Divieti Covid, il Tar: riaprire asili e scuole materne

Divieti Covid, il Tar: riaprire asili e scuole materne

Massimo Sbardella

Divieti Covid, il Tar: riaprire asili e scuole materne

Sab, 13/02/2021 - 14:11

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Esulta il Comitato "A Scuola", che però chiedeva anche il ritorno in classe dei più grandi | Inviata una diffida al Comune di Perugia e alla Regione

Riaprire asili e scuole materne nei comuni zona rossa Covid. Questo il provvedimento con il quale il Tar dell’Umbria ha parzialmente accolto il ricorso presentato da alcuni genitori del comitato “A Scuola”, che lamentavano la chiusura delle scuole, oltre i divieti fissati dal Dpcm in base al colore della fascia di rischio.

E se per i ragazzi più grandi il provvedimento restrittivo viene giustificato con il prevalere delle esigenze sanitarie, per l’infanzia si accoglie l’interesse manifestato da una mamma nel ricorso depositato dall’avvocato Alessandra Bircolotti. Decretando quindi la riapertura di asili e scuole materne e fissando la trattazione collegiale nel merito al 16 marzo.

Nei comuni umbri zona rossa, dunque, asili e scuole materne devono riaprire con effetto immediato.

Il Comitato “A Scuola”

“Le ragioni di “urgenza” per legittimare una sospensione dell’ordinanza – commentano dal Comitato ‘A Scuola’ – sono state riconosciute soltanto per i genitori dei bambini più piccoli (0-6 anni), cui il provvedimento regionale arreca maggiore danno per la conseguente necessità di assentarsi dal lavoro, con potenziale compromissione della propria posizione lavorativa. Ma il ricorso presentato si poggia sul fatto che il D.P.C.M. statale in vigore prevede espressamente l’apertura di tutte le classi delle scuole statali e paritarie fino alla prima media anche in zona rossa. Quindi questo primo risultato non ci basta!”.

Infatti la posizione del D.P.C.M. è identica anche per le scuole primarie e per la prima media. “Ma il Tar – scrivono a questo proposito – ha applicato incomprensibilmente due pesi e due misure, cosa che ci lascia ampia speranza di vedere accolto il ricorso in sede di discussione, che però, non essendo stata concessa la riduzione dei termini, avverrà solo il 16 marzo, quando il provvedimento regionale (salvo eventuali e ripetute proroghe) avrà già perso efficacia, e la discussione avrà il solo fine di determinare l’illegittimità del provvedimento ai soli fini risarcitori, per danno subito da studenti e genitori, a favore dei ricorrenti, nonché per coprire le spese di lite da questi sostenute, che andranno comunque documentate”.

L’avvocato Bircolotti ha comunicato che la Regione Umbria e il Comune di Perugia sono già stati diffidati.

“Questo primo risultato – scrivono dal Comitato – dimostra che il ricorso presentato si basa su valide e argomentate motivazioni. Ora la parola passa alla controparte che per difendersi dovrà ponderare tra la riapertura delle scuole fino alla prima media e presumibilmente un elevato esborso ai ricorrenti (ricorso a baby-bitter ecc.). Una vittoria, quindi, a metà che però ci fa capire e ci dimostra la responsabilità dei cittadini nel ricorrere agli organi di giustizia affinché vengano applicati i propri diritti”.

I rappresentanti del Comitato “A scuola” ci tengono a sottolineare “quanto sia importante ogni giorno non accettare passivamente ciò che accade e non dare mai i diritti come dati e immutabili”.

La riapertura di asili e materna

Ora i Comuni delle zone rosse, subito avvertiti dalla Regione, dovranno attivarsi per assicurare la riapertura di asili e scuole materne (con relativi servizi di trasporto) già per lunedì. Salvo eventuali diversi provvedimenti locali non interessati dal ricorso. Che contesta, comunque, qualsiasi provvedimento derivante dal parere del Comitato tecnico scientifico locale.

La comunicazione della Regione

La Regione Umbria ha comunicato ai sindaci interessati dal provvedimento, nonché alle Prefetture di Perugia e Terni, ai presidenti delle due Province, al presidente Anci e all’Ufficio scolastico regionale la sospensione ordinata dal Tar (Tribunale amministrativo regionale) in merito alla parte dell’ordinanza regionale numero 14 del 6 febbraio in cui si disponeva l’interruzione sino al 21 febbraio di tutti i servizi socioeducativi per l’infanzia (0-6 anni), statali e paritari, dei comuni della provincia di Perugia e di San Venanzo e Amelia in provincia di Terni.

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