D'ALEMA AL "FESTIVAL PER LA POLITICA" DI NARNI, PROVE GENERALI PER ALLEANZE CON TERZO POLO? (FoTO®, guarda) - Tuttoggi.info

D'ALEMA AL “FESTIVAL PER LA POLITICA” DI NARNI, PROVE GENERALI PER ALLEANZE CON TERZO POLO? (FoTO®, guarda)

Redazione

D'ALEMA AL “FESTIVAL PER LA POLITICA” DI NARNI, PROVE GENERALI PER ALLEANZE CON TERZO POLO? (FoTO®, guarda)

Lun, 07/02/2011 - 13:40

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(Luca Biribanti) – L'occasione era quella della consegna dei diplomi per la chiusura del corso di formazione “per amministratori e politici locali sui temi della comunicazione, della gestione e del federalismo”, ma la sostanza del dibattito è stata concentrata in un'analisi politica della situazione nazionale. Trionfo dell' “Antipolitica”? Fine del “Berlusconismo”? Vittoria della “Società Civile” sulla Politica? Il “Festival per la politica”, che si è svolto ieri presso il teatro comunale di Narni, presentato da Mario Morcellini, direttore del dipartimento della ricerca sociale presso l'università “La Sapienza” di Roma, e moderato da Paolo Messa, direttore del mensile “Formiche”, ha cercato di dare alcune risposte al delicato momento della situazione attuale attraverso le voci di alcuni illustri ospiti, in primis il Presidente, Massimo D'Alema. La cerimonia della consegna dei diplomi, alla quale ha partecipato anche il sindaco di Narni, Lorenzo Bigaroni, come partecipante al corso, è durata pochi minuti per lasciare spazio all'interessante dibattito che aveva come tema il senso delle istituzioni, il ruolo e le forme della partecipazione e della comunicazione. Quando si parla di politica e comunicazione è inevitabile il riferimento al 'principe' di questo connubio, il premier Silvio Berlusconi, che ha messo la politica al servizio del “Quarto Potere” di cui è re indiscusso.

Qualche tempo fa Thomas Jefferson, “Padre della Patria” americana, disse 'Tra uno Stato senza giornali e giornali senza Stato, io preferisco giornali senza Stato'. L'Italia pare dunque abbastanza fotunata in tal senso. Con una battuta, abbiamo uno Stato che è “Il Giornale” ufficiale di se stesso. Proprio su questa anomalia politica, tutta italiana, i presenti alla tavola rotonda, Enzo Carra (giornalista e deputato UdC), Umberto Croppi (responsabile nazionale della cultura per FLI), Claudio Fava (della segreteria nazionale di SeL) e Massimo D'Alema (Presidente Fondazione Italianieuropei) hanno cercato di fare un'analisi sociopolitica del problema, andando a ricercare le cause del vuoto politico e della disaffezione dei cittadini alla figura del politico, in questioni socioeconomiche complesse e strutturali, che Marx avrebbe di certo gradito, non altrettanto è sembrato, il pubblico in sala, che forse avrebbe preferito un “mea culpa” più sincero da parte di esponenti della sinistra italiana per l'incapacità di creare una valida alternativa al tanto citato berlusconismo.

A Enzo Carra (UdC) è toccato l'onore di aprire il dibattito e senza tanti giri di parole ha subito preso il toro per le corna: “Dobbiamo ritornare alla politica vera e superare il 'berlusconismo'. Quando un Paese si lascia governare per 13 anni da un uomo come Berlusconi e in economia ha come punto di riferimento l'a.d. della Fiat non c'è da stupirsi che si arrivi a queste situazioni di conflittualità”. Inaspettatamente arriva la citazione di “Cetto La Qualunque” per riassumere lo spirito con cui si affronta la politica in Italia: “Quando si parla di Italia il pensiero non può non andare ai giovani che, lo ripeto, sono un problema e non una risorsa. I giovani hanno l'obbligo di avvicinarsi alla politica, ma come dico sempre, prima di entrare in politica indossate il preservativo”. In conclusione del suo intervento Carra fa riferimento a contenuti politici di più alto spessore, citando un passo della lettera aperta che il Presidente Francesco Cossiga scrisse a D'Alema nel 1999 sul Corriere Della Sera: “Io sono un democratico, un repubblicano, un antifascista e un riformista; se avessi avuto l'età e fossi vissuto in altra parte d'Italia, io avrei scelto per la Resistenza. […] Sono convinto che solo l'alleanza tra una sinistra democratica […] e un centro riformatore può promuovere il progresso del Paese anche in termini di etica civile”.

Questo riferimento suona come più di un invito a formalizzare un'alleanza politica che è nell'aria già da qualche tempo tra le forze antiberlusconiane, se poi aggiungiamo le parole di Umberto Croppi (FLI) l'invito diventa indeclinabile: “La politica ormai si è spostata in altri luoghi come nei segmenti produttivi del Paese e nei canali d'informazione. Una volta erano i partiti i media della politica che portavano i cittadini dentro alle questioni fondamentali del Paese anche attraverso il contatto fisico. Quando altri media hanno preso il sopravvento si è generato un vuoto che ha determinato la crisi di rappresentanza alla quale assistiamo”. Un taglio più storico ha avuto l'intervento della professoressa Simona Colarizzi che presso “La Sapienza” ha attivato il primo corso di “Potere politico, potere mediatico”. Dopo un excursus che ha attraversato gli anni , '70, '80 e '90, la Colarizzi si è soffermata sull'analisi del passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica sottolineando che: “L'antipolitica è un fenomeno pericolosissimo, frutto di un periodo di decadenza dove l'educazione culturale non è più alla base della formazione dei politici”. Il tema della mancanza di un'etica politica è stato ripreso da Fava (SeL): “Nella scuola politica americana moralità e democrazia viaggiano parallelamente. In Italia il sistema democratico è in crisi perchè è subentrato il concetto di baratto che ormai pervade i luoghi e le forme della politica, lasciando le porte aperte a corruzione e clientelismi”.

Il dibattito è stato concluso dal Presidente, Massimo D'Alema che dopo un breve passaggio su Berlusconi e la deludente storia della Seconda Repubblica, ha ripreso i temi di alleanza lanciati dai precedenti relatori: “Abbiamo la consapevolezza che bisogna uscire da questa situazione con un progetto che non può riguardare solo la sinistra. È necessario un progetto costituente che sia in grado di garantire al Paese un futuro di stabilità nell'alternanza democratica dei governi dopo la fine del berlusconismo. Oggi rimpiangiamo la vecchia DC, una volta venuto meno il contenitore politico che mediava un determinato tipo di approccio politico è venuto fuori tutto il peggio immaginabile. Una riforma etica è necessaria in tutti i settori: scuola, ricerca, economia, nel rispetto dei più alti ideali dello Stato. Per sopravvivere Berlusconi ha bisogno di peggiorare tutto: corrompere parlamentari e cercare lo scontro frontale con la magistratura. Dobbiamo avviare una nuova fase per dare forma costituzionale al bipolarismo italiano”.


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