Coronavirus, due coniugi realizzano 500 gambali e 70 cuffie per l'ospedale - Tuttoggi

Coronavirus, due coniugi realizzano 500 gambali e 70 cuffie per l’ospedale

Redazione

Coronavirus, due coniugi realizzano 500 gambali e 70 cuffie per l’ospedale

La coppia è titolare di un'azienda manifatturiera che lavora 7 giorni su 7 per dare una mano concreta a chi si trova in "trincea"
Mer, 01/04/2020 - 10:58

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Coronavirus, due coniugi realizzano 500 gambali e 70 cuffie per l’ospedale

Cinquecento gambali e settanta cuffie per gli operatori sanitari dell’ospedale di Città di Castello: al lavoro 7 giorni su 7 per dare una mano concreta a chi si trova in “trincea”.

Non si arresta la catena di solidarietà che da giorni vede in prima linea aziende, associazioni, pro-loco, istituzioni e singoli cittadini. Ultimo bel gesto in ordine di tempo è quello dei titolari di Anastasis srl, un’impresa artigiana nata nel 1999 (oltre 20 anni fa) da un’idea di Manuela Poderini e Marcello Marini, moglie e marito.

Per 20 anni siamo stati stata una manifattura tessile specializzata nella produzione di shopper e borse, in tessuto o tnt. L’avvento del coronavirus ci ha indotto ad iniziare la produzione di mascherine, gambali, ed altri articoli purtroppo necessari in questo periodo. Nel contempo abbiamo iniziato presso il Politecnico di Milano le pratiche per certificare le mascherine che produciamo. In questo triste momento crediamo che le imprese debbano fare la loro parte e noi facciamo del nostro meglio, regalando a varie istituzioni prodotti di nostra produzione, ospedale in primo luogo”, hanno precisato i coniugi.

Anastasis srl , non è un azienda ‘fasonista’, cioè una che produce per conto terzi, ma è una manifattura con marchio proprio che vende borse e shopper di proprio design in tutta Italia con discreto successo. La nascita dell’azienda si è verificata a seguito della chiusura di uno stabilimento tifernate, dove mia moglie lavorava. Infatti le prime dipendenti furono le colleghe di lavoro. E’ nostra volontà – concludono – proseguire con ‘opere buone’ nei confronti di queste straordinarie persone che lavorano per tutta la comunità”.