Diocesi contro la messa con don Minutella, seguaci insorgono | Incontro spostato FOTO - Tuttoggi

Diocesi contro la messa con don Minutella, seguaci insorgono | Incontro spostato FOTO

Redazione

Diocesi contro la messa con don Minutella, seguaci insorgono | Incontro spostato FOTO

Il titolare dell'hotel di Cortaccione annulla l'incontro di preghiera, i fedeli di don Minutella si spostano in un altro locale | Le parole del prete scomunicato
Ven, 25/10/2019 - 14:36

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La discussa messa a Spoleto con don Alessandro Minutella, (ex) prete scomunicato per eresia e scisma alla fine giovedì pomeriggio si è tenuta, ma in un altro luogo rispetto a quanto previsto inizialmente.

Il titolare del ristorante – hotel “Vecchio Forno” di Cortaccione, il signor Quaglietti, aveva infatti annullato lui stesso l’incontro subito dopo aver appreso la nota della Curia arcivescovile in cui venivano spiegati i contorni dell’incontro religioso. Ma i fedeli di Minutella si sono spostati in un altro albergo cittadino e la celebrazione – con tanto di prima comunione per due bambini – si è tenuta ugualmente.

Quaglietti ieri aveva contattato sia l’Archidiocesi di Spoleto – Norcia che la redazione di Tuttoggi.info per comunicare l’annullamento dell’iniziativa nel suo locale. Lo stesso Arcivescovado lo ha comunicato ieri attraverso la sua pagina Facebook: “Poco fa ha chiamato gli Uffici della Curia Arcivescovile di Spoleto il titolare del Vecchio Forno di Cortaccione di Spoleto comunicando di aver annullato l’incontro di oggi pomeriggio con don Minutella, scomunicato latæ sententiæ dall’Arcivescovo di Palermo per i delitti di eresia e scisma. Il titolare comunica di non essere stato informato nei dettagli dagli organizzatori di cosa si trattasse: avevano solo prenotato una sala e un buffet per un incontro di preghiera“.

Le proteste sul web

La particolare celebrazione religiosa, però, alla fine si è tenuta lo stesso, ripiegando in un altro hotel spoletino. Ed ha visto appunto anche l’impartizione della prima comunione a due bambini.

Ma intanto sul web si scatenano i commenti dei seguaci del sacerdote scomunicato contro la Chiesa di Spoleto – Norcia e – come da mantra di don Minutella – contro Papa Francesco. Un centinaio i commenti sotto al post pubblicato nella pagina Facebook della Diocesi, molti dei quali (di persone non umbre) attaccano appunto la Diocesi per aver cercato di ostacolare l’incontro religioso.

Spiegateci quali sono le eresie di don Minutella. Nessuno è stato in grado di dirle finora. In che cosa si discosta dalla dottrina? Ormai siete stati smascherati. Potete pure essere vestiti da vescovi come a Carnevale. Non vi crede più nessuno. I due fanciulli che hanno ricevuto la Prima Comunione dalle mani di don Alessandro vi sbugiardano con la loro purezza e la loro dignità di cattolici. Quella che voi della ” curia” di Spoleto avete perduto da un pezzo. Avete cercato di impedire questa santa comunione e il Cielo vi ha sbugiardato. Noi siamo la Chiesa. Voi solo una brutta imitazione. Avanti con Maria”. Questo uno dei tanti commenti farneticanti comparsi. Tanto che alcuni cattolici spoletini hanno incalzato la cancellazione dei post dalla pagina Facebook.

Le foto e il video del sacerdote scomunicato

Intanto, una delle pagine social a sostegno di don Alessandro Minutella ha pubblicato le fotografie ed i video della particolare messa a Spoleto. “Quale vittoria della Santa Vergine oggi a Spoleto contro tutti i tentativi dei nemici. Le foto commentano il fallimento costante degli avversari. AVANTI CON MARIA” il commento che accompagna le immagini.

Lo stesso sacerdote scomunicato al termine dell’incontro spoletino ha pubblicato un video a commento del successo della sua iniziativa nella città ducale nonostante gli ostacoli registrati (definiti “ritorsioni dal sapore mafioso“). Video nel quale Minutella – al di là di come la si possa pensare dal punto di vista religioso – minaccia più volte i suoi “nemici”, vale a dire la Chiesa cattolica.

“Io sono arrivato con tanto di condanna, di messa in guardia […], e invece è stata un’esperienza straordinaria” dice il prete nella diretta Facebook.  “Vorrei dire a questi nemici, – un altro passaggio del suo discorso – state attenti, non scherzate con la santa Vergine, non avete capito poveri illusi che siete, che è inutile che cerchiate di venirmi addosso, è troppo tardi. Non avete capito che avete il potere che vi viene però da satana, io invece ho il potere che viene da Maria, da Dio”.  E ancora: “Non scherzate con la Santa Vergine, ve lo dico a nome suo. Voi avete paura perché avete capito che qui c’è in gioco lo scontro frontale con la Madonna, non scherzate con lei perché finite male signori miei”. “Certi preti – ha detto ancora – farebbero meglio a star zitti anziché intervenire contro il sottoscritto con termini certamente non molto caritatevoli, perché la Madonna né renderà conto”.

L’Amorale

E fino a qui la cronaca di una giornata di ordinaria follia religiosa o protofideistica (la Madonna ovviamente se ne guarda bene dallo spandere il suo profumo all’interno di una sala convegni con aria condizionata).

Atteso che sosteniamo da sempre che l’unico ad avere  voce in capitolo è un certo Gesù Cristo che spiegò bene come fare in casi di dispute, “Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”, motivo per cui  sarebbe bene non interessarsi delle cose afferenti a Dio (figuriamoci poi alla Madonna),  è impossibile  in questo caso non notare una serie di aspetti “qualificanti” dell’operato di Don Minutella.

Tanto per cominciare l’aspetto folcloristico dell’eloquio minutelliano, una via di mezzo tra il brigante Don Bastiano Mons. Terenzio del Grillo (da Il Marchese del Grillo), e i fratelli Jake ed Elwood Blues (da The Blues Brothers).

Il primo feroce quanto orgoglioso ribelle del potere papale ottocentesco, tanto da trasformarsi in brigante per sostenere le spese della “sua Chiesa”e poi finire decollato sul patibolo non  prima di  arringare la folla con una famosa intemerata: “Pure io posso perdonare chi mi ha fatto male: in primis, al Papa, che si crede il padrone del cielo, in secundis, a Napuliouone, che si crede il padrone della Terra, e per ultimo al boia, qua, che si crede il padrone della morte, ma soprattutto, posso perdonare voi, figli miei, che non siete padroni di un ca…”. Per poi chiudere, “E adesso boia, mandami pure all’altro mondo! Da quel Dio Onnipotente, Lui sì, Padrone del Cielo e della Terra, al quale al posto dell’altra guancia, io porgo tutta la capoccia”. (CLICCA QUI)

L’altro, Mons. Terenzio del Grillo, un fervido quanto petulante seguace dell’ortodossia che si  concentra tutta sulla potenzialità miracolistica di una antica prozia, la Beata Quartina, di cui si narra che seccava le rose dopo che la stessa si era punta accidentalmente, da cui il famoso anatema “Contro la Beata Quartina nun ce poi fa gnente…”

Entrambi devono essere stati di  qualche  esempio per il nostro Don, quando si esalta per essere un condannato dalla chiesa ma direttamente fornito di potere dalla Vergine Maria e anche da Dio, se non vi basta! E siccome  essere unti dal Signore significa anche dover usare la giustizia divina, quando occorre, eccoti che Don Minutella si trasforma in Mons. Terenzio e lancia l’anatema solenne, “Non scherzate con la Santa Vergine, ve lo dico a nome suo. Voi avete paura perché avete capito che qui c’è in gioco lo scontro frontale con la Madonna, non scherzate con lei perché finite male signori miei”. E giù, tutti ad accendere ceri benauguranti e a toccarsi  l’inguine, sperando che non si secchi come le rose della Beata Quartina. (CLICCA QUI)

E per finire il tocco insuperabile della teoria minutelliana, quando  come Jake ed Elwood spara coram populo l’autorizzazione somma e indiscutibile, “Non avete capito che avete il potere che vi viene però da satana, io invece ho il potere che viene da Maria, da Dio”. Tradotto, Sono in missione per conto di Dio ( CLICCA QUI).

Non resta che aspettare la fine di questa disputa, ricordando però a Don Minutella che dalle nostre parti l’eresia è materia collaudata e che la Chiesa papale ci andava spiccia con i ribelli.  Nelle adiacenze di Piazza Duomo sembrerebbe siano stati “scottati”  tra il XII° e il XIII° secolo gli ultimi epigoni dell’Episcopato Cataro che a Spoleto e Firenze aveva fondato le sue primissime comunità religiose.

Come è noto a Spoleto è già stato fatto e detto di tutto e di più su ogni materia dello scibile umano, e non ci stupisce più niente da un pezzo, figuriamoci chi si professa in missione per conto di Dio.

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