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Dissesto idrogeologico, Rometti presenta a Palazzo Chigi programma interventi

Redazione

Dissesto idrogeologico, Rometti presenta a Palazzo Chigi programma interventi

Per la messa in sicurezza del territorio umbro occorrono 362 milioni di euro
Gio, 04/12/2014 - 16:48

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 “Un insieme di interventi destinato a mettere in sicurezza tutto il territorio umbro da livelli elevati di rischio idraulico ed idrogeologio”: ha questa finalità per l’assessore regionale all’ambiente, Silvano Rometti, il Programma per la mitigazione del dissesto idrogeologico dell’Umbria presentato oggi, a Palazzo Chigi, dallo stesso Rometti alla Struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche della Presidenza del Consiglio dei ministri. “Il Programma – ha detto l’assessore – prevede interventi complessivi sul territorio regionale per circa 362 milioni di euro, di cui circa 197 milioni finalizzati alla mitigazione del rischio da alluvioni e la rimanente quota, oltre 164 milioni, per la mitigazione del rischio frana. La presentazione di oggi – ha aggiunto –, fa seguito ad una serie di incontri avuti con la Struttura ed elenca le diverse situazioni su cui occorre agire prioritariamente e da inserire nel Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico 2014-2020, per il quale il Governo Renzi ha previsto uno stanziamento di 7 miliardi di euro”.
Entrando nel merito della proposta per l’Umbria Rometti ha spiegato che “si tratta finalmente di un programma organico di messa in sicurezza del territorio regionale che non andrà solo a completare interventi già avviati e finanziati, ma che ha anche una funzione preventiva, allo scopo di anticipare possibili danni in zone classificate a rischio elevato”.
Per quanto riguarda la mitigazione del rischio idraulico è prevista una serie di opere che, se attuate, permetterebbero di migliorare in maniera notevole le condizioni di sicurezza idraulica di tutto il reticolo idrografico regionale. “Fra gli interventi individuati – ha detto Rometti – il completamento delle opere sull’asta del fiume Tevere da Città di Castello fino a Corbara, che consentiranno la messa in sicurezza anche di tutto il territorio di Perugia, e la sistemazione idraulica del fiume Nera a Terni e Narni, compresa l’area industriale di Maratta”. Importanti interventi sono previsti sul fiume Topino, in corrispondenza di Foligno, con la realizzazione di case di espansione che permetteranno di ridurre il rischio fino ad una portata con tempo di ritorno di 200 anni, a beneficio anche degli abitati rivieraschi di valle (Bevagna, Bettona, Cannara, Assisi ecc.). Inoltre sono individuate le opere necessarie per la sistemazione del Bacino del fiume Paglia, con interventi diffusi e strettamente connessi ai lavori già avviati per la salvaguardia delle aree di Orvieto Scalo, Allerona e Castel Viscardo colpite dall’alluvione del novembre 2012”.
In merito al rischio idrogeologico nella proposta si è tenuto conto in particolare delle situazioni dei centri abitati, a partire da Perugia, che non è inclusa tra le città metropolitane oggetto di specifico programma. “Per il capoluogo – ha detto Rometti – sono previsti interventi sia nella parte pianeggiante del territorio comunale, relativi al rischio idraulico del Tevere e dei corsi d’acqua che lo attraversano, sia per la stabilizzazione geologica del colle sui cui sorge la città, a cominciare dalla sistemazione delle frane che hanno interessato Sant’Antonio-Bulagaio e Santa Margherita, su cui stanno operando i competenti uffici regionali e comunali. Di particolare rilevanza sono anche gli interventi che consentiranno il completamento della messa in sicurezza del Colle di Todi e di alcuni versanti della Rupe di Orvieto che non furono ultimati con la Legge speciale. Gli interventi del programma, che sono stati individuati in maniera rigorosa da un punto di vista tecnico scientifico e condivisi con l’Autorità di Bacino del Tevere – ha concluso l’assessore – sono diffusi su tutto il territorio regionale, con l’obiettivo di superare le criticità dettate anche da recenti evidenze di fragilità e vulnerabilità idrogeologica”.

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