delle regioni colpite dal terremoto aveva fatto temere che la scelta cadesse sull’Umbria. Il fatto che Gentiloni abbia optato per Roma, d’altro canto, la dice lunga su quanto siano giudicati sicuri dal Pd i collegi umbri. Gli ultimi sondaggi danno un testa a testa con il centrodestra, con il Pd leggermente avanti (e avvantaggiato dai resti dei movimenti in coalizione) ed i grillini a rincorrere. Ma lo scarto tra le formazioni è minore del margine di errore mostrato dai sondagisti negli ultimi appuntamenti elettorari. Dunque, è partita vera.

Che per ora si gioca sull’asse Perugia-Roma. Dove a decidere sarà il livello nazionale, disposto però a tener conto di una proposta sostenibile che arrivi dal territorio. Il vice-Renzi, Martina, inaugurando la sede umbra del Pd, ha diplomaticamente parlato di candidati all’altezza. Può voler dire tutto o, più probabilmente, niente.

Meno diplomatico, almeno sul piano della comunicazione, il partito perugino, con il segretario Polinori che forza la legge della matematica e, per i due nomi che si attendono da Perugia, al secondo tentativo indica Gianpiero Bocci, Valeria Cardinali e Giacomo Leonelli. Perché il segretario aveva annunciato di non aver avanzato richieste di un posto, né in casa, né a Roma. Ma questo non significa, evidentemente, che qualora siano altri a chiederlo, Leonelli risponda picche, anzi. E la prima richiesta è arrivata dalla collega di Palazzo Cesaroni, Carla Casciari. Così accorata da apparire frutto di un copione, scritto a quattro mani tra Palazzo Donini e piazza della Repubblica (pardon, via Bonazzi). L’asse Marini – Leonelli per tagliare la strada a Bocci nel capoluogo. Ma poi, come si arriva a fine legislatura in Umbria? Senza contare che l’esito delle elezioni politiche non è così scontato. Se a Perugia piove, al Trasimeno grandina, con il braccio di ferro tra il segretario Sergio Batino (che deve molto a Bocci) e la presidente Tsa Alessia Dorillo, pronta ad entrare a Palazzo Cesaroni nel caso Leonelli facesse le valigie alla volta di Roma. Oggi, lunedì, la difficile mediazione.

In quel campo di battaglia che è diventata Terni, Gianluca Rossi ha la strada libera. Bisognerà vedere, però, cosa ne pensano i cecchini degli altri schieramenti e, soprattutto, gli elettori. Ecco perché Orlando vuole un piano per salvare il soldato Rossi.

Orfini (e Marini) non hanno da affannarsi per Giulietti, che correrà sul fronte orientale, da Castello alla Valnerina passando per Foligno.

Altri due esponenti dell’Alto Tevere, Verini e Ascani, hanno già iniziato la campagna elettorale. Deve invece attendere la deroga del partito, una formalità, Marina Sereni, che ha appena accompagnato Fassino nella presentazione del suo libro in Umbria. Per lei, la corsa al Senato dovrebbe partire da Terni.

Il Pd umbro si affanna nella ricerca di nomi credibili della società civile da proporre a Renzi. All’Università è stato sondato anche il professor Maurizio Oliviero, ex amministratore dell’Adisu. Un professore, da una delle più antiche università italiane, comunque si vorrebbe proporre. Un altro, per la terna degli esterni alla politica, si cerca nel mondo imprenditoriale. E’ stato avvicinato un imprenditore umbro emergente, ma nel caso, c’è da lavorare di diplomazia per non creare una frattura tra le associazioni di categoria. L’altro ambito è quello della sanità, tradizionale mare di consensi per il Pd umbro. Occhio, però, alle quote rosa.

Sempre che i nomi per “il valore aggiunto” non vengano formulati direttamente da Roma. Il cui ruolo, questa volta, sarà determinante, vista la linea tracciata da Renzi per evitare voltafaccia. Una linea un po’ troppo centralista, forse. Tanto che un ex dirigente dem, commenta: “E’ la prima volta che viene esautorato il livello provinciale e regionale. Attenzione, però – sembra quasi profetizzare – a non scollarsi troppo dai territori, dove si vota”.

Tra la compagine governativa, il nome destinato in Umbria potrebbe essere quello del vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, protagonista in passato nella vertenza Ast, poi nel rebus ex Merloni e attualmente impegnata nel braccio di ferro con la Perugina Nestlé.

Non è stata risolta la grana Rometti, a cui non piace di finire nella lista “Insieme” a portare acqua al Pd senza alcuna gloria. Qualcosa allora, in Umbria, bisognerà barattare, altrimenti la maggioranza in Regione rischia pericolosamente di perdere un altro pezzo.

Il mutuo soccorso Mori – Guasticchi

In questi giorni frenetici per la politica ci sono politici che sembrano guardare alla storia ed alla cultura, per tornare ad occuparsi di politica. L’Associazione “Perugia in movimento”, presieduta dal consigliere comunale perugino Emanuela Mori, ha fatto il suo esordio con la presentazione del libro sull’eugubino Angelico Fabbri, fondatore della Società di mutuo soccorso eugubina, scritto dallo storico locale Diego Guerrini. Mori ha annunciato un ciclo di conferenze su tematiche “vicine ai cittadini”, con il contributo di Marco Vinicio Guasticchi, Diego Guerrini e Augusto Vasselli. I bookmakers scommettono se il ciclo di incontri andrà avanti sino al 2019, appuntamento con le comunali, o il programma sia varato sino al 2020, anno delle regionali. O addirittura, fino al prossimo marzo?

Ricci e civici: Umbria 2020 con lo sguardo a Roma

Intanto, Claudio Ricci fa uno scatto in avanti e si presenta ai nastri di partenza, nella gara per la presidenza della Regione, due anni prima che lo starter impugni la pistola. Il fatto che la sua candidatura sia stata presentata in piena campagna elettorale per le politiche (sabato a Ponte San Giovanni) è apparso a molti un po’ sospetto. Ricci risponde candidamente così: “Le politiche? Ad oggi non è arrivata alcuna proposta che abbia una serietà. Potremmo valutare, qualora ci fosse una proposta seria. Ma lo ritengo improbabile”. Dunque, qualche abboccamento c’è stato, ma nulla di convincente. Ricci poi chiarisce meglio i possibili scenari futuri: mantenere la barra dritta sull’obiettivo regionale del 2020 e poi, anche sulla base del risultato ottenuto, decidere se far nascere una aggregazione nazionale “moderata, civica e civile”, guardando cosa accade anche nelle altre regioni.

Comunque, già l’esito delle imminenti elezioni nazionali non è estraneo alle strategie dei civici umbri, tant’è che l’ex sindaco di Assisi riaggiorna la seduta a dopo il 4 marzo, per dare vita “a una cabina di regia”, meglio definita come “un ufficio di gestione”, che determinerà le strategie del movimento nei territori. Nei quali lo stesso Ricci, lo stakanovista di Palazzo Cesaroni, ha annunciato che sarà d’ora in poi più presente, togliendo un po’ di tempo al suo impegno di consigliere regionale. La prospettiva da cui muoverà sarà “esclusivamente civica”, senza la previsione, per il momento, di una nuova alleanza con il centrodestra. Due i marchi depositati: quello storico, Ricci Presidente, e Italia civica, registrato lo scorso agosto, a dimostrazione che l’orizzonte va oltre i confini regionali. Per la corsa umbra del 2020, intanto, si è già aperta la fase esplorativa per l’individuazione dei rappresentanti dei territori e dei candidati. Qualcuno, sull’esempio del proprio leader, ha già bruciato tutti sul tempo e si è fatto avanti.

Ma prima del 2020 ci sono altri appuntamenti elettorali in Umbria. Lo ricordano, negli interventi, i rappresentanti di Terni, Perugia, Gubbio, Spoleto. Nella città del Festival le liste civiche erano riuscite a portare il compianto Fabrizio Cardarelli alla conquista del Comune. Lo ricorda Gianpiero Panfili, presidente del Consiglio comunale spoletino, una delle cariche istituzionali espresse attualmente in Umbria dalle liste civiche. Un “ex affezionato della destra”, ricorda. In sala, ci sono “ex affezionati della sinistra”. Per ora, meglio non parlare di alleanze e pensare alla corsa solitaria. Lo scatto, almeno verso Palazzo Donini, è iniziato con due anni d’anticipo.

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