Coronavirus, il rettore: "Nessuno avrà conseguenze per la propria carriera"

Coronavirus, il rettore: “Nessuno avrà conseguenze per la propria carriera”

Massimo Sbardella

Coronavirus, il rettore: “Nessuno avrà conseguenze per la propria carriera”

Così l'Università di Perugia si è trasformata | Diplomi validi, e Olivero promette: "Una cerimonia per la consegna finita l'emergenza"
Gio, 09/04/2020 - 11:59

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Coronavirus, il rettore: “Nessuno avrà conseguenze per la propria carriera”

Di fronte all’emergenza Coronavirus, di fronte alla quale nessuno era pronto, abbiamo messo in sicurezza l’Università degli Studi di Perugia e le sue attività. Dopo le festività pasquali questo Ateneo ripartirà. Nelle condizioni in cui ci saranno consentite, ma ripartirà“. Così il magnifico rettore Maurizio Oliviero, nella prima conferenza stampa in videoconferenza della storia dell’Università degli Studi di Perugia.

La nostra Università – prosegue il rettore – ha dato una prova straordinaria. Risposta di un’intera comunità che ha coinvolto i nostri studenti. Grazie ai quali individuiamo i problemi e riusciamo a risolverli“.

Il rettore ringrazia poi il personale tecnico amministrativo. E cita un episodio, con gli uscieri, dopo una notte di lavoro: “Professore, voi lavorate tranquilli, qui ci siamo noi“.

Quindi, i docenti che si sono confrontati con un nuovo modo di affrontare la didattica, ma anche l’attività di ricerca”.

Risultati possibili, rivendica Oliviero, “perché la governance ha funzionato bene“. Ed ognuno dei delegati ricorda le tante cose fatte, anche quelle che non appaiono all’esterno.

Il tavolo al lavoro per la “fase 2” e la “fase 3”

Così il pro rettore Fausto Elisei: “Abbiamo cercato di non subire il Coronavirus, attivando un tavolo per organizzare le attività, consentendo all’Università di svolgere le attività in condizioni di sicurezza. Pertanto i vari Dpcm che si sono succeduti non ci hanno trovati impreparati”. Quindi la didattica a distanza ed il lavoro agile del personale dell’Ateneo. “Questo tavolo – aggiunge Elisei – avrà il compito di lavorare per la ‘fase 2’ e la ‘fase 3’“.

Il professor Bartocci ricorda che le borse per studenti Erasmus, borsisti, dottorandi e specializzandi vengono assicurate. Gli stipendi vengono regolarmente pagati, così come i fornitori privati. Tutta la macchina amministrativa, dunque, non si è fermata.

La terza rata per gli studenti (prevista per il 31 marzo) è stata prorogata al 30 maggio.

Il professor Paolo Belardi parla delle attività svolte per garantire le attività lavorative e didattiche da remoto. E si è continuato a lavorare per il nuovo polo universitario in via del Giochetto.

Lauree regolari

Professoressa Emiliani: “Portare tutta la didattica in modalità a distanza è stato un lavoro di squadra. Siamo riusciti a mandare a casa tutti gli studenti e stiamo erogando 1.600 insegnamenti a distanza. E poi le scuole di specializzazione, i dottorati, i master. Non corsi e-learning, ma corsi in streaming, frequentando lezioni in aule virtuali secondo il programma iniziale. Vivono un po’ di vita universitaria. E gli studenti sono soddisfatti, non si sentono soli“.

Gli esami finali dei dottorati di ricerca e delle scuole di specializzazione vengono effettuati consentendo a professori di ogni parte del mondo di assistere online, così come ai parenti di ricercatori e specializzandi.

La scorsa settimana sono partiti gli esami di profitto e le lauree. “Siamo partiti con calma – specifica Emiliani – ma con un modus operandi che ci garantirà che le lauree siano regolari, che non provvederanno problemi in futuro“.

I goliardi: “Caro rettore, la festa, quando tutto sarà finito, te la organizziamo noi”

Aspetto questo sottolineato dal rettore. Che aggiunge: “Nessuno studente ha subito conseguenze per la propria carriera“. E promette: “Nessun diploma di laurea verrà consegnato in maniera virtuale. Appena sarà possibile ogni studente sarà onorato in una giornata in cui verrà consegnato il titolo di laurea“.

L’attività internazionale non si ferma

La professoressa Stefania Stefanelli parla dell’area relazioni internazionali, che ha garantito un contatto quotidiano con gli studenti italiani all’estero e con gli stranieri presenti a Perugia. Escluse penalizzazioni per qualsiasi scelta, sia di restare in Italia che di restare all’estero. Al momento sono rientrati in Italia 93 studenti. Solo 5 hanno interrotto la loro mobilità, mentre 48 l’hanno rinviata, in attesa delle nuove disposizioni. E ben 218 studenti hanno deciso di restare all’estero (in Europa, ma anche in Australia, Cina, Stati Uniti e Paraguay) e sono costantemente assistiti. Il 70 per cento degli stranieri a Perugia ha deciso di restare in Italia.

Il professor Mario Tosti parla delle attività per la sicurezza. Con la particolare pulizia di tutti gli ambienti dell’Ateneo effettuata dal 4 marzo. Con una squadra che a turnazione effettua le sanificazioni.

Distribuito gel disinfettante e sono ancora distribuzione circa 10mila mascherine, oltre alle mille distribuite nei primi giorni.

Il personale già dal 10 marzo effettua lavoro agile in modalità semplificata (il 60% utilizza il lavoro agile). Misure adottate sempre con il consenso delle organizzazioni sindacali e della Rsu.

Il professor Rettori parla dell’attività svolta per l’orientamento. Attivato anche un corso di attività motoria online, per gli studenti e non solo.

“La ricerca non si ferma”

Il delegato Helios Vocca: “La ricerca non si può fermare. I momenti di crisi sono quelli in cui si rilancia. La ricerca pubblica – chiarisce – è quella che fa la differenza. E questo è un messaggio importante in questo periodo”.

Si sta costruendo una rete di ricerca, che riguarda il Coronavirus, ma che in futuro potrà essere utilizzata per altre patologie.

Oliviero esprime solidarietà al professor Mauro Ferrari che ha rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio europeo della ricerca: “Spero venga messo nelle condizioni di ritirarle“.

Il professor Cruciani ricorda che la crescente ricerca di tamponi sta creando problemi di reagenti: “La nostra Università è scesa in campo – spiega – per aiutare ospedali e Istituto zooprofilattico di reperire reagenti“.

In sinergia con altre Università si è lavorato anche alla certificazioni dei dispositivi individuali di protezione (mascherine, guanti ed altre attrezzature). Grande la mobilitazione del personale per rispondere alle richieste fatte.

Unico Dipartimento per l’area medico-chirurgica

Il professor Daniele Porena, delegato per la semplificazione, ricorda il lavoro fatto per adattare le attività ordinarie dell’Ateneo alle condizioni straordinarie. A cominciare dalla stesura di un regolamento per le riunioni a distanza degli organi accademici, degli esami e delle lauree, così da garantirne la regolarità anche giuridica. “Si tratta di una novità assoluta nel nostro ordinamento – ricorda -. In passato neanche alle Università telematiche era consentito“.

L’area medico-chirurgica sarà riorganizzata in un unico grande Dipartimento.

Il professor Daniele Parbuono: “Sforzo gestionale di tutti, ma si è creato uno straordinario momento di vicinanza, una rete di relazione molto forti, che si sono consolidate“. Manifestazioni di vicinanza e di stima che sono raccolti in una sezione del sito. Gesti concreti, come le migliaia di mascherine ricevute da Atenei e istituzioni cinesi. E la promessa: “L’Ateneo non dimenticherà, lo sforzo compiuto ed i gesti di straordinario altruismo“.

Tra i tanti messaggi da ogni parte del mondo, ricorda il rettore Oliviero, quella arrivata questa mattina dal Santo Sepolcro, con gli auguri di buona Pasqua all’Università ed alla comunità umbra.

Il professor Stefano Brancorsini delegato delle sedi distaccate ricorda le attività fatte per garantire i servizi (ad Assisi, a Foligno) ed a Terni, dove è rimasta aperta la struttura di Medicina e chirurgia, per la vicinanza con l’ospedale dove lavorano molti docenti universitari per far fronte all’emergenza Coronavirus.

Ripartenza sanità ed economica

La nostra Università – conclude con orgoglio il rettore Maurizio Olivieronon si è mai, mai, mai fermata“. Ed è un punto di riferimento per il territorio per l’emergenza Coronavirus. A cominciare dall’attività sanitaria. “In una sola notte – ricorda il rettore – ci siamo attivati e il centro centro aveva tutto il materiale per proseguire l’attività di diagnostica“. E poi gli specializzandi messi in campo grazie all’accordo fatto con la governatrice Tesei “con cui ci sentiamo molto spesso“. E poi il grande lavoro nella ricerca.

Dopo le festività pasquali – assicura Oliviero – la nostra Università partirà con i suoi progetti“. Project manager a disposizione per le imprese (anche in accordo con Confindustria) per favorirne la ripartenza. “Non vogliamo aspettare quel benedetto decreto che dirà che siamo tutti liberi” afferma Oliviero.

Ripartenza economica, ma anche ripartenza che passa per la riorganizzazione del sistema sanitario: “Mai come adesso abbiamo capito quanto sia importante la sanità pubblica, la ricerca e l’Università pubblica“.

L’Università di Perugia c’è. Oggi nella lotta al Coronavirus, domani per la ripartenza dell’Umbria.

(Notizia in aggiornamento)


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