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Discarica Le Crete, Acea blocca utilizzo georadar | Interrogazione parlamentare

Redazione

Discarica Le Crete, Acea blocca utilizzo georadar | Interrogazione parlamentare

Presidente Commissione Agricoltura Gallinella (M5S): “Presentata un'interrogazione al ministero dell’Ambiente affinché gli impegni presi nelle sedi istituzionali preposte vengano rispettati a tutela del territorio e dei cittadini”
Sab, 20/10/2018 - 12:07

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Discarica Le Crete, Acea blocca utilizzo georadar | Interrogazione parlamentare

 “Lo scorso giugno l’Arpa, in accordo con la Regione Umbria e il Comune di Orvieto ha inoltrato ad Acea, gestore della discarica Le Crete, una richiesta per realizzare dei monitoraggi straordinari, al fine di accertarsi sulle reali condizioni di salute del sito e sull’eventuale inquinamento del fiume Paglia, dovuto al conferimento di rifiuti pericolosi. Richiesta purtroppo negata per la ‘mancanza di idonei e comprovati presupposti normativi’”.

Ad affermarlo è il presidente della commissione Agricoltura, Filippo Gallinella, che aggiunge: “due anni fa il consiglio regionale dell’Umbria aveva già dato il via libera all’utilizzo del georadar, uno strumento non invasivo in grado di verificare la presenza di sostanze pericolose. Non è quindi possibile – prosegue Gallinella – che le evenienze come quella di un accesso per indagini non invasive, deciso dalla Regione, possa essere considerato un limite insuperabile, in quanto non espressamente previsto da una legge dello Stato”.

“A tale proposito – afferma Gallinella – ho presentato un’interrogazione al ministro dell’Ambiente finalizzata a valutare la possibilità di effettuare i controlli straordinari da parte delle autorità pubbliche preposte alla protezione e alla tutela ambientale, verifiche che oltretutto rientrano tra le prassi previste dai contratti di servizio delle società che gestiscono siti di smaltimento dei rifiuti. Tali controlli, attraverso la tecnica del georadar, permetterebbero di avere una visione più approfondita del problema inquinamento del fiume Paglia, su cui il sito di smaltimento rifiuti insiste. Oltre a ciò – conclude Gallinella – abbiamo chiesto al dicastero di intervenire affinché vengano rispettati gli impegni presi nelle sedi istituzionali preposte, a tutela del territorio e dei cittadini, poiché il danno d’immagine che si sta assumendo Acea nel rifiutare una tale pratica non invasiva, può lasciare il sospetto che ci sia davvero qualcosa che non va”.


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