Crisi economica, Tesei tra progetti di rilancio e critiche al passato

Crisi economica, Tesei tra progetti di rilancio e critiche al passato

Massimo Sbardella

Crisi economica, Tesei tra progetti di rilancio e critiche al passato

Gio, 26/11/2020 - 12:04

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Crisi economica dell’Umbria, Tesei prova a delineare azioni di sviluppo post emergenza Covid, ma punta l’indice contro la precedente giunta Marini e le attuali incertezze del Governo sui fondi straordinari europei.

“Dieci anni di politiche sbagliate”

Rispondendo ad un’interrogazione del consigliere Vincenzo Bianconi, che invitava la Giunta regionale a concertare dal basso azioni per rispondere all’attuale crisi economica, ma anche a prospettare linee di rilancio di medio periodo, la presidente della Regione Umbri ha lamentato “dieci anni di politiche economiche sbagliate“, alle quali ha imputato i quasi 13 punti di Pil persi e il 5,7% dei consumi, valori molti più negativi rispetto alla media nazionale.

La concertazione

Quanto al metodo, Tesei ha rivendicato di aver già in questo primo anno di mandato attivato due tavoli, uno con le associazioni datoriali e uno con i sindacati, con i quali l’interlocuzione è costante. “Confronto e concertazioni con le parti sociali non sono momenti straordinari, ma un modo di governare forse inusuale ma distintivo” ha detto Tesei, con un’altra frecciata al passato di questa Regione.

Il Defr 2021-23

La governatrice ha poi annunciato a breve il momento di confronto con le parti in merito al Defr 2021-23, il documento che traccia la visione programmatica per l’Umbria in ambito economico. Documento già pronto, ha informa Tesei, che si dice pronta ad integrarlo con le indicazioni provenienti da questi tavoli.

Per tentare di rilanciare un’economia, quella umbra, per la quale in questo 2020 si stima una contrazione della ricchezza prodotta dell’11%.

Spending review e recupero dei fondi Ue

Quanto alle azioni messe in campo e programmate per i prossimi mesi, Tesei ha ricordato le misure per garantire la tenuta sociale di fronte alla crisi innescata dal Covid. Ma anche le misure di prospettiva per il rilancio post Covid. Annunciando 15 milioni di bandi, nei prossimi mesi, per ricerca e sviluppo.

Misure, ha rivendicato, finanziate dalla Regione con fondi di bilancio grazie a spending review e il recupero di fondi comunitari “che l’Umbria nel 2019 non ha saputo spendere“.

Il nodo degli aiuti attesi dall’Europa

Questo in attesa di avere indicazioni precise sulle modalità di impiego e sulla destinazione dei circa 209 miliardi, tra fondo perduto e prestiti, attesi dall’Unione europea. Allo stato attuale, ha però lamentato Tesei (che è anche coordinatrice nell’ambito della Conferenza delle Regioni), dal Governo non ci sono indicazioni su quale autonomia o comunque ruolo avranno le Regioni nell’investire parte delle risorse del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza). “Per ora – ha concluso Tesei – possiamo poggiare soltanto su quello che con le nostre forze siamo riusciti a reperire”.

Bianconi: serve un progetto condiviso per l’Umbria

Bianconi nella sua replica ha invitato la presidente e la Giunta a delineare un progetto di visione complessiva dello sviluppo economico dell’Umbria, che deve andare oltre i 3 anni. Per gestire l’emergenza, ma dare anche prospettiva. Con una condivisione dal basso di questa progettualità.

Fioroni:

L’assessore Fioroni, rispondendo poi ad un’interrogazione della consigliera Paola Fioroni, ha annunciato a breve un bando di 5 milioni di euro a supporto della formazione legata al digitale.

Mentre per il prossimo anno è allo studio un sistema di sostegno dell’accesso al credito che consenta di attivare un moltiplicatore.

L’obiettivo è quello di attivare le leve a sostegno degli investimenti. Con un sostegno complessivo, entro febbraio 2021, di 18,5 milioni di euro a supporto dell’innovazione e del digitale.

Paparelli: il problema è la produttività

Anche il consigliere dem Fabio Paparelli ha parlato della situazione economica. Ricordando che il Pil regionale è crollato dal 2007 al 2014 a causa della crisi mondiale. E comunque ha invitato a non valutare il Pil, ma la produttività. Che aveva conosciuto una certa ripresa nella manifattura, ma con carenza nei serviti innovativi.

In questa fase, Paparelli ha invitato ad assumere provvedimenti immediati: “Se le misure del Governo sono insufficienti, accompagniamole con risorse nostre”. Le opposizioni chiedono esenzioni e forme di premialità per i Comuni che verranno incontro alle imprese.


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