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CONSIGLIO REGIONALE PARALIZZATO DALLA DIVISIONI INTERNE

Redazione

CONSIGLIO REGIONALE PARALIZZATO DALLA DIVISIONI INTERNE

Lun, 22/10/2007 - 22:24

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CONSIGLIO REGIONALE PARALIZZATO DALLA DIVISIONI INTERNE

“Con il nostro silenzio non intendiamo avvallare la sostanziale paralisi in cui versa l'attività del Consiglio regionale, fermo per evitare divisioni interne al centrosinistra e che ormai dedica le sue seduta ad ad alcune mozioni o interrogazioni di scarso peso politico, accantonando argomenti decisivi per l'Umbria, come il futuro della E-45, la legge sulla sicurezza dei cittadini, i due piani regionali sanitario e sociale; il problema delle tasse e delle tariffe comunali”. E' questa la ragione che ha spinto i consiglieri di Forza Italia, al completo, ad incontrare i giornalisti, in una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, nel corso della quale si è parlato di “evidente debolezza della maggioranza che nulla ha a che fare con la crisi delle istituzioni o con la presunta pigrizia dei consiglieri”. Se entro una settimana ‘l'andazzo' non cambierà, hanno annunciato compatti i consiglieri di FI, Fiammetta Modena, Raffaele Nevi, Massimo Mantovani e Ada Spadoni Urbani, “cominceremo a trattare in altra sede i problemi che non si intende portare in aula”. Ha aperto gli interventi il capogruppo Fiammetta Modena, rilevando che, da settembre non arrivano in aula argomenti di peso, perché non c'è accordo e perché si temono divisioni politiche al momento del voto, come avvenne sul caso Rio Fergia. Per Fiammetta Modena, “ci sono emergenze in Umbria che aspettano risposte dalla Regione, come la sicurezza dei cittadini, evidenziata ormai dal fiorire di un comitato al giorno; ma di questo non si deve parlare per problemi interni alla maggioranza. Non riusciamo nemmeno a far iscrivere la nostra proposta di legge sulla sicurezza che porta la firma di Raffaele Nevi. C'è anche una emergenza tasse e tariffe comunali in aumento, o la riforma endoregionale che la Finanziaria cancella, assieme alla riforma delle Comunità Montane come anticipammo in aula osservando che quella che si andava ad approvare era già da allora una norma superata. Denunciamo queste cose alla stampa proprio per evitare di essere considerati conniventi con il niente che caratterizza l'attività del Consiglio in questo periodo”.Stesso tono da parte di Raffaele Nevi che ha definito l'assemblea regionale, “un semplice Consiglio comunale più in grande che limita la sua attività a ratificare le delibere della Giunta e che rinuncia ad esercitare il suo ruolo di organo legislativo per eccellenza”. Della E-45 non si deve discutere in aula, ha aggiunto Nevi, “per non fa dividere la maggioranza e per nascondere che dal Governo non sono venute nemmeno le risorse necessarie a fare manutenzione”. Sulla vicenda rifiuti di Terni, Nevi ha parlato di “implosione del centrosinistra dovuta a lotte interne”. Per Massimo Mantovani, “Sulla impasse del Consiglio regionale pesano anche le vicenda nazionali e le divisioni create dalla nascita del Partito democratico che in Umbria sta ponendo problemi anche agli uomini della Margherita, rimasti delusi dal voto ed ai quali guardiamo con attenzione. In Umbria c'è una ‘cosa rossa' (sinistra radicale) che ormai si diversifica su tutte le scelte della Giunta: questo impedisce di arrivare alla stesura di documenti importanti come il piano sanitario e quello sociale; mentre restano senza soluzione questioni aperte come la sicurezza dei cittadini, l'usura, l'assistenza dei non autosufficienti”. Anche dalle categorie sociali che siedono ai vari tavoli delle concertazioni, ha evidenziato Mantovani, “cominciano a venire critiche aperte alla politica regionale”. Di divisioni interne alla maggioranza ha parlato Ada Spadoni Urbani che, impegnata a seguire l'audizione sulla legge per i centri storici, si è limitata ad osservare, “da inizio legislatura non è stata ancora esaminata la mia legge sulla famiglia e nemmeno quella più recente sui locali storici dell'Umbria”.


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