Disabili senza vaccino anti Covid, l'allarme del Serafico di Assisi - Tuttoggi

Disabili senza vaccino anti Covid, l’allarme del Serafico di Assisi

Flavia Pagliochini

Disabili senza vaccino anti Covid, l’allarme del Serafico di Assisi

Mer, 27/01/2021 - 12:39

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Disabili senza vaccino anti Covid, l’allarme del Serafico di Assisi

I più fragili e chi si prende cura di loro dimenticati nel piano strategico nazionale anti-Covid 19: l'appello della presidente Francesca Di Maolo

I disabili e chi si prende cura di loro sono stati dimenticati nel piano strategico delle vaccinazioni anti Covid 19. E per questo arriva un forte appello alla Regione Umbria e a tutte le Regioni italiane affinché adottino con urgenza interventi correttivi. A parlare è la presidente del Serafico di Assisi, Francesca Di Maolo.

‘Disabili e caregivers dimenticati’

Nel piano strategico nazionale anti Covid-19, elaborato dal Ministero della Salute, tra le categorie da vaccinare con priorità le persone disabili e le persone che si occupano di loro non ci sono. Sono state totalmente dimenticate – il j’accuse della presidente del Serafico – così come le residenze per disabili e addirittura le strutture residenziali sanitarie per disabili gravi. Un’assenza allarmante, soprattutto in questa fase in cui la disponibilità dei vaccini è limitata, che evidenzia tutta l’incapacità della politica di individuare le categorie fragili sulle quali si richiedono azioni urgenti. È necessario che le Regioni intervengano rapidamente per colmare questa grande lacuna, visto che difficilmente la politica nazionale nei prossimi giorni potrà dedicarsi ai problemi concreti delle persone più deboli”.

Di Maolo ricorda come da un’indagine dell’Ufficio Nazionale di Statistica del Regno Unito, che ha approfondito la correlazione tra il tasso di mortalità associato al Covid-19 e alla disabilità: dall’indagine è emerso che nel 59% dei casi le persone decedute per Covid-19 in Inghilterra e in Galles erano disabili.

Disperato bisogno dell’arma vaccino

Al Serafico – l’esempio personale della presidente – abbiamo sperimentato l’aggressività del Covid su bambini e ragazzi, per alcuni dei quali si è reso necessario il ricovero ospedaliero per le gravi complicanze polmonari successive all’infezione. Nel mese di dicembre uno dei nostri ospiti – che aveva solo 30 anni – è stato ricoverato in un reparto di rianimazione proprio per queste complicanze e ha perso la vita. Per tutti noi è stato un dolore straziante e vogliamo scongiurare il pericolo che il coronavirus possa mietere ancora altre vittime. Quando il virus è entrato nella nostra struttura, con enormi sforzi e sacrifici di tutti siamo riusciti a contenerlo in due residenze su sei, evitando la diffusione in tutto l’Istituto, ma adesso abbiamo disperatamente bisogno dell’arma del vaccino per mettere in sicurezza queste giovani e fragili vite”.

Inaccettabile l’esclusione, serve vaccinazione rapida

È urgente quanto meno – l’appello di Di Maolo – procedere anche alla vaccinazione di tutti gli operatori sanitari e sociosanitari delle strutture convenzionate con il SSN, e non solo di quelli appartenenti al servizio pubblico e delle residenze per anziani. La vaccinazione degli operatori sanitari, prevista nella prima fascia di priorità, sarebbe già una garanzia per le persone con disabilità gravi ricoverate in regime residenziale. Deve essere inoltre considerato che in alcune residenze sanitarie, come per esempio il Serafico, sono ricoverati bambini e ragazzi anche al di sotto dei 16 anni che non potranno essere vaccinati proprio per la loro giovane età, ma non per questo devono essere giudicati esenti da rischi a causa delle gravi patologie che ne hanno richiesto il ricovero in una residenza sanitaria. Anche per tale ragione la vaccinazione del personale di assistenza deve avvenire rapidamente“.

Comprendiamo la complessità dei problemi legati alla campagna vaccinale e alla scarsità delle dosi, ma – conclude Di Maolo – non inserire le residenze socio-sanitarie per disabili tra le priorità è una grave ed inaccettabile scelta che esprime tutta l’incapacità della politica nazionale di prendersi carico delle persone con disabilità. Siamo inoltre molto preoccupati per il ritardo nella consegna dei vaccini da parte delle case produttrici ed è di fondamentale importanza che il piano di vaccinazione venga rivisto, e non solo con il criterio delle fasce di età. Per questo chiediamo con urgenza alla nostra Regione Umbria, e a tutte le Regioni italiane vicine ai bisogni reali dei cittadini, un intervento correttivo, perché per tutelare le persone più fragili dobbiamo utilizzare tutte le armi che abbiamo a disposizione e in questa drammatica emergenza sanitaria, l’arma più importante è il vaccino. Non c’è più tempo, abbiamo bisogno che ci venga data la possibilità di salvare anche le giovani vite che si trovano nelle residenze sanitarie per le loro gravi condizioni salute”.

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