Dirigenti e anomalie, la verità della Giunta | Buco di bilancio, il consulente conferma l'esposto - Tuttoggi

Dirigenti e anomalie, la verità della Giunta | Buco di bilancio, il consulente conferma l’esposto

Sara Fratepietro

Dirigenti e anomalie, la verità della Giunta | Buco di bilancio, il consulente conferma l’esposto

Il sindaco Cardarelli e l'assessore Profili fanno chiarezza sulla nomina dei dirigenti e la riorganizzazione. Le anomalie nel 2010 e le novità sull'inchiesta sul buco di bilancio
Mer, 03/02/2016 - 17:20

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Decisioni nel pieno rispetto delle leggi, in coerenza con quanto detto e fatto in passato dall’attuale amministrazione comunale e con scelte politiche che rispecchiano non solo la volontà della Giunta, ma anche l’orientamento dato dal legislatore. Non ci stanno il sindaco Fabrizio Cardarelli e l’assessore al personale Gianmarco Profili a subire in silenzio i pesanti attacchi degli ultimi giorni e per questo hanno deciso di fare chiarezza una volta per tutte sulla delibera del primo cittadino di qualche giorno fa relativa agli incarichi dei dirigenti comunali a tempo indeterminato.

Le normative – E’ la finanziaria del 2007, ha spiegato Profili, circondato da numerosi documenti, ad aver per la prima volta iniziato a parlare di riduzione dei costi del personale nella pubblica amministrazione e di accorpamento degli uffici. “Da lì in avanti – ha ricordato – le norme sono state sempre più stringenti. E quest’anno la legge di stabilità vieta di assumere dirigenti”. Direzione su cui sta andando l’amministrazione comunale, che nel progetto di riorganizzazione ha ridotto le direzioni a 5: polizia municipale, direzione economico-finanziaria, direzione tecnica, direzione sviluppo e direzione servizi alla persona.

L’eredità del passato – “Nonostante ci fossero ulteriori leggi che andavano verso i tagli alla spesa, – ha ripercorso Profili – l’allora sindaco Daniele Benedetti, appena insediatosi, ha nominato un dirigente in più, Paolo Risoldi, poi dimessosi nel maggio 2010. Non solo: ha anticipato nel 2010 il concorso già previsto per il 2011, facendo sì che la maggior parte dei dirigenti del Comune avesse un contratto a tempo indeterminato, riducendo così al lumicino la possibilità di scelta dell’amministrazione”. Insomma, i dirigenti sono quelli e con quelli si devono fare i conti, “perché le amministrazioni pubbliche non possono fare come gli pare”.

Attacco al sindacato e al Pd – L’assessore al personale parla anche di situazioni inopportune avvenute nel passato. “Chi ha dato i pareri di regolarità tecnica per quei concorsi per dirigenti? Non è per caso che sono stati alcuni dei dirigenti che poi quel concorso lo hanno vinto?! Eppure nessuno ha mai preso posizione su questo, né i sindacati né l’allora consigliere provinciale Laura Zampa che oggi ci accusa di una poca trasparenza. È faticoso accettare delle prediche da chi ha avallato determinate delibere”. Quanto poi alla paventata illegittimità relativa al conferire al comandante della polizia municipale anche l’ispettorato edilizio ed il rilascio dei permessi di costruire, denunciata dalla Cgil, Profili ha spiegato che “il sindacato cita un parere dell’Anac, l’autorità anticorruzione, ma i pareri sono pareri e non hanno veste giuridica. Se è inopportuno oggi questo, non lo doveva essere anche quando l’ex comandante della polizia municipale gestiva mezzo Comune? Non mi ricordo nessuna presa di posizione allora sull’opportunità di questo, perché al di là dei pareri, una cosa può essere comunque inopportuna o meno. Non è allora che il problema è sulle persone?”. Al di là dei pareri, è stato spiegato, la legge di stabilità emanata il 28 dicembre 2015 parla espressamente di riduzione dei dirigenti e di riordino delle competenze, prevedendo l’affidamento anche al comandante della polizia municipale. Insomma, sulla legittimità degli atti sembra essere tutto ok. Tanto che a questo proposito Profili ha anche citato una lettera del presidente dell’Anci Piero Fassino al ministro Madia.

Condanna e inchieste – Quanto alla condanna per la vicenda dell’ecomostro che ha interessato l’architetto Mastroforti (qui la sua lettera aperta), l’assessore ha sottolineato come “non tutte le ipotesi di reato sono le stesse. Il reato che viene contestato a Mastroforti è contravvenzionale, non contro la pubblica amministrazione, e va ricordato che in questi anni non c’è stata mai una costituzione di parte civile da parte del Comune, ma anzi l’ente in passato ha sempre condiviso gli atti messi in campo”. Diversa, invece, la vicenda del buco di bilancio. Profili ha ricordato più volte che si tratta di ipotesi di reato e non di condanne ed anche del principio della presunzione di innocenza. “Ma qui si parla di accuse di falso, che prevedono condanne ipotetiche da 5 a 10 anni di reclusione, su una vicenda per la quale, in caso di rinvio a giudizio, il Comune, che è parte lesa, si costituirà parte civile. Come può con questo collimare la fiducia?”. Parole condivise totalmente dal sindaco Fabrizio Cardarelli, che ha voluto esprimere “amarezza verso chi non conoscendo tutta la verità si esprime per sentito dire, per ipotesi di ragionamento e lo fa in modo scorretto. Io sono sempre pronto e disponibile a dare spiegazioni”.

La consulenza della Procura – “Non posso svelare dei segreti d’ufficio, c’è un procedimento ancora in corso, ma abbiamo potuto consultare il ‘rapporto Montrone’ ed è pesante“. Il riferimento del sindaco è al consulente della Procura nella nota indagine sul buco di bilancio, il professor Montrone. Una consulenza attraverso la quale “viene confermato tutto quello che avevamo denunciato nel nostro esposto del 2012, sono venute fuori anche altre cose…” ha rivelato il sindaco che però di più non ha voluto dire. “Serve anche coerenza nelle scelte, ma non vogliamo condannare nessuno” ha osservato il primo cittadino, pronto a riabilitare le persone se verranno prosciolte dalle accuse o ad andare avanti in caso contrario. Quanto ad un’altra inchiesta, sulla cava di Santo Chiodo, che coinvolgerebbe altri dirigenti, né Cardarelli né Profili hanno detto di saperne ufficialmente nulla. Mentre il sindaco si è detto pronto a capire anche un’altra questione, quella degli 800mila euro persi per piazza D’Armi.

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