DIOCESI SPOLETO-NORCIA, LE PRIME CELEBRAZIONI DI MONS. BOCCARDO PER IL 2011 - Tuttoggi.info

DIOCESI SPOLETO-NORCIA, LE PRIME CELEBRAZIONI DI MONS. BOCCARDO PER IL 2011

Redazione

DIOCESI SPOLETO-NORCIA, LE PRIME CELEBRAZIONI DI MONS. BOCCARDO PER IL 2011

Lun, 10/01/2011 - 10:14

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Per la Chiesa il tempo liturgico del Natale è terminato con la memoria del Battesimo del Signore celebrata domenica 9 gennaio. È stato un tempo forte nel quale la comunità cristiana, ricordando la nascita di Cristo, si è fatta ancora più prossima a chi vive nella sofferenza e nella povertà. Pensiamo al Papa che ha pranzato con i poveri accolti dalle Suore Missionarie della Carità della beata Teresa di Calcutta a ridosso dello Stato Vaticano e che ha visitato, la vigilia dell'Epifania, i bambini ricoverati all'ospedale Bambin Gesù di Roma. Questi gesti si sono verificati anche nelle varie Diocesi del mondo. L'Arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, ha scelto, ad esempio, di celebrare la prima messa del 2011 (il 1 gennaio) all'interno dell'Hospice, accanto ai malati terminali e ai loro familiari. Nel silenzio del cuore queste persone ci insegnano che non c'è una speranza più viva e un amore più ardente della fede di chi nello sconforto si mette nelle mani sicure di Dio. Poi, il Presule si è recato per due volte (il 5 e il 7 gennaio) all'interno del Supercarcere di Maiano a celebrare l'eucaristia con i detenuti. «Immagino – ha detto mons. Boccardo – il vostro anelito di ricongiungervi con le famiglie, il vostro desiderio di libertà. Io non posso darvi nulla di tutto ciò. Sono qui in mezzo a voi per dirvi che nessuno, nemmeno la giustizia, vi può togliere l'essere figli di Dio amati e rispettati». Venerdì 7 gennaio, infine, l'Arcivescovo ha celebrato una Messa nella chiesa della Madonna di Loreto in suffragio di tutte quelle persone decedute nel 2010 presso l'Hospice. «Siamo qui – ha detto mons. Boccardo nell'omelia – per fare memoria affezionata e riconoscente dei nostri cari, sicuramente accolti dal sorriso misericordioso di Dio, il quale ha cancellato tutte le loro colpe». Tantissima gente ha preso parte al momento di preghiera; c'era anche il personale – medici, infermieri e volontari – dell'Hospice. «So – ha detto il Vescovo rivolto ai presenti – la fatica fatta per accettare un progetto, quello della malattia e della morte, che non era nei nostri piani. Essere qui è una professione di fede difficile e dura. Siamo però certi che le persone a cui abbiamo voluto bene vivono nel regno di Dio. La loro presenza, anche se non possiamo più vederle, non è meno efficace. Non è facile, nessuno può riempire il vuoto che la loro morte ha lasciato, ma la luce di Dio ci aiuta ad andare avanti. Il Vescovo vi chiede di non sprecare il tempo, di non attendere che qualcosa avvenga, ma di adoperarsi fin da subito a fare il bene. Riempite le vostre giornate di cose belle e importanti; siate operatori di riconciliazione e perdono. Così accumulerete un tesoro che rimarrà sempre appuntato nel libro di Dio. Questo è l'invito che ci viene dai nostri cari fratelli che ci hanno preceduto nel Regno di Dio, nella consapevolezza che ai cristiani la vita non è tolta ma trasformata». L'Arcivescovo ha elevato al Signore una preghiera particolare per tutto il personale dell'Hospice. «Così come il Buon Samaritano sappiano sempre lenire le ferite di chi è provato dalla malattia. A loro vada la nostra gratitudine».


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